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 LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settinamale) Qualcuno — spesso, troppo spesso — paragona la prima di campionato, in casa, al primo giorno di scuola dei tempi che furono. Io non sono proprio d’accordo, se non altro perché le scuole, quando ci andavo io e anche adesso, cominciavano (e cominciano) a settembre inoltrato, mentre le rassegne calcistiche, ormai, con tutte le partite che fanno giocare e vedere (troppe), iniziano già dopo Ferragosto. E quindi la prima di campionato è accompagnata, inevitabilmente e inesorabilmente, da un caldo umido e appiccicoso. Lo stadio Olimpico e le zone limitrofe sembrano una succursale di Bombay o Calcutta, con l’appendice fastidiosa delle zanzare che mordicchiano polpacci e tibie lasciati inevitabilmente scoperti dal look estivo, pratico e sbarazzino. Insomma: col calzoncino. Arrivo allo stadio con congruo anticipo: quando gioca la Roma c’è sempre il pienone, ribattezzato con idioma anglosassone “sold out”, e bisogna anticipare la concorrenza per pa...
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 CHIACCHIERE DA BAR (periodico) Il bar ha riaperto. Dopo una decina di giorni di meritato riposo, il titolare — maglietta nera d’ordinanza e parannanza da pasticciere — ha tolto il cartello di plastica, ha sollevato la saracinesca con un dispositivo automatico (i tempi in cui ci si faceva qualche muscolo sono ormai lontani) e ha ricominciato a preparare caffè, cappuccini e tutto il resto. Io sono arrivato più tardi, con calma, e a tutta quella frenesia iniziale non ho assistito. Mi sono limitato a notare un certo cambiamento d’atmosfera rispetto alla settimana precedente: più automobili in giro e, proprio di fronte al bar, transenne per lavori in corso che impedivano un comodo parcheggio. Sul marciapiede, alcuni giovanotti in tuta da cantieristica, assonnati e oziosi, in attesa — probabilmente — di ordini superiori. Quell’immagine, loro seduti e nullafacenti, mi ha riportato alla vecchia e insopportabile cantilena che si sente ogni volta che c’è un cantiere aperto: “Questi non la...
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 NOI TIREREMO DRITTO (periodico) Non c’è niente da fare: noi di destra siamo sempre più svegli degli altri, che ancora stanno litigando per scegliere un premier, fare un programma e decidere se accollarsi o meno quel guitto di Matteo Renzi. Noi, conservatori, nostalgici fascisti e post‑ sovranisti, vannacciani, con o senza il busto di Benito nel salone, conosciamo bene i nostri polli — pardon, i nostri elettori — e troviamo sempre la medicina per curarne le insofferenze. Meglio: riusciamo sempre a parlare, e far parlare, di ciò che ci conviene. Ora, ti pare che potremmo parlare di economia? Noi che avevamo promesso la flat tax per tutti, l’abolizione della Fornero, l’eliminazione delle accise, magari pure l’abolizione di pigione e condominio come si diceva una volta… e che invece ci ritroviamo a fare l’ultima legge di bilancio della legislatura con quattro spicci bucati? E che dobbiamo rispondere quotidianamente all’ISTAT, all’OCSE, a Bankitalia, insomma a tutte quelle organizzaz...
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SCRITTI SUL FASCISMO di Antonio Gramsci Scritti sul fascismo , curato da Enzo Santarelli e pubblicato da Editori Riuniti nel 197 3 , è una raccolta ampia ed elaborata   di articoli, interventi parlamentari, note politiche e riflessioni teoriche di Antonio Gramsci. Il volume copre un arco temporale sufficientemente esteso da includere tutte le fasi del fenomeno fascista: la sua nascita, il suo sviluppo e il suo consolidamento come regime. Gramsci offre del fascismo una lettura prevalentemente materialistica, radicata nella crisi dello Stato liberale e nella risposta reazionaria delle classi dominanti. Per il dirigente comunista, il fascismo è innanzitutto un nuovo abito politico e sociale indossato dalla grande borghesia industriale e agraria, sostenuto anche dai ceti medi impiegatizi , spaventati dal disordine sociale e dalla possibilità di un avanzamento rivoluzionario del movimento operaio. Questa interpretazione, pur non esente da alcune sottovalutazioni iniziali, si rivela ne...
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 ULTIMA SPIAGGIA (periodico) Sulla spiaggia il carretto avanzava lentamente. Nessuno gridava “gelati!”, come nella strofa ormai classica di quella canzone che tutti ricordano. A guidarlo c’erano tre persone: un uomo adulto, giovane ma già con l’aria di chi lavora da anni, e due ragazzi. Forse figli, forse nipoti; difficile dirlo, e non ho mai avuto grande talento nel riconoscere le somiglianze familiari. Al posto del richiamo tradizionale, arrivava un brano da discoteca, sparato a volume alto. Un contrasto netto con il contesto: il mare, il vento, la gente distesa sui teli. Io ero i mmerso nella lettura, approfittando di un venticello piacevole che attenuava il caldo di queste giornate. Eppure, nonostante il sollievo, la musica mi irritava. Mi chiedevo quale fosse il bisogno di tanto rumore. Mi tornavano in mente le vecchie scene di quando, da ragazzini, giocavamo a pallone sotto la finestra di qualcuno che aveva appena finito un turno di notte. “Aho, che è tutta ‘sta caciara”, c...
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LE AQUILE DEL PRESIDENTE di Tarik Saleh Presentato a Cannes 2025 e selezionato per la Palma d’Oro: un motivo sufficiente per dare un’occhiata al nuovo film del regista egiziano Tarik Sale h , se non altro per darsi un tono. Ma, battute a parte, l’opera merita davvero attenzione. Il protagonista è George Fahmy, celebrità assoluta del cinema egiziano. Vive circondato da agi, privilegi e quella patina di inevitabile vanità che accompagna le star. Qualche dissidio familiare c’è, ma George lo risolve con regali costosi al figlio: un metodo discutibile, certo, ma efficace. Poi arriva il colpo di scena. Alcuni influenti esponenti vicini al governo di A l‑Sisi – lo stesso che in Italia associamo ai casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki – chiedono a George di interpretare il presidente in un biopic pensato per rafforzare consenso e immagine del regime. L’attore, inizialmente sorpreso e restio, comprende presto che si tratta di una “proposta che non si può rifiutare”. E accetta. Da quel mome...
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 ULTIMA SPIAGGIA (periodico) Vado al mare. No, meglio dire: vado in spiaggia. Al mare ci sto al massimo pochi minuti, il tempo di un bagno refrigerante, una bella sciacquata , come si direbbe dalle mie parti, per cancellare per qualche minuto l’appiccicume sulla pelle causato dall’umidità dei mesi e delle stagioni del cambiamento climatico. Vado in spiaggia, quindi. Spiaggia libera attrezzata o, addirittura, stabilimento con tanto di ingresso lungo un vialetto dove tutto è discretamente controllato. In entrambi i casi affitto un lettino: non sopporto lo “scomodo” dell’asciugamano gettato direttamente sulla sabbia. E non è questione di età, mi si creda sulla fiducia. Non lo sopportavo neanche quando ero giovane. Come gli eroi de La locomotiva di Guccini: gli eroi son tutti giovani e belli. Giovane lo sono stato — inevitabile quanto elementare, Watson — bello non saprei; meglio lasciare ad altri il giudizio estetico, sperando che siano onesti e non troppo severi. Quando affitto ...
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 LA ROMA E' UNA COSA SERIA (periodico) Il campionato è alle porte, il mercato dei trasferimenti dei calciatori impazza, i turni iniziali di Coppa Italia ci hanno già regalato le prime sorprese e, diciamolo, la prima gioia della stagione: l’eliminazione della Lazio ad opera del mitico Mantova. Eppure, nei giorni scorsi, con il lancio della campagna abbonamenti dell’AS Roma per le gare europee e nazionali, si è ripresentato l’annoso problema del “caro biglietti”. Una questione sulla quale ho un punto di vista non proprio allineato alla vulgata comune; del resto me ne fregio — me ne fregio come il grande Ettore Petrolini — di non sfoggiare quell’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. E, tie, baccati la citazione. C’è qualcosa di curioso nell’indignazione che esplode ogni volta che aumentano i prezzi dei biglietti o che vengono limitate le trasferte ai tifosi. Una rabbia improvvisa, selettiva, che si accende solo quando il sistema tocca certe passioni condivis...
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SCRITTI MORALI di Epicuro Ho preso in mano, con un certo indugio, questo classico della filosofia: Scritti morali di Epicuro, edizione Fabbri. L’ho preferito – forse contro ogni logica stagionale – a qualche giallo più adatto a un’estate caldissima, per diverse ragioni. Oltre alla mia abitudine di alternare generi e periodi di lettura, sentivo la necessità di approfondire il pensiero di Epicuro, autore sul quale troppo spesso si parla con una superficialità che non gli rende giustizia. Il volume si apre con l’introduzione di Carlo Diano, probabilmente il più fine interprete moderno del filosofo greco. Seguono la Lettera a Meneceo , le Massime capitali , le Sentenze e frammenti e alcune lettere finali. È una selezione essenziale ma ben calibrata, che permette di cogliere il nucleo della morale epicurea. Epicuro non concepisce il piacere come ricerca sfrenata di soddisfazioni effimere o dissoluzione dei costumi. Al contrario: il piacere autentico nasce da una vita che riduce le sof...
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 IL DIO DELL'AMORE di Francesco Lagi Premetto, ancora una volta, di non essere un critico cinematografico. Non ne ho il talento, ammesso e non concesso che disponga di altri talenti; propenderei per la risposta negativa, ma tant’è. Capisco più di calcio che di cinema, lo riconosco, e non saprei imbastire un pippone sulla bravura (o meno) del regista, di chi ha scritto i dialoghi o impostato la sceneggiatura. Però, almeno questo, mi permetto di dirlo: se un film mi piace, lo dico. E questo Il Dio dell’amore di Francesco Lagi, candidato a quattro Nastri d’Argento, mi è piaciuto davvero. Nella Roma dei giorni nostri, con vista Fori Imperiali, si aggira nientemeno che Publio Ovidio Nasone, il poeta dell’amore che ha fatto impazzire generazioni di liceali alle prese con versioni e traduzioni. Un compagno di fatiche scolastiche che, paradossalmente, molti ricordano con affetto. All’inizio, mentre Ovidio parla tra le rovine dell’antica Roma, sembra quasi di essere finiti in un film a...
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 MIO FRATELLO E' UN VICHINGO di A. T, Jensen A questo film mi lega una vicenda singolare. Nella scorsa primavera, tra i vari titoli in programmazione, scelsi di vedere proprio questo nel mio cinema preferito. L’inizio della storia mi incuriosì parecchio: per una buona mezz’ora pensai di aver fatto la scelta giusta per quella domenica di marzo. E invece, all’improvviso, io e gli altri pochi spettatori presenti fummo invitati — cortesemente, sì, ma con decisione — a lasciare la sala. Il motivo? Il proiettore della sala accanto, quella destinata a un film d’animazione per bambini, aveva smesso di funzionare, e la direzione del cinema pensò bene di sacrificare noi, sparuti amanti di un film danese di nicchia, per far posto al pubblico ben più numeroso dei piccoli spettatori e dei loro nonni e genitori.. Tornai a casa rimborsato, un po’ infastidito ma anche determinato: quel film lo avrei visto, prima o poi. E il “poi” arrivò in una calda serata d’estate. Ma veniamo al film, senza...
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DESOLATION ROAD   Qualcosa lo rimpiangeremo, di queste stanche giornate d’agosto. Non il caldo appiccicoso — a quello, e lo dico con amara ironia, ci si abitua. Me lo ha detto anche una signora ieri, mentre eravamo in ascensore. L’ascensore, in estate, è un luogo particolarmente inquietante: ogni volta mi chiedo se, per un guasto qualsiasi, potrei restare chiuso lì dentro. Sopravviverei fino all’arrivo dei salvatori pronti a riaprirmi le porte del mondo, o almeno del pianerottolo? Boh.   La signora era vestita bene, caruccia, pettinata — come direbbe un pessimo attore da cine‑panettone — cordiale ed educata. I nostri volti erano già segnati dall’afa, lucidi di sudore. Aspettavamo soltanto di immergerci nell’aria condizionata delle stanze raffreddate da qualche dispositivo automatico. Lei sorrideva; non so se sapesse sorridere come nella struggente Farewell del mitico Guccini, però mi ha detto, rassegnata: “È così, fa caldo, dobbiamo abituarci”.   Allora l’ho guardata un ...
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SCENDO ALLA PROSSIMA (settimanale)   Ferragosto si sente anche sul famigerato trenino Metromare — già Roma‑Lido, Freccia del Mare e altre denominazioni frutto della solita creatività burocratica. Un’etichetta non si nega a niente e a nessuno.   Si nota, dicevo: vagoni poco affollati, posti a sedere, un silenzio quasi educato dopo mesi di rumori assordanti e, talvolta, molesti. Però stimolanti: senza quel caos, dei miei viaggetti su questi convogli cosa resterebbe?   Stamattina l’unica curiosità veniva da un tizio e una tizia seduti vicino a me, evidentemente innamorati. Parlavano fitto fitto mentre lei, con una naturalezza che farebbe impazzire il solito luogo comune sessista, riusciva anche a giocare sullo smartphone. Il vannacciano di turno rispolvererebbe la solita teoria sulle donne che riescono a fare più cose nello stesso tempo, considerazione priva di fondamento scientifico e utile solo a scaricare sulle stesse donne ulteriori mansioni. Una comodità del patriarcat...
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LA ROMA E' UNA COSA SERIA (periodico)   Manca ormai poco alla ripresa del campionato, una decina di giorni o giù di lì. Nel frattempo, c’è il calcio mercato: giocatori che vanno, che vengono, che si annunciano e si smentiscono nel giro di un pomeriggio. Ieri, all’aeroporto di Fiumicino – intitolato all’immenso Leonardo Da Vinci – è arrivato il terzino argentino Nahuel Molina, appena acquistato dalla Roma. Ho guardato alcuni video e, con enorme sorpresa, ho visto che è stato accolto da centinaia di tifosi festanti, cori di giubilo, sciarpe consegnate come fossero medaglie. E mi sono subito domandato: ma questi stavano lì per altri motivi, oppure ci sono andati apposta? Perché la seconda opzione, lo ammetto, mi darebbe da pensare.   Quasi cinquant’anni fa, nello stesso giorno di una vita fa, sempre a Fiumicino – allora molto più piccolo – arrivava un giocatore destinato non solo a fare, ma a cambiare la storia della Roma. Mi riferisco a Paulo Roberto Falcao, il Divino, che sbarc...
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 CANTO DELLA PIANURA di Kent Haruf  Canto della pianura appartiene – come ha dichiarato lo stesso Kent Haruf – a una trilogia sciolta : tre romanzi ambientati nel medesimo luogo, l’immaginaria cittadina di Holt, ma senza intrecci narrativi che li leghino in modo diretto. È un mondo condiviso, non una saga; un paesaggio umano che si lascia attraversare da storie autonome, ognuna con le sue peculiarità. In questo romanzo ritroviamo quel tono quieto e pacato che è ormai la cifra stilistica di Haruf: una scrittura che sembra non voler disturbare nessuno, e che proprio per questo riesce a insinuarsi con delicatezza nelle pieghe dell’esistenza. La sua calma non è superficialità, ma un modo di guardare le cose senza fretta, lasciando emergere i traumi, le ferite, le piccole cose che accompagnano ogni vita. Holt è un luogo immaginario, certo, ma le sue vicende hanno la consistenza di ciò che riconosciamo: famiglie che si sfaldano, responsabilità che arrivano troppo presto, solitud...
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 ODISSEA di Cristopher Nolan Cristopher Nolan, vecchio buontempone che qualcuno considera un genio e altri no, ha finalmente sfornato il film dell’estate: la sua Odissea . Il racconto di Omero lo conosciamo tutti: chi ha fatto il classico un po’ meglio, chi si è fermato prima, e chi — come l’attuale premier italiana — ha frequentato un professionale. Senza offesa per chi ha fatto il professionale, s’intende. Per la premier, invece, tutte le offese del mondo sono legittime. Ulisse — anzi, Odisseo — torna a Itaca dopo la vittoriosa impresa di Troia, conclusa grazie al suo celebre inganno: il cavallo dentro cui i troiani, bontà loro, sono cascati con tutte le scarpe. Ma Nolan non mette in scena un’avventura epica: si concentra invece sui turbamenti che non lasciano in pace Odisseo, sulle ombre che lo accompagnano durante il viaggio e oltre. Il nostro eroe ha sfidato gli dèi e lo sa. Si è posto al di sopra di loro e ora sente addosso le conseguenze: tormenti, rimorsi, le rovine di ...
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CHIACCHIERE DA BAR (periodico) Otto del mattino. Fuori si muore di caldo. Dentro al bar, smentendo il titolo di una vecchia canzone, no: l’aria condizionata funziona alla perfezione e la porta automatica, con le sue fotocellule zelanti, respinge ogni infiltrazione di afa. Non si muore al bar, ma c’è poca gente. Solo i baristi in maglietta nera d’ordinanza e un paio di clienti: lavoratori di un’officina aperta anche di sabato. E pure d’agosto. Il più anziano dei due sta già gustando il cappuccino quando entra l’altro, più giovane, quasi un pischello. Il vecchio (si fa per dire) gli chiede se le ferie le ha già fatte. Risposta affermativa, ma corrucciata. Al limite della rabbia, quando aggiunge: «Tu le ferie le fai ad agosto, come il principale». Ecco, le diseguaglianze sociali anche nelle officine: livelli, categorie, turnazioni. Mi torna in mente una vecchia canzone di lotta, La ballata della Fiat : “E le qualifiche e le categorie noi le vogliamo tutte abolite, le divisioni sono finite...
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CIAO FRANCESCO   Apprendo la notizia della scomparsa di Francesco Guccini. Un gigante: della musica, della poesia, della letteratura. Cerco di consolarmi ascoltando, ancora una volta, alcune sue canzoni. Poi seguo i servizi nei notiziari, leggo qualche ricordo. E, inevitabilmente, incontro anche qualche fascista che prova ad accollarselo. A lui, che ai fascisti non ha mai fatto sconti, né mascherato il proprio disprezzo. Che c’entrano i fascisti con quel verso sulla giustizia proletaria che chiudeva ogni suo concerto? Che c’entrano con le sue ballate impegnate e popolari, con l’incoscienza sotto al basso ventre, con le piccole storie ignobili raccontate mirabilmente, con i muri che evocavano vecchi e nuovi eroi? I fascisti dovrebbero tacere. Sempre. Si ascoltassero Al Bano o quell’altro ceffo che ha vinto a Sanremo.   Io, Guccini, l’ho conosciuto per caso, quando ero ancora ragazzino. Uno di quegli episodi della vita che, se ci ripensi, ti scappa un sorriso. Anni Settanta: ave...