IL CIELO BRUCIA di Cristian Petzold 

Film del tedesco Cristian Petzold, secondo di una trilogia cinematografica, premiato a Berlino con l’Orso d’Argento assegnato dalla giuria.

Leon e Felix sono due amici che cercano un po’ di tranquillità per completare al meglio i loro ultimi lavori. Leon è uno scrittore in crisi d’ispirazione, Felix un fotografo alla ricerca di qualche idea geniale. Decidono di recarsi per un sereno soggiorno in un paese sul Mar Baltico. Arrivano e il bosco intorno e a pochi chilometri di distanza è in fiamme per un tremendo incendio e si sentono forti i rumori degli elicotteri delle squadre di soccorso.

In questa casa sul mare i due amici trovano un’inattesa presenza, quella di Nadja alla quale la padrona di casa ha prestato l’appartamento.

E la storia raccontata nel film metterà proprio in primo piano questo personaggio, l’unico femminile, in particolare nei suoi rapporti con l’impacciato Leon.

Leon, appunto, un tizio ben delineato nel film, con le sue latenti insicurezze e la sua ossessione e dipendenza dal giudizio altrui. Leon crede che la realtà sia sempre e comunque deformata, filtrata e mediata come i volti rappresentati nelle fotografie scattate dal suo amico Felix. In questo film è il fuoco degli incendi a rappresentare l’aspetto emotivo dei personaggi così come nel primo film della trilogia di Cristian Perzold, Undine, era l’acqua.

Film apprezzabile soprattutto per alcuni dialoghi e i personaggi assolutamente ben delineati. Non particolarmente veloce nella trama, suggerito a cinefili compulsivi, meno a chi vuole vivere, attraverso la visione di un film, emozioni più immediate senza dover scervellarsi troppo nell’interpretazione di quel che guarda. 

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