HOTSPOT Gli hotspot sono luoghi fisici nei quali è possibile fermarsi per collegarsi alla rete internet attraverso una connessione wi fi. Ma gli hotspot sono anche altro. Ad esempio quegli spazi nei quali vengono ammassati migranti che vogliono spostarsi verso qualche paese europeo e che vengono fotografati, segnalati, schedati. Talvolta anche torturati. Ecco, l’immigrazione, uno dei temi più dibattuti durante questa campagna elettorale. La destra, è chiaro, fa la faccia feroce, forte di una narrazione tossica sul tema. Una narrazione che racconta i fenomeni migratori come una vera e propria emergenza sociale, una narrazione in conseguenza della quale il migrante viene spesso considerato un pericolo pubblico, un potenziale o reale delinquente, uno che porta problemi e non risorse. Tutto questo in un paese nel quale il numero degli italiani che lasciano il proprio paese è ben superiore a quello dei migranti che arrivano sulle nostre coste o nelle nostre città. Ma tant’è, e basta che...
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Visualizzazione dei post da agosto, 2022
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LEVA MILITARE Non ho fatto il militare e lo affermo senza alcun rimpianto. Feci i cosiddetti ‘tre giorni’ nella zona nord di Roma affollata di uffici militari. Tre giorni che, poi e chissà perché, diventarono due. Test d’intelligenza da aspiranti beoti, qualche sommaria visita, graduati che andavano e venivano rivolgendosi a quei ragazzi ai quali era stata sottratta una bella giornata di vacanza magari al mare con un piglio militare da parodia, quindi tutti a casa prima del tempo. Era d’estate, tanti ma tanti anni fa. La leva obbligatoria fu abolita in Italia con una legge dell’anno 2004 che porta il nome dell’allora ministro della difesa, Antonio Martino di Forza Italia. Ora qualche sciagurato campione della destra nostrana vorrebbe riproporre la leva obbligatoria, ovvero, sottrarre a ragazzi e ragazze un anno della loro preziosa gioventù per abituarsi ai disagi e alle fatiche della vita militare. Servirebbe a insegnare educazione e rispetto, ha tuonato questo bel fenomeno del q...
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ISTRUZIONE Se l’Italia fosse un paese mediamente istruito e non quel che appare sotto gli occhi di tutti, un paese con elevati indici di analfabetismo funzionale, con pochi lettori di libri e quotidiani e con migliaia e migliaia di persone che faticano anche a leggere e comprendere un testo di media lunghezza e difficoltà analitica, avrebbe probabilmente anche una diversa classe politica. Non quell’accozzaglia di beceri politicanti che hanno riempito le liste presentate in questi giorni nelle austere stanze del ministero dell’interno. Istruzione, altra parola assai in voga in tempi di campagna elettorale. In tutti i programmi dei partiti si annunciano ambiziose innovazioni per la scuole e le università. C’è chi promette l’assunzione di migliaia e migliaia di precari nella speranza che questi ci credano almeno quel tanto che basti per mettere la croce sulla scheda elettorale, chi assicura il tempo pieno in tutte le scuole primarie assecondando, in qualche modo, il concetto di ...
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MOVIMENTO Si può fare politica anche al di fuori dei partiti e dei palazzi istituzionali. Già, ci sono i movimenti, la partecipazione dal basso, strutture e aspetti dell’agire politico dei quali ci sarebbe davvero bisogno. In effetti non è vero che non ci siano movimenti politici attivi nel paese al di fuori dei partiti. Solo che, al solito, i media mainstream danno poco spazio alle loro attività. Per guadagnare qualche riga sui giornali occorre, talvolta, inscenare manifestazioni che sfocino in qualche scontro con la polizia, altrimenti nisba. E anche quando si parla, su quotidiani e notiziari, di scioperi o proteste da parte di questa o quella categoria di lavoratori, si pone l’accento non sulle ragioni delle stesse dimostrazioni ma sugli effetti che avranno, che ne so, sul traffico o sullo spostamento delle poveri genti magari private per qualche ora di autobus o metropolitane. E’ vero, comunque, che negli ultimi anni l’attività dei movimenti si è fortemente ridotta...
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GIOVANI Chi sono i giovani? Coloro che hanno tra i diciotto e i trent’anni o anche oltre visto che viviamo in una società piena di evergreen? Ora, accogliendo la prima che ho scritto, è evidente il fatto che i giovani sono assai trascurati in questa campagna elettorale. Se provassimo a contare i candidati con età inferiore ai trent’anni, lista per lista, li conteremmo forse e quasi con le sole dita delle nostre mani. E quelli che ci sono vengono propagandati dai loro partiti neanche fossero rari esemplari, panda in via di estinzione. Eppure, il futuro dovrebbe essere loro e la politica dovrebbe occuparsi del presente ma, soprattutto, del futuro. Ai giovani negli ultimi anni sono state ‘ammollate’ pessime riforme della scuola e del lavoro. Basti pensare, e per andare in ordine cronologico, alle ‘ideone’ di Matteo Renzi sulla ‘buona scuola’ e sul ‘job act’. I giovani sembrano inesorabilmente condannati a un destino di lavoretti precari con paghe e condizioni prossime allo schiavi...
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FLAT TAX La curva di Laffer, rilevante argomento di un esame di economia sostenuto tanti anni fa. Neanche particolarmente complesso. Arthur Laffer, economista ultra liberista e consulente di Ronald Reagan, disegnava un grafico che presentava l’aspetto di una cima montuosa. Una vetta che doveva rappresentare il limite oltre il quale l’aumento della pressione fiscale avrebbe comportato, diversamente da quel che poteva immaginarsi, una riduzione delle entrate da parte di Stato ed enti pubblici. Insomma, la base scientifica per politiche fiscali contrarie al principio della progressività dell’imposta e favorevoli, appunto, all’introduzione della cosiddetta ‘flat tax’, la tassa piatta argomento elettorale di grande attualità dalle nostre parti. La flat tax, con diverse varianti, è proposta da tutti i partiti che costituiscono lo schieramento di destra. La Lega propone, addirittura, una tassa piatta al quindici per cento, Forza Italia arriva al ventitré per cento, mentre i fratelli...
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DONNE Paradosso, una figura retorica che mette in risalto situazioni nelle quali emergono ragionamenti contraddittori. Parliamo di donne. Con buona probabilità, dal prossimo autunno per la prima volta nella sua storia l’Italia avrà una donna come presidente del consiglio. Il paradosso è che questa donna è segretaria del più maschile e maschilista dei partiti che si presentano alle elezioni politiche. Un partito che già nella sua denominazione è totalmente declinato al maschile, Fratelli d’Italia (e le sorelle?), un partito che nei suoi principi etici relega sostanzialmente le donne ai ruoli definiti già nel ventennio mussoliniano. Il ruolo delle donne è sostanzialmente quello legato alla riproduzione e al lavoro di cura. Poi c’è qualcuna ‘meglio delle altre’ che ce la fa a conciliare le esigenze della famiglia (una delle tre magiche parole di una pessima triade) con quelle di una professione che può essere anche politica. Giorgia Meloni parla sempre al maschile, lei e il suo part...