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Visualizzazione dei post da giugno, 2025
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CHIAMATEMI FRANCESCO di Daniele Luchetti.  Un film che è uscito nel 2015 quando er poro Bergoglio era ancora vivo e vegeto e se la comandava dall’alto del Cupolone, definito anche la Maestà in un brano di Antonello Venditti, questo immortale. Io, invece, quest’opera cinematografica (si dice così) di Daniele Luchetti l’ho guardata per la prima volta soltanto ieri, in una calda serata di giugno 2025, col protagonista che ci ha lasciato solo qualche mese fa per abbracciare (forse) il Signore che sta in cielo. Ora, non siamo davanti a un biopic vero e proprio e, qualcuno nella rete m’informa, che tutto ciò che viene raccontato non è del tutto validato dal punto di vista della ricerca storica. Però siamo a un accettabile livello d’approssimazione e tanto ci può bastare soprattutto se siamo costretti a vivere col ventilatore costantemente acceso. Tre fasi della vita di Jorge Maria Bergoglio diventato, poi, Papa Francesco, vengono illustrate in questa pellicola lunga poco più di u...
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 IL SEME DEL FICO SACRO di M. Rasoulof  E’ così nel pieno della guerra tra Usa – Israele e Iran, guerra che sembrerebbe (il condizionale è assolutamente d’obbligo) conclusa in dodici giorni con il vecchio Donald Trump che giù rivendica meriti e Nobel per la pace, capita di vede questo straordinario film – Il seme del fico sacro – del regista iraniano Mohammad Rasoulof;; un tizio più volte incarcerato nel suo paese, costretto all’esilio londinese da una condanna a otto anni di carcere e che ha girato questa strepitosa pellicola addirittura di nascosto, insomma in clandestinità. Siamo nella Teheran del 2022 scossa dai movimenti di piazza seguiti alla morte di una giovane studentessa avvenuta a seguito di un pestaggio della Polizia. Imam è l’uomo di una famiglia, per il resto, composta da sole donne, la moglie Najmeh e le figlie, Rezvan e Sana. E’ un uomo che crede fieramente nei valori religiosi del sistema paese del quale fa parte e che contribuisce a far funzionare. Imam, ...
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 LO STAGISTA INASPETTATO di Nancy Meyers Ho scovato e scelto di guardare questo film, ‘Lo stagista inaspettato’ di Nancy Meyers regista specializzata in commedie romantiche, sui canali on demand di un celebre network a pagamento. A convincermi sulla possibilità di trascorrere una serata casalinga a vedere tale pellicola, la presenza nel cast di Robert De Niro, una sorta di garanzia, e una trama complessivamente accattivante quanto leggera. Protagonista di questa storiella è un pensionato settantenne interpretato, neanche a dirlo, dal vecchio e citato Robert. Il nostro eroe rimasto pure vedovo da qualche anno non sa come riempire le proprie giornate, quindi, resta piacevolmente sorpreso da un annuncio un po’ particolare; un’azienda di moda cerca, appunto, uno stagista, ma non il tipico stagista giovane, con la pelle liscia e appena uscito da qualche ateneo più o meno prestigioso; nient’affatto, la richiesta è, invece, per una persona esperta, anziana e pensionata. Ultrasettantenne...
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KANT E LA GUERRA Se penso a uno scenario di guerra, mi tornano in mente, comunque, immagini mediate dalle pagine di un manuale di storia o dai servizi di qualche telegiornale. Nel senso che io, fortunatamente, la guerra non l’ho mai vissuta. Infatti, sono nato ben oltre la seconda guerra mondiale e lo stesso dopoguerra, quello della ricostruzione e del cinema neo realista tanto per intendersi. Certamente, da quando posseggo un minimo di coscienza so che le guerre si fanno in tantissimi angoli di mondo e che la gente muore sparata o sotto i bombardamenti. Ma io, da buon occidentale non ho mai vissuto nel disagio di cercarmi di corsa un rifugio anti atomico o di fare la fila per il pane o altri beni di prima necessità presso qualche centro di distribuzione alimentare. Come fanno, giusto per citare un esempio, i cittadini di Gaza che per mangiare rischiano, quotidianamente, la vita. Dovendo scegliere se morire di fame o per effetti del colpo di qualche cannonata sparata dal famigerato...
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 DATEMI UN MARTELLO Nella notte (italiana) tra sabato e domenica gli Stati Uniti, attraverso le loro potenti forze di cielo, hanno bombardato tre siti nucleari in Iran. Ora, tuttavia, non ho intenzione di ciabattare analisi e parole su quest’ennesimo e grave conflitto che potrebbe scatenare, stavolta sì, una vera e propria terza guerra mondiale che si aggiungerebbe alle precedenti già ampiamente discettate sui tanti manuali di storia in circolazione. Mi ha colpito la denominazione di quest’iniziativa militare, ‘Midnight hammer’, che tradotto nella vulgata italica, adattamento romanzo del latino, sta a significare martello di mezzanotte. A parte la mezzanotte che mi fa venire in mente qualche canzoncina o qualche brano più impegnato come ‘L’uomo in frac’ di Domenico Modugno con un tizio che decideva, proprio dopo l’inizio di un nuovo giorno, di farla finita e per sempre con un’esistenza evidentemente sofferta e tribolata, mi soffermerei sul martello. ‘The Hammer,’ all’ingles...
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 BLOCCHI E’ successo venerdì scorso a Bologna in occasione di un corteo di metalmeccanici promosso in occasione di uno sciopero generale. Migliaia di operai, deviando dal percorso stabilito per la manifestazione, hanno occupato la Tangenziale. Occupazione simbolica e, anche, abbastanza contenuta nel tempo e nello spazio. Pochi chilometri per soli quarantacinque minuti. Ora, tuttavia, c’è un elemento non certo irrilevante. Da qualche settimana, bloccare una strada anche solo con il proprio corpo configura gli estremi di un reato sanzionabile penalmente, con arresto e condanna da galera. E’ quel che rischiano migliaia di metalmeccanici che, appunto, hanno messo in atto una forma di protesta non certo inedita e inusuale nella storia delle lotte operaie. Sia detto per inciso che questi lavoratori attendono il rinnovo del loro contratto da circa un anno. Ma questi sono dettagli. Il fatto in questione, inevitabilmente, ha   generato reazioni di segno diverso. Manifestando, talvo...
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 SUDARE Oggi è il 21 giugno e, da calendario, comincia l’estate. La bella stagione, così viene definita. Ora, che oggi inizi l’estate è difficile accorgersene per una semplice ragione; fa caldo, ormai, da qualche settimana, e parlo di quel caldo insopportabile e appiccicoso, effetto dell’anticiclone africano che, una volta che mette piede dalle nostre parti, non se ne vuole più andare. E, a parte qualche breve e sempre più rara pausa, per avere un clima tollerabile e dolci notti bisognerà aspettare fino a settembre inoltrato. E, ancora, rifletto su questo aspetto assai particolare; quanto tempo spreco durante l’estate nel pensare e nel parlare di caldo, di freddo, di temperature, eccetera eccetera, senza, peraltro, elaborare ragionamenti più raffinati e complessi che hanno a che fare, per esempio, con i cambiamenti climatici? Ecco, da questo punto di vista, oltre a cercare l’ombra e, magari, qualche avanzo di aria condizionata, mi trastullo nell’ascoltare le differenti e oppost...
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COSI' GIOVANE E GIA' EBREO a cura di Moni Ovadia.  Devo subito confessare che quando una carissima persona mi ha consigliato la lettura di questo libro, ‘Così giovane e già ebreo’ curato da Moni Ovadia e scritto a più mani, sono rimasto un po’ spiazzato. In parte per il genere al quale non mi sono dedicato molto nel corso delle mie tante letture, soprattutto per il soggetto. Si parla di ebrei e in questo momento storico la cosa può sembrare un po’ scivolosa. Ma, evidentemente, ho immediatamente superato certi dubbi, consapevole del fatto che riesco a distinguere bene l’antisemitismo dall’antisionismo e non considero, certamente, tutti i cittadini d’Israele e gli ebrei più in generale responsabili o complici delle politiche criminali di Netanyahu e dei suoi accoliti e sodali.   Il libro, poi, è curato da Moni Ovadia, un ebreo che fa teatro, musica, arte in generale e vive in Italia e da sempre è critico nei confronti delle politiche dei vari governi che si sono succeduti nell...
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LE BACCANTI di Euripide   Euripide, uno dei massimi esponenti della tragedia greca, compose quest’opera poco prima di morire senza il tempo di riscuotere i dovuti e meritati elogi. D’altra parte, si sa, la gloria è spesso postuma e quelli che muoiono, poi, sono sempre tutti bravi. A parte qualche insulto dello spietato ma, talvolta, severo quanto giusto popolo degli haters da social. Ora questa tragedia, ‘Le baccanti’, ci parla di Dioniso, Dio greco che a Roma fa Bacco, che si dice figlio oltre che della madre Semele niente poco di meno che del padre Zeus. Proprio lui! Solo che il governatore di Tebe, un tale Penteo che è pure nipote di Semele e che, quindi, sarebbe il cugino di Dioniso, proprio non gli crede. Ma ti pare, pensa il nostro Penteo, che questo tizio è figlio di Zeus? E lo tratta come un millantatore, come un cazzaro seriale e, quando Dioniso arriva a Tebe sotto spoglie umane per rivendicare diritti e autorità lo fa cercare in ogni luogo. Intanto Dioniso ha già cr...
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 AUTOBIOGRAFIA Trovo sempre più frequentemente nella sterminata rete e nelle pagine di qualche social la pubblicità, un tempo si sarebbe detto e scritto la ‘réclame’ alla francese, di corsi e seminari di scrittura. Oggi, per l’appunto, me n’è capitato uno, fresco fresco e sotto i miei occhi.   Invitava a partecipare a un incontro preliminare e virtuale, rigorosamente gratuito e, inevitabilmente, propedeutico a un corso di scrittura (creativa s’intende) da tenersi successivamente, dopo accurata selezione e, stavolta, a pagamento.   All’incontro virtuale, come indicato sulla locandina del corso, necessario presentarsi con uno scritto concernente la propria autobiografia. Pur non approfondendo la cosa, debbo confessare che la singolare richiesta ha immediatamente stoppato qualsiasi pensiero in merito all’adesione al citato e preliminare incontro.   Ma ti pare che mi metto a scrivere un’autobiografia? Ora, è chiaro che quando si scrive e si racconta qualcosa, si pr...
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 GRANDINE AD AMATRICE Che, poi, mi sa tanto che mica è vera questa storia dell’Iran che ha l’atomica. E mica sto facendo del becero complottismo, basterebbe pensare alle armi di distruzione di massa del povero Saddam, una bufala sesquipedale sulla quale ci hanno costruito una narrazione tossica e, soprattutto, una guerra per alimentare qualche dubbio.   Un tizio al bar, invece, questa mattina era preoccupato e incuriosito da altro. Varie ed eventuali, così domandava a un vicino di bancone e di cornetto, se c’era stata davvero la grandine. Credo nel reatino, esattamente ad Amatrice, cittadina nota per la celebre ricetta e, ultimamente, anche per il terribile sisma di qualche anno fa. Deve essere comunque un bel posto e anche fresco d’estate, insomma meta da vacanzieri titolari di seconda casa. Beati loro.   Comunque questa cosa, devo dire, un po’ m’inquietava. Mentre sullo schermo della TV posto in alto, sto sempre parlando del bar, scorrevano le immagini, silenti e se...
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MUSSOLINI IL RIVOLUZIONARIO di Renzo De Felice Un’opera storica questo ‘Mussolini il rivoluzionario’ di Renzo De Felice che è stata oggetto di un grande e polemico dibattito. In merito a questo saggio, il primo di una serie di quattro dedicati al fascismo di De Felice, il filosofo Norberto Bobbio affermò, tra gli altri e perentorio, che questo lavoro portava acqua, e tanta, al mulino, appunto, del fascismo. Si era, ancora, a metà degli anni sessanta e il regime era caduto soltanto da un paio di decenni. Una durata temporale forse troppo breve e ritenuta insufficiente per storicizzare fatti e fenomeni che erano ancora ‘cronaca’. Ora, ricordo bene le polemiche su Renzo De Felice e su questi suoi saggi assolutamente ben documentati e non nascondo che, per lungo tempo, non ho voluto neanche prendere in considerazione l’ipotesi di cimentarmi nella loro lettura per una sorta di pregiudizio. Venendo a questo primo testo, ‘Mussolini il rivoluzionario’, viene tracciata la parabola esistenzi...
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 UN MIRACOLATO Ora il mondo, il pianeta, il globo terracqueo come direbbe la camerata Meloni, sembra procedere velocemente, quasi a tappe forzate come direbbe qualcuno assai bravo, verso la catastrofe. Non bastava il genocidio di Gaza, il conflitto in Ucraina che dura, ormai, da diverso tempo, le varie guerre sparse ovunque e che ricevono poco spazio nei notiziari; Israele bombarda l’Iran uccidendo alcuni funzionari e cercando, quindi e con la complicità dell’Occidente, in primis degli Stati Uniti, di far cadere il famigerato governo degli ayatollah. L’Iran risponde lanciando missili e minacciando i paesi, appunto occidentali, che sostengono la causa del criminale Netanyahu e dei suoi sodali, insomma e come in quella canzone trash di qualche anno fa, mi pare s’intitolasse ‘La Fiera del Tufello’ parodia della più raffinata e meditabonda ‘La Fiera dell’est’ di Angelo Branduardi, è una Cambogia. Anche se, in questo caso, la Cambogia non c’entra niente, la Cambogia la ricordiamo, s...
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 SEMAFORO ROSSO Come qualsiasi automobilista che si rispetti, ma anche no, odio i semafori. Come Gramsci odiava gli indifferenti o il Capodanno senza che tutto ciò mi abbia ispirato per la composizione di un’ode o di una breve prosa. Chiaramente, odio i semafori rossi. Qualche volta anche i gialli che, comunque e a norma di codice della strada, obbligherebbero a fermarsi. Quasi sempre. Li odio durante tutte le stagioni, trecentosessanta cinque giorni l’anno, trecentosessanta sei negli anni bisestili che portano pure jella. Ma li odio soprattutto d’estate quando il caldo è insopportabile e un semaforo rosso sotto al sole cocente e in mezzo all’asfalto di strade e palazzi appare come un autentico flagello. Escluse le tragedie e i drammi che ci rendono impotenti e inconsolabili, peggio di un semaforo rosso sotto al sole ci sono poche cose. Tipo un gol subito dalla Roma. Così, quando ci si trova davanti a un semaforo rosso s’impreca contro la malasorte che avrebbe un conto in sospeso c...
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 VOLARE Disastro aereo in India, oltre trecento morti, ma il tragico bilancio è destinato a peggiorare. Notizia principale in tutti i notiziari, soltanto in parte oscurata dall’attacco israeliano all’Iran. Ora, ci sono notizie che ci colpiscono non tanto per il dolore che proviamo, in fondo e, personalmente, non conoscevo nessuna delle vittime della tragedia di cui si parla e di morti, feriti e storie drammatiche son piene le cronache. Quotidianamente. La questione è un’altra è molto più sottilmente egoistica. In questi, come in altri casi, ci domandiamo ma questa cosa qui poteva succedere pure a noi? E, ormai, viaggiare in aereo non è certo una prerogativa di particolari gruppi o categorie di persone. L’aereo, al netto di coloro che ne hanno un insopportabile terrore, lo prendiamo un po’ tutti. Per spostarci, per conoscere il mondo, ecco. La prima volta che presi l’aereo era poco più che maggiorenne. Era un volo della compagnia di bandiera che si chiamava ancora Alitalia e, ...
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 ELOGIO DELLA SCONFITTA Leggo qualche notizia di sport e penso alle sorti di questa malandata nazionale di pallone. Ecco, non lo faccio con la spocchia del ‘radical’ anche perché non tengo la casa a Capalbio e guardo annualmente un numero indeterminato di partite di calcio. Però, la drammatizzazione che si fa su questa storia della nazionale che veste d’azzurro come, forse, facevano un tempo i Savoia e che perde nettamente pure con i norvegesi e che rischia di non giocare la fase finale dei mondiali di calcio per la terza volta di fila, è francamente sconfortante. E non perché ci sono problemi e questioni che meriterebbero maggiore attenzione. Ma, semplicemente, perché si dimentica che nello sport e, quindi, anche nello sport del calcio, si vince e si perde. Si pareggia pure ma non nel tennis anche se Adriano Celentano dopo aver assistito alla recente e lunghissima finale del Roland Garros tra Sinner e Alcaraz ha proposto l’introduzione dell’ics nello sport che si gioca con le racc...
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 TINA MODOTTI DONNA FOTOGRAFA MILITANTE al Museo di Roma in Tratevere Tina Modotti, nata a Udine nel 1896 e scomparsa, prematuramente, a Città del Messico nel 1942, è stata una donna occupata in molteplici attività. Fotografa, militante, comunista, femminista. Citando il titolo del grande poeta e scrittore Pablo Neruda che, proprio a questa donna dedicò commoventi versi dopo la sua morte, Tina Modotti potrebbe gridare, confesso che ho vissuto!   Una vita movimentata, costretta più volte a cambiare città e paese. Al Museo di Roma in Trastevere, fino alla fine di settembre c’è un interessante mostra su questa figura femminile. Tina Modotti, Donna, Fotografa e Militante, questo il titolo della rassegna.   Sono esposte moltissime foto di Tina Modotti riguardanti, soprattutto, il periodo vissuto a Città del Messico e che riproducono donne, uomini e anche bambini in attività lavorative o di vita quotidiana. Particolare curiosità mi hanno suscitato alcune foto scattate press...
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AL CUP CUP, un acronimo che indica centro unico di prenotazione. Si trova presso le strutture sanitarie ed è indispensabile per pagare i ticket prenotare visite, cambiare medico di base o altro ancora. Sono andato in quello dell’ASL del quartiere in cui vivo, sfidando il caldo già opprimente di questi giorni. All’ingresso c’è una macchina che distribuisce i numeri. Di mattina, a differenza che nel pomeriggio, c’è un’impiegata incaricata d’indirizzare gli utenti nella scelta del numero ‘corretto’ da prendere e che spinge gli appositi bottoni. Una sorta di ausiliaria che mi ha ricordato quei vigili che, con la paletta in mano, regolano il traffico quando circolano troppe automobili. Oppure, imbarcandomi in riflessioni forse un po’ spocchiose e pessimistiche, alla piaga dell’analfabetismo funzionale. In fondo, basterebbe leggere e, soprattutto, comprendere le indicazioni per non prendere il numero sbagliato. Che ne so, quello del medico di base invece di quello che da priorità per le vi...
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 COSCIENZA Poco più del ventidue per cento degli aventi diritto al voto si è recato alle urne nella giornata di ieri. Chi votando ‘sì’, chi votando ‘no’ chi ritirando le schede per poi annullarle (…). Numeri, comunque, che testimoniano il sostanziale fallimento di questi referendum anche se, con ogni probabilità, qualcuno proverà a dire che, tutto sommato, non è andata male e, magari, poteva andare peggio. Poteva piovere, come in una famosa vignetta di qualche anno fa. Ora, di fronte a questo insuccesso referendario, potrei prendermela soltanto con quell’esercito d’indifferenti, menefreghisti e che il povero Dante Alighieri avrebbe sicuramente relegato nel famigerato girone degli ignavi. Tuttavia, non mi piacciono le analisi semplici e di comodo ed adoro, invece, l’autocritica e l’autocoscienza. Allora, venendo allo specifico, alla sostanza, alla ciccia dei cinque quesiti referendari proposti sullo schede, e dopo qualche riflessione, mi vien da pensare che, complessivamente...