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Visualizzazione dei post da agosto, 2023
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L'ESTATE STA FINENDO Come cantavano i Righeira, con un tormentone musicale circa quarant’anni fa, l’estate sta finendo. Quanto alla successiva strofa, sto diventando grande, meglio non pensarci. In estate e, soprattutto nei giorni a cavallo col ferragosto che, a dispetto di quanto asseriva pora nonna, non è più capo dell’inverno, nel senso che le giornate sono roventi come e più che a luglio, le strade si svuotano e, come dice qualche bravo conduttore di notiziari, anche la politica va in vacanza. Qualcuno, tuttavia, rimane sempre e, anzi, ne approfitta per avere maggiore visibilità. E, poi, ci sono personaggi che, quasi a sorpresa, irrompono nei dibattiti politici. Ad esempio il generale Roberto Vannacci. Fino a qualche giorno fa avremmo detto chi è costui rispolverando la figura del filosofo Carneade e una celebre frase di Don Abbondio contenuta ne ‘I promessi sposi’ l’opera manzoniana che ha disturbato i giorni e le notti di generazioni e generazioni di studenti. E’ abbast...
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VACANZE PARTE SECONDA Tornato da una breve vacanza scuriosavo, ieri, all’interno del sito di un famoso social dove sono regolarmente registrato e profilato. E mi colpiva quel che scriveva un mio amico in merito a un suo viaggio ancora in corso di svolgimento in un paese del nord dell’Africa. Scriveva, appunto, che quel paese gli sembrava semplicemente bello per quanto girarlo si rivelava assai faticoso. E le vacanze , e lo sappiamo, possono essere anche faticose. Ma quel che mi colpiva maggiormente è la presa di coscienza, l’onestà di dire, anzi, e meglio ancora di scrivere (scripta manent), che non si rivela possibile poter parlare di una citta o, addirittura, di un intero paese dopo averlo visitato per pochi giorni e nei panni non del giornalista inviato, dell’antropologo o del sociologo nel pieno delle sue funzioni ma, semplicemente, del turista. Con tanto di infradito e macchinetta fotografica (o fotocamera smartphone E pensavo a quante volte mi sono imbattuto in personaggi a...
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 VACANZE Non sono un ossessionato delle vacanze estive. E’ capitato spesso durante la mia vita, ormai non più breve, di trascorrere i mesi estivi in città. Di prendere ferie soltanto all’ultimo momento e quasi come un’inevitabile necessità. Ovvero, qualche giorno di ferie ad agosto bisogna pur prenderselo se non altro perché il caldo è eccessivo e anche qualche escursione al mare vicino casa può far piacere. Preferisco gli spostamenti mordi e fuggi, pochi giorni lontano da casa, due o tre al massimo. Tuttavia, ogni tanto penso al possibile piacere di una vacanza. O, come si diceva un tempo, di una villeggiatura. Un viaggio in qualche inesplorata località o, meglio ancora, un buen retiro in un posto fresco di collina o di montagna. Senza troppa gente intorno e, soprattutto, senza la necessità di stare sempre insieme a qualcuno. Sono abituato e quasi geloso della mia solitudine e sono, in fondo, un tipo assai strano. Dopo un po’ sono capace di stufarmi di chiunque, probabil...
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IL MONDO AL CONTRARIO? Tutto sommato non sono affatto meravigliato da certi pensieri, tutt’altro che liberi, che possono affollare la mente di un generale dell’Esercito. Quindi, di un militare con un grado e un livello piuttosto alti. Anch’io soffro dei miei piccoli pregiudizi e, con estrema sincerità, confesso di non credere in processi di democratizzazione all’interno di corpi e gruppi organizzati secondo logiche gerarchiche e militariste. Potrà pur esistere un poliziotto, un appuntato o un colonnello che manifesta un buon livello di aperture mentali ma ciò, e per quanto penso io, rappresenta pur sempre la classica eccezione che conferma la regola. Quindi, e premesso ciò, non mi stupiscono le strampalate considerazioni su diversi aspetti dello scibile umano messe nero su bianco su un pessimo libro dal generale Roberto Vannacci, un militare con un curriculum professionale abbastanza cicciotto e, pare, con tre lauree appiccicate al muro. Vannacci scrive che gli omosessuali non ...
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 GLI AUTONOMI volume IV di G. Ferrari e M. D'Ubaldo Questo quarto volume della lunga collana de ‘Gli autonomi’, edizioni Derive e Approdi, era da parte mia la più attesa. Dedicato all’Autonomia Operaia romana, probabilmente quella più attiva, per iniziative, durata e numero di militanti insieme a quella veneta. Il libro è scritto da due vecchi militanti, Giorgio Ferrari e Marco D’Ubaldo attivi in quegli anni settanta e anche successivamente seppur con qualche differenza nelle modalità d’intervento, nel metodo e anche nell’analisi politica. E’ un libro che, seppur sinteticamente, ripercorre le principali fasi del movimento dell’autonomia operaia romana dall’inizio degli anni settanta e fino al cruciale 77 e anche oltre. Perché, caratteristica di questo importante spezzone di movimento come altri riconducibili all’autonomia è quello di essere sopravvissuto a ciò che avvenne in termini di repressione, riflusso e a tutte le trasformazioni sociali, anche   e ben oltre gli ann...