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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023
GARANTISTI  A SENSO ALTERNO La drammatica vicenda di Alfredo Cospito, l’anarchico per il quale è stato disposto il regime carcerario del 41 bis, ha mostrato, sempre che ce ne fosse bisogno, tutte le ipocrisie e le contraddizioni di coloro che, in questi anni, si sono dichiarati sinceri garantisti. Si parla, con una buona dose di ridicolo, della questione delle intercettazioni. O meglio del loro utilizzo nell'attività investigativa e nella possibilità di pubblicarle su giornali o altri contenitori informativi. Falsi problemi. In realtà la questione del garantismo serve, evidentemente, a ribadire e con forza la volontà di definire la giustizia in forme diverse a seconda dei soggetti ai quali si rivolge. Assolutamente rispettosa dei diritti dell’indagato o dell’imputato, se trattasi di reati commessi dai cosiddetti ‘colletti bianchi’, tangentari, politici più o meno ladri, imprenditori che violano sistematicamente norme e regole per far profitti e quant'altro. Dall'alt...
CONDANNATO A MORTE In Italia c’è un uomo detenuto nel carcere Bancali di Sassari, militante anarchico che, ormai da settimane, protesta con lo sciopero della fame contro il regime del 41 bis al quale è sottoposto. Il 41 bis, di fatto, è un’autentica barbarie. I detenuti sono privati di qualsiasi contatto all’interno e con l’esterno del carcere, addirittura privati della possibilità di leggere libri o guardare programmi in TV. Il 41 bis, previsto inizialmente per i condannati per reati di mafia, i cosiddetti boss, è stato da tempo esteso anche ad altre figure. In regime di 41 bis c’è Desdemona Lioce, una delle esponenti delle cosiddette nuove Brigate Rosse questa forma di tortura è stata disposta anche per Alfredo Cospito condannato, udite udite, all’ergastolo per aver lanciato un petardo in piena notte contro una caserma dei carabinieri a Fossano, provincia di Cuneo. Occorre immediatamente premettere che questa pena di morte mascherata è stata inflitta dalla precedente ministra...
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LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti Secondo una storia che uno dei protagonisti di questo romanzo, Pietro, ha ascoltato in Nepal, ci sono otto cime e, al centro del mondo, una montagna più alta, il Sumeru. Chi impara di più, coloro che fanno il giro delle otto montagne o, diversamente, coloro che scalano la cima più alta? Intorno a questa interessante metafora ruota la storia raccontata in questo ottimo romanzo che, in alcune parti, è riuscito addirittura a commuovermi. Pietro e Bruno si conoscono da bambini quando il primo, con i suoi genitori, è in vacanza dalle parti del monte Grana,. Pietro è un ragazzino introverso e solitario e, spinto anche dalla mamma, conosce l’unico suo coetaneo presente tra quei monti. Bruno, ultimo discendente di una famiglia di montanari che lo guida alla scoperta di quella montagna così diversa dai paesaggi di città che accompagnano, durante l’anno, la quotidianità del piccolo Pietro. Durante quelle vacanze estive nasce un’amicizia destinata a durar...
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DISAVVENTURE METROPOLITANE Il treno tardava, centinaia di persone con la voglia di tornare a casa, magari dopo una giornata di lavoro, attendevano nervosamente sulla banchina. Poi, l’annuncio. Il treno partiva da un altro binario. Ed ecco che questa mandria umana si spostava rapidamente e con il sangue agli occhi. E, inevitabilmente, qualcuno iniziava a insultare i primi addetti al servizio di trasporto pubblico presenti e facilmente riconoscibili per la loro divisa. Vergogna! Buffoni! Infami! Assistevo alla scena senza alcuna meraviglia. L’avevo già vista altre volte, prima e dopo la pandemia. Entrai nel vagone e mi misi in piedi accanto a una donna che, incredibilmente, diceva cose sensate. Si chiedeva perché prendersela con semplici lavoratori, senza alcuna responsabilità sul penoso funzionamento del trasporto pubblico romano. Non potevo non darle ragione finché un altro tizio che stava in piedi alla mia destra intervenne dicendo che quegli insulti erano del tutto meritati. E,...
 IL PEGGIO DEL PEGGIO Non ricordo governi amici. Sono sufficientemente stagionato per ricordare, addirittura, i vecchi governi della prima repubblica, quelli a guida democristiana, monocolore o, più frequentemente, con l’appoggio e la partecipazione di altri partiti. Ancora, i primi governi guidati da un presidente non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini e l’indimenticabile socialista Bettino Craxi passato alla storia, forse con poco acume, più per le presunte ruberie di tangentopoli che per le prime operazioni di macelleria sociale. Poi, la seconda repubblica, l’avvento di Silvio Berlusconi, anno 1994, che per i più pessimisti segnava l’inizio di un tempo anche peggiore per i gli ottimisti un fuoco di paglia, un brutto fuoco di paglia ma destinato a spegnersi presto. Nell’alternanza tra centro destra (sempre più a destra) e centro sinistra (sempre meno a sinistra) di questi ultimi decenni, interrotta da qualche governo cosiddetto ‘tecnico’, abbiamo consumato an...