SABATO POMERIGGIO
Oggi è sabato e, in fondo, non è proprio una notizia. Uno dei sette giorni
della settimana che ha ispirato celebri poesie mandate a memoria da studenti di
tutte le generazioni e una canzone pop che ricordo con affetto, Sabato
pomeriggio di Claudio Baglioni con quell’attacco iniziale un po’ smielato e
intriso di romanticismo. Passerotto non andare via…
Cosa dire in merito a questo particolare giorno della settimana? C’è stato
un tempo durante il quale lo vivevo quasi con inquietudine. Sembrava necessario
dover organizzare qualcosa soprattutto nella serata. Il sabato sera, insomma,
bisognava obbligatoriamente uscire da casa e più tiravi tardi più avevi
raggiunto il tuo obiettivo. E durante la settimana quelle telefonate con amici,
che facciamo sabato prossimo? Restare a casa proprio nella sera di sabato
rappresentava un insopportabile fallimento esistenziale, la prova provata della
propria e personale solitudine, la causa di una rabbia che si esprimeva nei
confronti di quei (falsi) amici che ti avevano accannato, che ti chiamavano
solo quando non avevano niente da fare. Ma, ora, glielo faccio vedere io! E,
magari, di fronte a una buca o a un invito declinato più o meno gentilmente, ho
da fare altro mi dispiace, ci si riprometteva di non chiamare più quel tizio e
voglio proprio vedere se avrà il coraggio di rifarsi sentire per proporre
qualcosa!
Che, poi, raramente di sabato capitava di trascorrere serate
indimenticabili. Troppa gente e troppo rumore per i miei gusti assai monastici.
Così, giunto a una certa, ho cominciato ad apprezzare la lentezza del
sabato e, soprattutto, la tranquillità di serate trascorse in casa a guardare
un film, una partita di calcio o leggere un buon libro. Lasciandomi dietro
tutto il casino delle strade affollate della movida. E quando mi capita di
uscire proprio di sabato sera mi sento un po’ inquieto, disabituato a tanto
fracasso, sinceramente perplesso nel vedere tutta questa gente che si diverte
o, più probabilmente, finge di farlo. E mi tonano in mente le strofe di quella
malinconica canzone pop. Sabato pian piano se ne va. Per fortuna domani è
domenica.

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