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Visualizzazione dei post da luglio, 2023
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 IL DESTINO E LE SCALE MOBILI Per scrivere quotidianamente qualcosa bisogna farsi venire delle idee. Cogliere stimoli che possono arrivare dalla lettura di qualche news così, e forse meglio, dal vissuto quotidiano. La famigerata università della strada. E anche oggi, dal momento nel quale ho lasciato il mio comodo giaciglio per preparami la colazione, ho iniziato a pensare, e oggi cosa scrivo? O, meglio, la domanda ho cominciato a pormela forse dopo, quando sono salito in automobile. Il trasporto pubblico romano offre spunti quotidiani di riflessione oltre che una costante voglia di tirare giù tutte le divinità dell’universo. Le scale mobili, poi, continuamente guaste o in manutenzione e più passano gli anni e più ci si fa caso. E scenette talvolta anche simpatiche, come quella di un uomo apparentemente mezzo sbandato (si può dire?), insomma un po’ fulminato, che se la prendeva con il vigilantes perché “te ner gabbiotto c'hai l’aria condizionata e noi schiattamo ad aspetta...
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QUEL MERCOLEDÌ' DI UN ROMA LIVERPOOL DA CANI di M. Graziani Sulla copertina di questo libro ben scritto da Massimiliano Graziani, oggi giornalista RAI, c’è l’immagine conclusiva di quell'evento che non fu soltanto una partita di calcio. L’ultimo rigore tirato in quella maledetta sera del 30 maggio del 1984, rigore trasformato dal centrocampista del Liverpool Alan Kennedy, un piattone destro che s’insaccò alle spalle del portiere romanista Franco Tancredi. E’ un’immagine buia, scura, con il riflesso di poche e scolorite luci. Quasi un’immagine simbolica di una serata di calcio che per tanti rappresentò un vero e proprio disastro emotivo. 30 maggio 1984 e la Roma, per la prima volta nella sua storia (al momento ancora l’unica), disputava la finale del torneo europeo più prestigioso, la Coppa dei Campioni Il destino voleva che quella finale si giocasse proprio a Roma, allo stadio Olimpico. Sembrava, quindi, di assistere a un film con un finale giù scritto e inevitabilmente a...
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GUERRA E PACE Libro I parte III di Lev Tolstoj Chi l’ha detto che in spiaggia si possa leggere soltanto narrativa spicciola, roba da collezione Harmony o, al massimo, il best seller del momento, quello che vende più copie e che, quindi, desta maggiori sospetti a chi riesce a leggere anche più di un libro al mese facendo meglio, dunque, dell’ineffabile ministro Sangiuliano? Io, ad esempio, in questi giorni nello zaino per il mare ho portato, niente di meno, che il primo libro di quella straordinaria opera di Lev Tolstoj. Guerra e pace. Iniziando e completando la lettura della terza parte scritta, al solito, in modo e forma assolutamente mirabili. Una parte, questa terza del primo libro, che potremmo spezzare in due. Nei primi capitoli ci sono le vicende dalla vita dei salotti nobiliari, i matrimoni combinati e più o meno riusciti, e quel personaggio davvero caratteristico che risponde al nome di Pierre Bezuchov diventato ricco sfondato dopo la morte di un padre che ha conosciuto ...
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ASPETTANDO IL FREDDO Non solo i confronti tra chi sottolinea l’urgenza della questione climatica e ambientale e i cosiddetti ‘negazionisti’. Prendendola un po’ a ridere, in queste giornate di caldo indefinibile o, meglio, definito non sempre in modo appropriato, rispuntano le vecchie diatribe tra amanti del caldo e sostenitori del freddo. Ho ricevuto sul mio smartphone solo qualche giorno fa un divertente tweet, inoltrato più volte, dove un tizio particolarmente ironico (oppure estremamente serio chissà), ricordava che, comunque, tornerà l’inverno con il freddo la pioggia, il culo sul calorifero e le nottate col piumone. La felicità. Mi ha fatto ridere ma, in effetti, in questi giorni e notti di appiccicume perenne stampato sul corpo il pensiero di quelle sere nelle quali non vedi l’ora di chiudere la porta di casa per riscaldarti un po’ e rinunci pure a fumare una sigaretta sul balcone, se non altro per non mischiare il fumo della Marlboro con quello delle nuvolette che escono d...