Post

Immagine
 LA ROMA E' UNA COSA SERIA (sfoghi settimanali) Embè, ci sono rimasto proprio male. Chiedi de che? Del licenziamento del vecchio Claudio, il nostro maestro di San Saba. Quello che ci fece sognare un altro scudetto quindici anni fa, o giù di lì, e che lo scorso anno ha rianimato una squadra di cadaveri. Tanto che questi americani senza voce lo avevano pure nominato come loro consigliere. O, come dicevano quelli bravi,  senior advisor . Che tradotto letteralmente significa: il signore consulente.   E Ranieri signore lo è davvero: quello stile da baronetto inglese, quella postura da romano elegante, ironico, deciso, fiero ma mai sguaiato. Io ho sempre pensato che esistano due tipi di romani: quelli coatti, che ispirano i cinepanettoni, e gli altri, quelli che incarnano lo spirito millenario della città. Ironici, disincantati, mai grevi né triviali. Quelli che ti fanno una battuta senza offendere, che ci pensi un attimo e poi te fai una risata.   E comunque, questi a...
Immagine
 SCENDE ALLA PROSSIMA? (discorsi da autobus) Ho visto un treno passare. Questa mattina, alla stazione di Eur Magliana (e dove sennò?), mentre scendevo sulla scala mobile. Stavo sulla destra, come prevedono le regole e il buon senso: bisogna lasciare spazio a quelli che vanno di corsa e si piazzano a sinistra. Sai quante discussioni ho sentito sulle scale mobili tra quelli — sempre tutti di sinistra, guarda caso — che vogliono starsene fermi a farsi trascinare fino all’ultimo scalino, e gli altri che invece vanno di fretta, di prescia avrebbe detto pora nonna. Arrivano a palla dietro il tizio immobile e lo invitano a muoversi, ché chi si ferma è perduto. O quasi.   Poi, si sa, a sinistra si litiga da sempre: dai tempi del congresso di Livorno del 1921, o forse anche da prima, quando si passò dalla Prima alla Seconda Internazionale. Ma queste sono quisquilie, pinzillacchere, avrebbe detto Totò.   E però questa storia del treno che passa odora tanto di metafora. I treni ...
Immagine
 LA TORTA DEL PRESIDENTE di Hasan Hadi Ora, e in tutta onestà, non è che smaniassi per vedere questo pregiato film, La torta del presidente , regia di Hasan Hadi, premiato dal pubblico a Cannes 78. Però certe cose nella vita capitano, succedono, e in fondo meglio così. Perché mi sono ritrovato davanti a una storia ripescata dal regista nei ricordi della sua infanzia, davvero interessante e ben costruita. Siamo in Iraq, all’alba degli anni Novanta, in un paese immiserito dall’embargo, dalla crisi economica e dalle guerre presenti o imminenti. In un villaggio paludoso vive Lamia, nove anni, insieme alla nonna Bibi, acciaccata e impegnata ogni giorno a garantirle almeno un pasto — uno solo, quando va bene. La bambina frequenta la scuola con ottimi voti, prima della classe in un’aula fatiscente e con un maestro pure un po’ stronzo. Succede che questo maestro debba estrarre a sorte due alunni per un “riconoscimento” che è più un accollo che un premio: in occasione del compleanno del...
Immagine
LA ROMA DEI ROMANISTI di Stefano Colozza Da lettore onnivoro, mi capita spesso di perdermi tra pagine dedicate allo sport e, in particolare, all’AS Roma. Ma c’è un piacere diverso, quasi raro, nel trovarsi davanti un libro che unisce calcio e passione con lo sguardo lungo e gli strumenti rigorosi di uno storico. È un incontro che non avviene spesso, e quando accade lo si riconosce subito. Il volume in questione, La Roma dei romanisti , porta la firma di Roberto Colozza, studioso di storia contemporanea. Non è la solita cronaca di partite, classifiche e figure leggendarie: è piuttosto un’indagine sulle persone che hanno dato senso e sostanza a tutto questo. I tifosi. Quelli che, come ricordava Agostino Di Bartolomei, non sono semplicemente tifosi di calcio: sono tifosi della Roma. Una categoria a parte, un mondo a sé. Colozza dedica questo primo tomo ai decenni che vanno dalla fondazione del 1927 fino al 1960, anni in cui la Roma non è soltanto una squadra, ma un fenomeno antropologico ...
Immagine
 IL SOL DELL'AVVENIR (settimanale di un sedicente elettore di sinistra) Chiariamo una cosa una volta per tutte: io non sono un elettore di sinistra. O meglio, non lo sono di quei partiti che si definiscono tali — che si chiamino "fronte progressista" o "campo largo" — e che corrono per uno scranno in Parlamento. Per decenni mi sono sottratto alla tossica scelta del meno peggio , quella trappola che ci ha trascinati dritti verso il peggio assoluto o verso governi tecnici sostenuti da ammucchiate di parlamentari pronti a imporre politiche di lacrime e sangue. Non li votavo perché non mi rappresentavano e perché non volevano niente a nessuno. Anzi, per dirla nel nostro pregiato vernacolo : gnente a nisciuno . Poi è arrivato il fondo del barile, sotto le spoglie di un governo di fascisti quasi dichiarati. Ma lo avete sentito il Presidente del Senato? La seconda carica dello Stato che afferma che il 25 aprile bisogna omaggiare tutti, partigiani e militanti della R...
Immagine
 NOI TIREREMO DRITTO (settimanale sull'elettore di destra) E che ve devo dì? Solo che sto avvelenato, ecco. Ho saputo ieri di questa storia dello scostamento — o come si chiama — cioè il rapporto tra deficit e PIL che dovrebbe stare sotto il tre per cento. E invece, nonostante le acrobazie dell’ottimo Giorgetti — che, aho, è laureato alla Bocconi, quindi mica uno scarsa  cani  qualsiasi — non ce l’abbiamo fatta.   Però ai nostri governanti va riconosciuto il merito di aver fatto il possibile, di avercela messa tutta. Finanziarie redatte con la prudenza richiesta dalla difficile congiuntura economica (hai visto come mi sono raffinato? quasi quasi chiedo il Nobel per l’economia), nessuna spesa pazza, insomma. Tutto per arrivare al magico momento in cui quegli infami burocrati dell’Unione Europea ci avrebbero detto, loro malgrado: “Bravi, avete i conti a posto e ora finalmente potete allargare i cordoni della borsa”.   E a quel punto il governo avrebbe dato seg...
Immagine
 VIOLINO STONATO (discorsi da autobus)   Dentro il vagone del piccolo treno c’era un silenzio insolito. Prime ore del mattino, primavera già inoltrata, giacchetti leggeri sufficienti a difendere dagli sbalzi termici e dai raffreddori fuori stagione. Niente aria condizionata, per ora. Fuori è già chiaro: che differenza rispetto a qualche mese fa, quando prima delle sette il buio rendeva ancora più mesta la condizione dei lavoratori salariati, mezzi addormentati e rassegnati.   Un silenzio strano, quasi sospetto. Oggi è difficile salire su un vagone — affollato o meno — senza imbattersi in qualche molesto utilizzatore di smartphone. Quelli sempre attivi sulle app di messaggeria, forse per far sapere al mondo che hanno una vita sociale traboccante: chat per il regalo di compleanno, chat storiche con amministratori più zelanti di un condominio, chat che non finiscono mai. E poi le notifiche, i vocali ascoltati a volume indecente, i video di Instagram con colonne sonore onni...
Immagine
 LA ROMA E' UNA COSA SERIA (diario settimanale)  Eccomi qui. Non scappo mica. Anzi: nel momento del bisogno, quando il cielo sembra coperto da nuvoloni neri neri che chissà quanta acqua verrà giù, io ci sono ancora di più. Del resto, si sa: il vero tifoso si vede nei momenti difficili. Quando si vince — non dico sempre, perché  sempre  non è proprio roba nostra, ma spesso — so’ tutti bboni a fare i tifosi.   Ora, non è che la Roma stia attraversando chissà quale periodo buio. Abbiamo visto di peggio: basta ricordarsi l’inizio della scorsa stagione, quando in panchina c’era una specie di allenatore con i capelli unti e la passione per il metallo hard-core, e che ci stava, non dico a mandare in B, ma quasi. Tanto che toccò chiamare il Sor Claudio, il maestro di San Saba, che piano piano ha aggiustato tutto. Come quando buchi una gomma in autostrada e non sai da dove cominciare perché, come me, non sei capace manco a cambiarla. Non so se il paragone è perfetto, m...
Immagine
RENTAL FAMILY NELLE VITE DEGLI ALTRI di Hikari Confortato dai buoni giudizi di amici che lo avevano già visto, sono andato anch’io a recuperare Rental Family – Nelle vite degli altri , diretto dalla brava regista giapponese Hikari. Siamo nella Tokyo di oggi – città che, lo ammetto, mi piacerebbe visitare – e il nostro protagonista, come in ogni film che si rispetti, è un attore straniero trasferitosi in Giappone da qualche anno. È diventato celebre grazie a uno spot di dentifricio, ma ora il suo momento d’oro è passato: vive di provini e attese, finché non arriva una proposta di lavoro da una società di rental family , quelle agenzie molto diffuse in Giappone che affittano attori per interpretare ruoli richiesti dai clienti. Philip – così si chiama – comincia presenziando a un finto funerale con tanto di morto che resuscita, poi interpreta il falso marito di una donna che deve scappare in Canada con la sua amante e ha bisogno di mentire ai genitori bigotti, incapaci di accettare un m...
Immagine
 NON SCRIVERE DI ME di Veronica Raimo Dopo aver letto La vita è breve eccetera eccetera e Niente di vero , mi sono imbarcato nella lettura di questo terzo libro di Veronica Raimo. Il titolo è intrigante e, di per sé, desta già curiosità: Non scrivere di me . Cosa vorrà dirci la scrittrice partendo da un incipit simile? Come sempre, lo scopriamo solo vivendo — anzi, solo leggendo. La protagonista di questa storia, assai dolorosa (e conviene tenerlo bene a mente), è una donna di trentacinque anni, più o meno, che lavora come cameriera in uno di quei bar eleganti e infiocchettati. La sua voce narrante, senza nome, ci conduce dentro un racconto che, pur ammantato di tristezza, procede spedito grazie all’abilità stilistica dell’autrice, alla sua ironia e a quel disincanto che, personalmente, apprezzo molto. Questa donna è immersa nei propri fallimenti: non si è laureata, ha smesso di scrivere poesie, non riesce ancora ad avere relazioni stabili. E, per dirla con le sue parole, il s...
Immagine
 DISCORSI DA BAR (settimanale) Di sabato al bar c’è più gente. E mi tocca pure fare la fila, manco fossimo in un ufficio postale prima che la tecnologia riducesse — o eliminasse del tutto — le code. Oggi le bollette si pagano online e con l’app di Poste Italiane puoi prenotarti per qualsiasi operazione. Le code alle poste, ripeto, sono modernariato: sopravvivono solo nei ricordi di chi non è nato col telefonino in tasca. Al bar, invece, per un caffè bisogna aspettare. E pure per la “giocata” settimanale: due euro su otto partite per vincerne quasi seicento. Che Dio volesse. Ma non vuole mai, a quanto pare. Così, mentre aspetto il mio turno cercando di non dare nell’occhio con l’insofferenza, mi becco i classici discorsi da bar. Ah, dimenticavo: c’è pure il signore con l’immancabile cagnolino. Pare che ormai, se non c’hai il cane, non sei nessuno. Ho visto moltiplicarsi i cani domestici negli ultimi anni, diciamo dalla pandemia in poi. E penso che questa mania non sia tanto amor...
Immagine
IL SOL DELL'AVVENIR (l'elettore di sinistra, riflessioni settimanali) Insomma, questa non si dimette. Lo ha detto in Parlamento e lo ha ribadito anche sui giornali. Dopo il referendum e la vicenda di Del Mastro, dico la verità, un po’ ci avevo creduto. E per un attimo mi è sembrato di tornare a un tempo passato, quando di fronte all’ennesimo governo infame e antipopolare scendevamo in piazza gridando: “elezioni subito!”. Poi però ci ho ripensato. Ma a noi, di sinistra — o del campo progressista, o come lo si voglia chiamare, campo largo — conviene davvero andare a votare subito? Ci manca un programma, ci manca un leader o una leader, e quelli che dovrebbero formare quest’alleanza non sembrano così uniti e coesi. Già litigano tra loro se fare o non fare le primarie. E occhio anche a quel paravento di Renzi, che vuole candidare una delle sue: la sindaca di Genova, che si chiama Salis, come Ilaria, che si è fatta quasi due anni di galera in Ungheria. E a proposito: finalment...
Immagine
NOI TIREREMO DIRITTO. settimanale satirico dell'elettore di destra.    Embè, e mo’ che c’avete da dì contro Giorgia nostra? Avete visto come s’è fatta sentire contro quel cafone di Trump, che s’è permesso pure de insultà er Santo Padre? Perché, diciamocelo, noi de destra — ma de destra destra — noi che, pure se nun lo possiamo sempre dì, sotto sotto pensamo che er povero Benito qualcosa de bono l’ha pure fatta… anzi, più de qualcosa… e che senza quell’alleanza sciagurata co’ Hitler magari la storia era pure diversa — ecco, noi, ai richiami della Chiesa cattolica, apostolica e romana, semo sempre sensibili. E guai a chi ce tocca er Papa.   Certo, magari avremmo pure preferito un pontefice un filo più conservatore, uno meno fissato co’ ‘sti diritti de froci e lesbiche, meno preso dalla cultura woke — o come la chiamano — e magari pure meno tenero co’ i migranti. Però oh, sempre meglio de quello de prima… che già quello, l’argentino Bergoglio, tante volte puzzava de comuni...
Immagine
SCENDE ALLA PROSSIMA? (settimanale dall'autobus) Mi piace osservare quando sono su un treno o su un vagone della metropolitana. Osservo discretamente, anche quando sembro assorto tra le pagine del libro che tengo stretto tra le mani come una piccola reliquia. Intanto, nelle orecchie mi arrivano le voci degli altri passeggeri: dialoghi inutili, banali, cordialità di riporto. Come stai? Che hai fatto ieri? Oppure il collega che oggi non c’è e quindi si può criticare liberamente. Altre conversazioni, invece, riescono perfino a distrarmi dalla storia del libro della settimana.   Mi piace immaginare le vite di queste persone che viaggiano con me e che non conosco. Cosa raccontano quegli sguardi assonnati? E quelli sorprendentemente vispi già di buon mattino? Il look offre indizi inequivocabili: di cosa si occupano, qualcuno direbbe cosa fai nella vita. Sono un cameriere, rispose quello a quel genio di Bertolt Brecht, che replicò, arguto: lei non è cameriere, lei fa il cameriere. ...
Immagine
 TI AMO (LA ROMA E' UNA COSA SERIA)  Dice: “E te da che parte stai? Come ti schieri?”. E quelli che me lo chiedono mica parlano della polemicuccia tra quel bifolco di Donald Trump e il Santo Padre, quel democristiano di Prevost che si fa chiamare Leone XIV. Che, poi, se fosse quello il tema sarebbe tutto più semplice: come fai a dare ragione, pure per sbaglio, a uno come Trump? E senza contare che il vecchio Leone è uno dei nostri. Lupacchiotto vero: ci stanno pure le foto di qualche anno fa, lui al suo posto di combattimento sulle tribune dell’Olimpico a seguire la Magica.   Ma il nodo non è quello. Il dibattito che da giorni incendia Roma e dintorni è un altro: c’ha ragione Claudio Ranieri, consigliere dei proprietari americani — pure loro americani, sì, ma si spera meno stronzi di Trump — oppure Giampiero Gasperini da Grugliasco, allenatore di mestiere, uno che fino a qualche mese fa avremmo ricoperto d’insulti e che adesso cerchiamo di apprezzare, più o meno cordial...
Immagine
 UN ASSICURATORE (discorsi da bar) Una tranquilla mattina al bar. C’è vento di scirocco, quello fastidioso che peggiora le allergie, e un cielo scuro. Forse pioverà. Chissà. Intanto, al bancone, dritto davanti al frigo bar, gustando un decaffeinato che costa più dell’espresso—necessario preludio all’inevitabile prima sigaretta della giornata—osservo i titoli dei quotidiani. Un’immagine un po’ vintage, quasi da boomer. Vintage e quasi da boomer sono anche le testate scelte dal barista, probabilmente per rendere la consumazione più gradevole: Corriere dello Sport e Il Messaggero , detto da qualcuno Il Menzognero . A breve distanza c’è un signore alto, molto alto, forse due metri. Lo incontro spesso qui, di buon mattino. Ha capelli biondi non folti, segno di un’incipiente calvizie. La voce è decisa, quasi stentorea, ma mai eccessiva. Mi sembra appartenere a una classe sociale medio-alta: un quadro d’azienda, un funzionario, forse il titolare di qualche agenzia d’assicurazioni. Così...