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Visualizzazione dei post da dicembre, 2023
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E PURE STO NATALE... Quando ero bambino c’era già il Natale. Con tutta l’attesa, le luci per le strade, i negozi più affollati del solito e l’attesa che, di giorno in giorno, si faceva sempre più intensa. Da frequentatori di scuole di ogni ordine e grado aspettavamo l’inizio delle vacanze. In genere l’ultimo giorno era previsto per il ventitré, l’antivigilia, e si tornava dopo l’epifania che tutte le feste, appunto, si porta via.   Poi, ci fu il tempo della crisi economica e di quelli che dicevano che bisognava produrre di più per allinearci agli altri paesi europei e, allora, furono abolite alcune feste e tornammo a scuola, ricordo bene, addirittura prima della Befana. Subito dopo Capodanno, insomma, ed eravamo tutti estremamente spaesati da questa brutta novità, studenti e insegnanti. Durò poco questa brutta roba e, presto, si ricominciò a far vacanza fino al sei gennaio. Anzi, ci fu un anno, deve essere stato il 1985 che, grazie a un’insolita e fitta nevicata, le stesse vacanze ...
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MANGANELLI DI NATALE Ieri, nel pomeriggio, mentre il traffico impazziva con la corsa ai regali e a agli addobbi natalizi, nei pressi del Pantheon, alcune centinaia di studenti venivano manganellati dalla Polizia. Una notizia che, in realtà, ho appreso soltanto questa mattina e che ha confermato quanto già penso da qualche tempo. C’è un governo che pratica una repressione sociale a bassa intensità ma costante e progressiva. Senza troppo clamore mediatico si sgombera, si reprime, si manganella e, intanto, il Parlamento approva leggi che istituiscono nuovi reati o inaspriscono le pene per alcuni già presenti nel codice penale Il pericolo rappresentato da questo governo di fascisti, tuttavia, risulta ancora poco chiaro a tanti cosiddetti e sedicenti ‘sinceri democratici’. Ad esempio, leggevo questa mattina delle dichiarazioni di alcuni esponenti di un sindacato di Polizia in merito, appunto, agli scontri avvenuti ieri. Questi signori affermano che gli studenti si sono dimostrati irrispet...
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 SI STAVA MEGLIO? Si stava meglio quando si stava peggio. Ma anche no. E, poi, siamo così certi che si stava peggio? Ora, a parte queste oziose divagazioni scadenti nel più inutile cazzeggio, leggo le notizie principali riportate sui quotidiani e si parla di economia. In questo periodo si parla di economia quando si parla di politica del governo perché è tempo di approvazione della legge di bilancio. E, ancora, c’è il patto di stabilità e, ora, il famigerato MES, fondo salva Stati o salva banche o qualcosa del genere che, tuttavia, non è stato approvato dalla Camera. Voto contrario dei deputati di Fratelli d’Italia e della Lega Astenuti i cinque stelle che, quindi, hanno fatto saltare la possibilità di un’approvazione un po’ ballerina, con voti sparsi di partiti di governo e di opposizione. Una Cambogia, insomma, come in quella canzone di un gruppo, Latte e i suoi derivati, che faceva la parodia de ‘La fiera dell’est’ di Angelo Branduardi. Si stava meglio quando si stava peggio, ...
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PATTO DI STABILITA' Apprendo, con estremo disincanto, che il governo italiano, non senza qualche indugio, ha siglato l’accordo per il nuovo patto di stabilità. Un documento impegnativo, probabilmente il più rilevante tra le carte economiche dell’Unione Europea, che impone precisi e stringenti vincoli nelle politiche economiche dei vari paesi. Cantano vittoria i pasdaran della destra, sbeffeggiando coloro che prevedevano sfracelli nei rapporti tra il governo italiano e quelli degli altri paesi membri della citata e famigerata Unione, in primis Francia e Germania. In realtà, ci sarebbe ben poco da esultare visto e considerato che Meloni e compari dovranno stringere i cordoni già ridotti della borsa anche per le prossime manovre di bilancio.   Qualche contentino lo hanno anche ottenuto, poca roba magari sufficiente, tuttavia, per raccontare alla propria tifoseria politica che loro mica sono come quelli di prima che si piegavano ai voleri dell’Europa dei banchieri. E, poi vuoi mettere,...
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 ATMOSFERE Sono al bar e questa mattina è un po’ freddo. Freddo secco ma pungente e, del resto, domani c’è il solstizio d’inverno. Una signora entra e dice, che aria natalizia! Ascolto senza commentare, faccio, come si dice, buon viso a cattivo gioco.   E, mentre bevo il solito cappuccino col mezzo cornetto, uno intero vanificherebbe i miei sforzi per conservare una decente condizione atletica, penso a questa roba del Natale e della cosiddetta atmosfera che circonderebbe questa festa, la più importante e sentita, così pare, almeno nel mondo occidentale. Ricordo ancora le parole di un prete durante l’ora di religione alle elementari, quindi una vita e due o tre papi fa, che affermava come il bello del Natale non risiedesse tanto nei giorni di festa quanto nel ‘prima’ nell'attesa di ciò che sarebbe stato. Nell'emozione di avvicinarsi a quelle giornate che avrebbero radunato intere famiglie intorno a tavolini imbanditi di alimenti e, poi, riempiti da tombole, carte e altri gi...
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 BOLOGNA Bologna è da tempo una classica delle trasferte italiane. Almeno una volta all’anno, insomma, tocca annacce al netto delle stagioni che la squadra felsinea ha disputato nella serie cadetta. Prima che arrivasse Joey Saputo il canadese, re delle mozzarelle, che ha dato alla società emiliana una certa solidità senza, tuttavia, risultati clamorosi. Piazzamenti di mezza classifica che non scaldano, insomma, una piazza già piuttosto sobria di suo. E, tuttavia, quest’anno la storia sembra cambiata. Non siamo al Bologna che tremare il mondo fa che, giova precisarlo, è quello degli anni trenta e non quello dell’ultimo scudetto rosso blu del 1964, l’unico assegnato dopo uno spareggio disputatosi all’Olimpico di Roma; un Bologna, quest’ultimo, che aveva come presidente quel Renato Dall’Ara al quale è intitolato lo stadio. Il Bologna che si presenta al cospetto della nostra, amata e magica Roma ha totalizzato i nostri stessi punti e occupa, quindi, il medesimo posto in classifica; i...
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 CENTO DOMENICHE di Antonio Albanese  Protagonista del film, main character direbbero a Londra e dintorni, è Antonio Riva interpretato da Antonio Albanese, anche regista del film, un operaio metalmeccanico prepensionato. Uno dei migliori tornitori in circolazione, tanto che, il padroncino della fabrichetta lombarda lo chiama ancora per insegnare il lavoro ai nuovi assunti. Finché non arrivano gli ispettori del lavoro ma questa è soltanto una delle storie raccontate nel film e, forse, neanche la più importante. Sta di fatto, comunque, che Antonio Riva ha una separazione alle spalle, un’amante, una donna romena sposata con un tizio imprenditore che delocalizza le sue aziende con l’intenzione, in seguito, di venderle a qualche fondo. Sacrificando, quindi, i lavoratori che finiranno, cito una delle migliori battute del film, in fondo a un fondo. E, intanto il nostro Antonio riceve la bella notizia del prossimo matrimonio della figlia con le spese a carico dei genitori della stes...
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 SCHIFO TOMBOLA Un tempo, quando ero più giovane o, semplicemente, quando ero giovane, mi sarei probabilmente rifiutato di ragionare o scrivere su questioni apparentemente futili. Questioni riguardanti il quotidiano di ciascuno di noi, apparentemente distante da vicende da massimi sistemi. E, però, certe piccole storie quotidiane, in fondo, risultano, poi, tutt’altro che irrilevanti. Ad esempio, i giorni che precedono le festività natalizie, quel caos estremo per le strade e i negozi con il quale faccio davvero fatica a convivere. E che non sopporto proprio- Ecco, non sopporto vedere al supermercato quei carrelli della spesa più pieni del solito, quell’eccesso nel comprare salami, carni e prosciutti manifestato dai più. Come se non avessero mangiato mai, con il rischio, quasi una certezza, di ritrovarsi già nella sera di Natale a mangiare gli avanzi. Da riciclare anche nei giorni successivi fino a ricorrere al cestino della spazzatura. E quei volti fintamente sorridenti e la co...
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 SCIOPERO Per la giornata di oggi, venerdì 15 dicembre, era stato indetto uno sciopero nel trasporto pubblico. Sciopero riguardante lavoratrici e lavoratori non, come si usa dire con un’affermazione per conto mio orribile, sciopero di autobus e metropolitane. Scioperano gli esseri umani non le macchine e se le parole hanno un senso e segnano il cosiddetto binario del pensiero (restando in tema di treni), ecco che, quindi, parlare di sciopero di autobus o metropolitane, come scrivevo, indica quasi una subalternità del lavoratore alla macchina una sua mera strumentalità. Ma non è neanche questo il punto centrale della questione. Ora, succede ormai da qualche mese, ogni volta che qualche organizzazione sindacale proclama uno sciopero per le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico scatta la fascistissima precettazione del ministro dei trasporti che si chiama, ahinoi, Matteo Salvini. E che ha trovato su tale questione una buona occasione per ottenere quella visibilità mediat...
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 TRAFFICO Consideriamo, ormai, il traffico automobilistico nelle città in cui viviamo come qualcosa di inevitabile. Quasi come un fatto naturale, anche se e in realtà, la natura non prevede autoveicoli e lastre di cemento. E nemmeno righe, carreggiate, semafori e quant'altro.   Però vuoi mettere? Il traffico c’è sempre. O quasi. Ne veniamo risparmiati in ore notturne (e non sempre), oppure, durante quella che viene definita, e non con tutte le ragioni, la bella stagione. In estate e, segnatamente, durante le settimane a cavallo con il Ferragosto. Quelle strade libere, quella facilità di trovare parcheggio per le nostre automobili ci rallegrano ma, nel contempo, ci intristiscono. Perché se ne sono andati via in molti e noi, invece, siamo rimasti tra i pochi a goderci (o maledire) le bellezze delle città vuote.   Il traffico lo conosco da quando sono nato e ricordo ancora le imprecazioni di mio padre quando finiva imbottigliato in qualche ingorgo. Oppure le domeniche d’...
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 COSA FARAI DA GRANDE?  Cosa vuoi fare da grande? Era una domanda che ci facevano spesso quando eravamo bambini. Parlo dei miei tempi ormai discretamente distanti e non so, in realtà, se questa domanda, cosa vuoi fare da grande, sia ancora posta ai ragazzini dei nostri giorni. In questi tempi, insomma, di precarietà, a una generazione emergente che, probabilmente, è destinata a star peggio della precedente per condizioni sociali e materiali. Con l’ascensore sociale, come dicono quelli bravi, che sembra essersi fermato.   Oddio, in passato, quando ci chiedevano cosa vuoi fare da grande, non è che ci mettessimo a fare chissà quale sofisticata ed elaborata analisi politica o sociale. C’era spazio per i sogni meno realizzabili. L’astronauta era molto gettonato, ma anche uno di quei mestieri un po’ avventurosi. Difficilmente qualcuno rispondeva voglio fare l’impiegato del catasto anche se molti genitori dediti a professioni manuali e assai faticose pensavano, per i propri pa...
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 AMBIENTALISTI Manifesto una grande simpatia nei confronti di coloro che vengono definiti attivisti dell’ambiente, eco militanti o quant’altro. E non c’è dubbio, per conto mio, che abbiano ragione loro. In tutto e al cento per cento. E non perdono giustamente occasione per sollevare quella che dovrebbe essere una questione prioritaria per tutti i governi di tutti i paesi del mondo. Quella ambientale. E pazienza per gli automobilisti costretti a qualche coda ulteriore in conseguenza di un blocco stradale o per i poveri (si fa per dire) amministratori locali costretti a interventi di ripulitura di monumenti o fontane colorate di verde o di giallo o di rosso. Quando ero piuttosto giovane, insomma ai tempi della scuola e dell’università si parlava poco delle questioni ambientali. Anche se cominciavano a spuntare movimenti e partiti verdi che, all’inizio, riscossero anche un discreto successo. Tanto che se non ricordo male a un certo punto dell’opera c’erano addirittura due partiti ch...
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 IL DISPREZZO di Alberto Moravia Romanzo pubblicato nel 1954 e, in qualche modo, riconducibile nella trama e nel contenuto al precedente ‘L’amore coniugale’ , ha come tema centrale quello della famiglia borghese e, segnatamente, del matrimonio e la relativa convivenza dentro una famiglia borghese. Siamo nella Roma degli anni cinquanta e Riccardo Molteni è uno sceneggiatore costretto a lavorare per opere cinematografiche distanti dalle sue ambizioni e dal suo sentire. E’ sposato con Emilia e, all’inizio del rapporto, tra i due c’è un legame viscerale, insomma un grande amore. Che, tuttavia e nel tempo, e soprattutto da parte di lei, si trasforma prima in indifferenza, quindi, in vero e proprio disprezzo. Un disprezzo che Riccardo non riesce a capire e del quale cerca, inutilmente, di chieder conto alla stessa Emilia. Nel frattempo è preso dalle inquietudini del suo lavoro di sceneggiatore. A proposito del quale è interessante una valutazione che si fa nel libro; la sceneggiatura in ...
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PALAZZINA LAF di Michele Riondino  In questa sua prima opera cinematografica Michele Riondino ci racconta una brutta vicenda riguardante una fabbrica, l’ILVA di Taranto più volte balzata agli onori (…) della cronaca, Stavolta non si parla degli effetti nocivi sulla salute di lavoratori e lavoratrici, nonché di chi vive nei pressi degli stessi stabilimenti, delle emissioni cancerogene, dei morti di tumore. Che, comunque, restano sullo sfondo di questa interessante narrazione cinematografica e nei colpi di tosse del protagonista, l’operaio Caterino Lamanna. La vicenda al centro di questo racconto cinematografico riguarda, invece, una storia che possiamo definire di mobbing. La palazzina LAF  che da il titolo al film, è l’edificio nel quale nella seconda metà degli anni novanta la nuova direzione dell’ILVA che aveva rilevato l’azienda dallo Stato relegava i lavoratori e le lavoratrici non disponibili a piegarsi ai diktat aziendali che promettevano feroci ristrutturazioni. In qu...
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 A BOCCAPERTA Durante una classica serata invernale, con un freddo che non invogliava affatto a mettere i piedi fuori da casa, facevo zapping tra i vari canali che l’ormai infinita offerta televisiva offre. Trashioni d’infimo ordine, notiziari sportivi e d’attualità più o meno spicciola, la prima alla Scala di Milano con ospiti politici non proprio eccezionali e, così e infine, mi sono imbattuto nell’inevitabile talk show. Si parlava di femminicidi e il mio sguardo coglieva un aspetto assai frequente e singolare in queste trasmissioni ormai usate e abusate. Quello riguardante la composizione del parterre dei cosiddetti opinionisti e opinioniste. In ordine sparso, due donne che, pur con differenti sfumature, esprimevano posizioni riconducibili ai femminismi, uno psichiatra che, pur non negando completamente le radici sociali del fenomeno in questione, si soffermava sulla mente tarata dei carnefici di turno e, poi e inevitabilmente (mai na gioia!), i rappresentanti di un mondo che ...
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COMPLEANNI E, poi, ci sono i compleanni con tutto il rituale degli auguri da mandare e, una volta l’anno e quando ci tocca, da ricevere.   Posso dire di odiare oltre che il capodanno, come l’immenso Antonio Gramsci, anche la data del mio compleanno. Due giorni, questi, accomunati dal fardello di ricordarmi, ancora più che gli altri, che il tempo passa e scorre inesorabile e senza soluzione di continuità. Non si ferma, insomma, è davvero maledetto.   Meglio farli, quindi, gli auguri. Ora, quando non esistevano i social era facile dimenticare le date di compleanno di qualche congiunto o amico sincero e di vecchia data. E se ti ricordavi di fare gli auguri a qualcuno indovinando esattamente la data della sua nascita facevi un figurone. E ti meritavi i ringraziamenti dell’interessato, davvero sentiti e sinceri.   Ora è tutto più semplice a anche più scontato. Ci pensa Facebook a ricordarti che l’amico o l’amica tal dei tali compiono gli anni oggi e sei invitato a render...
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 REAZIONARI Questa mattina ero in un bar in attesa del mio cappuccino. C’era una TV accesa sul canale di Rainews e in basso scorrevano i titoli di alcune notizie fresche di giornata. Una in particolare mi colpiva; nove licei occupati a Roma, i presidi chiedono l’intervento della Polizia. Qualche giorno fa leggevo della lettera di un genitore di uno studente di un liceo romano (ancora), il Tasso, che proponeva una petizione (!) per porre fine alle occupazioni delle scuole.   E questa mattina, proprio per non farmi mancare nulla, sulle pagine di una rivista on line assai vicina a certe aree politiche di movimento, apprendevo la news di una serie di sgomberi effettuati dalle cosiddette forze dell’ordine in diverse città e riguardanti occupazioni per lo più a carattere abitativo.   Insomma una bella vantata reazionaria e repressiva di direbbe. Ragiono, tuttavia, su un altro elemento di riflessione. Il livello del conflitto sociale in Italia è assai basso, anche se non man...
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  DECLINARE Apprendo che dal 14 al 17 dicembre I giardini di Castel Sant’Angelo saranno insozzati dalla presenza di svariati fasci e affini e collaterali presenti nell’annuale festa di Atreju. Apprendo pure, e mi si passi l’ignoranza ma, del resto, non ho mai preteso di possedere tutta l’infinita conoscenza dello scibile umano, che Atreju è uno dei protagonisti del romanzo ‘La storia infinità di Michael Ende. La festa di Atreju, kermesse dei fratellini (e sorelline) d’Italia si tiene, ormai, dal remoto 1988. Certo i tempi sono cambiati e gli organizzatori hanno adeguato la location ad ambizioni e potere.. Dalla vecchia sede di Colle Oppio, come si scriveva, ai suggestivi giardini di Castel Sant’Angelo, monumento che, in realtà, costruito originariamente per contenere le spoglie dell’imperatore Adriano, ha modificato nei secoli destinazione d’uso. Resta però in tutta la sua bellezza ed è, sinceramente, un peccato che si presti ad ospitare tale fetida accozzaglia di fascisti. Qua...
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 MAIPEI Rovistando nella memoria di lontane trasferte, ricordo che a Reggio Emilia andai qualche volta già durante gli anni novanta in occasione delle rare presenze della squadra della città, la Reggiana, nella massima serie. E ricordo il vecchio stadio Mirabello e, quindi, il Giglio poi, e per l’appunto, acquistato dai padroni del Sassuolo e ribattezzato con il nome della loro azienda, Mapei.   Il Sassuolo sta in serie A da una decina d’anni, ha maglie nero verdi, fa un bel calcio per definizione, ha un inno tra i più brutti d’Europa e una particolarità assai singolare. E’ uno dei pochi club di serie A ad avere meno tifosi della Lazio.   La trasferta col Sassuolo, quindi, si presta a esodi e invasioni, insomma è una roba da migliaia e migliaia di tifosi romanisti al seguito che occupano quasi tutti i settori dello stadio. Una di quelle occasioni durante le quali ai trasfertisti sempre presenti si mischiano i cosiddetti ‘occasionali’ che spesso, e con poca ragione, so...
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IL CIELO BRUCIA di Cristian Petzold  Film del tedesco Cristian Petzold, secondo di una trilogia cinematografica, premiato a Berlino con l’Orso d’Argento assegnato dalla giuria. Leon e Felix sono due amici che cercano un po’ di tranquillità per completare al meglio i loro ultimi lavori. Leon è uno scrittore in crisi d’ispirazione, Felix un fotografo alla ricerca di qualche idea geniale. Decidono di recarsi per un sereno soggiorno in un paese sul Mar Baltico. Arrivano e il bosco intorno e a pochi chilometri di distanza è in fiamme per un tremendo incendio e si sentono forti i rumori degli elicotteri delle squadre di soccorso. In questa casa sul mare i due amici trovano un’inattesa presenza, quella di Nadja alla quale la padrona di casa ha prestato l’appartamento. E la storia raccontata nel film metterà proprio in primo piano questo personaggio, l’unico femminile, in particolare nei suoi rapporti con l’impacciato Leon. Leon, appunto, un tizio ben delineato nel film, con le sue latenti...
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 SABATO POMERIGGIO Oggi è sabato e, in fondo, non è proprio una notizia. Uno dei sette giorni della settimana che ha ispirato celebri poesie mandate a memoria da studenti di tutte le generazioni e una canzone pop che ricordo con affetto, Sabato pomeriggio di Claudio Baglioni con quell’attacco iniziale un po’ smielato e intriso di romanticismo. Passerotto non andare via… Cosa dire in merito a questo particolare giorno della settimana? C’è stato un tempo durante il quale lo vivevo quasi con inquietudine. Sembrava necessario dover organizzare qualcosa soprattutto nella serata. Il sabato sera, insomma, bisognava obbligatoriamente uscire da casa e più tiravi tardi più avevi raggiunto il tuo obiettivo. E durante la settimana quelle telefonate con amici, che facciamo sabato prossimo? Restare a casa proprio nella sera di sabato rappresentava un insopportabile fallimento esistenziale, la prova provata della propria e personale solitudine, la causa di una rabbia che si esprimeva nei confro...