AMBIENTALISTI

Manifesto una grande simpatia nei confronti di coloro che vengono definiti attivisti dell’ambiente, eco militanti o quant’altro. E non c’è dubbio, per conto mio, che abbiano ragione loro. In tutto e al cento per cento. E non perdono giustamente occasione per sollevare quella che dovrebbe essere una questione prioritaria per tutti i governi di tutti i paesi del mondo. Quella ambientale. E pazienza per gli automobilisti costretti a qualche coda ulteriore in conseguenza di un blocco stradale o per i poveri (si fa per dire) amministratori locali costretti a interventi di ripulitura di monumenti o fontane colorate di verde o di giallo o di rosso.

Quando ero piuttosto giovane, insomma ai tempi della scuola e dell’università si parlava poco delle questioni ambientali. Anche se cominciavano a spuntare movimenti e partiti verdi che, all’inizio, riscossero anche un discreto successo. Tanto che se non ricordo male a un certo punto dell’opera c’erano addirittura due partiti che si ispiravano al green, i verdi arcobaleno e i verdi del sole che ride. E fallo pure piangere! Poi c’erano anche i fasci ambientalisti e ricordo bene un loro piccolo movimento che si chiamava Fare verde una piccola corrente all’interno del più grande contenitore di Fare fronte.

Durante gli anni ottanta si parlava di ecologia soprattutto per la questione della ‘monnezza’. Roma pulita dipende anche da te, ricordo questo celebre slogan pubblicitario che,, oggi e sicuramente, diventerebbe virale. E alcuni simpatici spot che esortavano i cittadini del Cupolone a comportamenti più civili. Ne ricordo uno, in particolare, nel quale i protagonisti erano alcuni calciatori della straordinaria squadra della Roma degli anni ottanta.

Poi ci fu la tragedia di Chernobyl che smosse qualche coscienza. Tanto che in Italia un apposito referendum decretò insindacabilmente il no al nucleare. Preceduto da anni di campagne informative e di campeggi militanti, antiimperialisti e anche antinucleari.

Oggi siamo, invece, in una fase di restaurazione. Alcuni brutti ceffi al governo tornano a parlare di centrali nucleari e quegli eco attivisti a me tanto simpatici subiscono sempre più la scure di una repressione più mirata e feroce. Tanto che nell’ennesimo e liberticida pacchetto sicurezza sono stati introdotti nuovi reati e sanzioni più severi miranti a colpire proprio chi si oppone all’inerzia e alle politiche criminali dei governi, segnatamente di quello italiano, in materia ambientale.

E’ questo un segnale inquietante che indica la deriva sempre più reazionaria di questo governo ma che, nel contempo, illustra come questi movimenti ambientalisti stiano colpendo nel segno. Costringendo i governi, anche quello italiano, a reagire in modo scomposto e con le consuete politiche reazionarie che, tuttavia, non potranno fermare le ragioni di chi lotta per una causa sacrosanta. E, insomma e pensando sempre alla natura, non si può fermare il vento con le mani.

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