PATTO DI STABILITA'
Apprendo, con estremo disincanto, che il governo italiano, non senza
qualche indugio, ha siglato l’accordo per il nuovo patto di stabilità. Un
documento impegnativo, probabilmente il più rilevante tra le carte economiche
dell’Unione Europea, che impone precisi e stringenti vincoli nelle politiche
economiche dei vari paesi. Cantano vittoria i pasdaran della destra,
sbeffeggiando coloro che prevedevano sfracelli nei rapporti tra il governo
italiano e quelli degli altri paesi membri della citata e famigerata Unione, in
primis Francia e Germania. In realtà, ci sarebbe ben poco da esultare visto e
considerato che Meloni e compari dovranno stringere i cordoni già ridotti della
borsa anche per le prossime manovre di bilancio. Qualche contentino lo hanno anche ottenuto,
poca roba magari sufficiente, tuttavia, per raccontare alla propria tifoseria
politica che loro mica sono come quelli di prima che si piegavano ai voleri
dell’Europa dei banchieri. E, poi vuoi mettere, potranno spendere e spandere
nella difesa, ovvero nell’acquisto di armi e nella loro distribuzione a chi fa
la guerra o si rende protagonista di veri e propri genocidi. Quindi,
scordiamoci trasporti pubblici efficienti, liste di attesa nella sanità
fortemente ridotte, edifici scolastici che non rischiano di crollare addosso a
studenti e insegnanti. Armi, armi, armi e non ai fedayn come invocava un
celebre slogan ormai passato di moda.
Cosa dire? Certo sembrano lontani quei tempi quando la camerata Meloni
faceva l’agit prop nel comodo anfratto dell’opposizione, urlando
quotidianamente contro i burocrati di Bruxelles e dintorni, responsabili di
crimini verso l’umanità e, in specie, contro il popolo lavoratore e continuamente
vessato. Contro l’Europa dei banchieri, i tedeschi mangiatori di wurstel e i
francesi che non hanno neanche il bidet pur avendolo inventato. Quando
sarebbero arrivati al governo, promettevano storie diverse rispetto a quelle
narrate dei governi tecnici dei Monti o dei Draghi. E, invece, niente, Questi
fascisti si sono dimenticati tutto una volta al potere. L’ostilità verso gli
americani colonizzatori e i poteri forti guidati dalla Commissione Europea. Mo’
so’ tutti bravi e ci si va d’amore e d’accordo. Tanto chi lo capisce, poi,
questo patto di stabilità così complesso nei suoi tecnicismi? Certo due parole
si possono pure dire ricordando la battuta di un celebre film, The Untouchable.
Cari Meloni e camerati vari siete solo chiacchiere e distintivo!

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