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Visualizzazione dei post da febbraio, 2024
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CALCI DI RIGORE E’ noto come in alcune competizioni sportive sia prevista, in caso di parità protrattasi anche oltre i tempi supplementari, quella particolare gara di abilità rappresentata dai cosiddetti calci di rigore. Se ne tirano cinque per squadra affidati a calciatori diversi. In un passato ormai remoto si ricorda che gli stessi rigori erano calciati dallo stesso giocatore che, dunque, poteva diventare una specie di eroe, oppure, uno sfortunato reietto al quale attribuire tutto il peso di una sconfitta. Confesso che guardare i calci di rigore anche quando riguardano partite di squadre che non mi coinvolgono emotivamente in modo particolare, mi da sempre una sensazione di fastidio. Penso, già prima che inizi questa particolare gara, a cosa proveranno gli sconfitti. All’amarezza, alla frustrazione perché una cosa è certa; al termine di questa prova ci dovrà comunque essere un vincitore e uno sconfitto. Le mediazioni e i compromessi sono finiti, tutti, al termine dei tempi regolam...
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STRACCI Questa mattina faceva freddo. Ed era anche piuttosto umido tanto che sui vetri della mia automobile ho trovato la cosiddetta condensa che ho eliminato con uno straccio che tengo dentro al cofano. Pronto all’uso e necessario per questo sporco lavoro che, in fondo, mi salva da possibili incidenti. Insomma, mica posso sottovalutare l’utilità di questo pezzo di stoffa andata a male che sta lì, chiuso dentro il cofano di un’automobile, buono buono senza far rumore come la neve in una bella canzone di Lucio Battisti.   E che, tuttavia, nel momento del bisogno risponde puntualmente. Non con il presente, almeno spero, perché in questo caso rischierei di ritrovarmi uno straccio fascista. Chiuso nel cofano, quindi e come dire, il nemico dentro casa.   Straccio, pezzo di stoffa vecchia e logora, così è scritto su alcuni dizionari assai accreditati. Poi c’è lo straccio per lavare i pavimenti che, diversamente da quello finora menzionato, deve presentarsi bello e pulito per ass...
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 IMPICCIARSI Spesso, mentre mi sposto sulla metropolitana o sono al bar a prendere un caffè, mi capita di origliare. Sì, di ascoltare le voci di chi mi sta intorno, in estrema sintesi d’impicciarmi. Aho ma che te impicci?   Mi impiccio perché mi piace trovare qualche piccolo indizio, un segnale magari e apparentemente marginale per capire in quale direzione si muove questa nostra società. Insomma, meglio dei sondaggi elettorali del lunedì del TG di quel camaleonte di Enrico Mentana.   Ecco, questa mattina ad esempio, c’era un bel silenzio che mi permetteva di concentrarmi sulla lettura di un libro. Una tizia al telefono raccomandava a qualcuno di ordinare per pranzo un panino rigorosamente vegano mentre nessuno parlava, che ne so, di Aleksej Navaln’yi il dissidente russo morto in un carcere siberiano qualche giorno fa. Chi lo ha ammazzato? Può avere accusato un malore, conseguenza delle dure condizioni imposte dal soggiorno in un carcere duro e senza, quindi, necessit...
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COMANDANTE di Edoardo De Angelis Film presentato a Venezia 80 nel quale si racconta un particolare episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale.   Il protagonista è Salvatore Todaro comandante del sommergibile Cappellini in missione nell’area dello stretto di Gibilterra. In un’azione di guerra Todaro e i suoi uomini abbattono un mercantile belga decidendo, poi, di mettere in salvo i naufraghi della stessa imbarcazione. Che, secondo le leggi di guerra e in quanto nemici, avrebbero dovuto ricevere come destino la morte e ai quali, invece, viene risparmiata la vita in omaggio alle leggi del mare.   E questo è stato individuato come il principale messaggio che si ricava da questo film in un periodo storico nel quale le morti e i salvataggi in mare costituiscono materia di tragedie quasi quotidiane. Todaro, pur di salvare i nemici sconfitti, contravviene anche a ordini superiori.   In realtà e come è stato acutamente osservato il film si può anche dividere in due...
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 FROSINONE Che la giornata di Santa Lucia, tredici dicembre, sia la giornata più corta che ci sia non è esattamente dato a sapersi. Che, invece, la trasferta di Frosinone sia, appunto, la più breve che ci sia non è in discussione. Meno di cento chilometri, infatti, separano il capoluogo della Ciociaria dall’Urbe immortale, e, quindi, non esistono trasferte tanto comode per distanza geografica. E’ evidente, tuttavia, che proprio dalla breve distanza del luogo da raggiungere scaturiscano altre complicate questioni come quella dell’accaparramento del ticket necessario per accedere allo stadio in modo assolutamente legale. Questione che, personalmente, sono riuscito a risolvere attraverso abili azioni diplomatiche intraprese con il necessario anticipo e che hanno sortito, infine, gli effetti sperati. Risolta la   grana biglietto il resto è una sorta di passeggiata di salute con l’unico dubbio se raggiungere la Ciociaria dopo aver pranzato a casa, oppure, recarsi in loco con cong...
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 ROMEO E' GIULIETTA di Sandro Veronesi Nel mio sabato pomeriggio dedicato alla visione di un film in programmazione nei cinema, ho scelto una commedia assai leggera, ‘Romeo è Giulietta’ (non confondere il predicato, meglio la copula con la congiunzione), di Sandro Veronesi. Una scelta un po’ forzata. Nel mio cinema preferito per motivi di abitudine, di distanza da casa e facilità d parcheggiare l’automobile, questo era uno dei pochi film che non avevo ancora visto. E’ vero, c’era il vecchio e caro Yorghos Lanthimos con le sue ‘Povere creature’, ma non me la sono sentita di affrontare un film che, sicuramente, avrebbe messo a dura prova i miei neuroni che, invece e in questo sabato di sole primaverile, sembravano reclamare leggerezza assoluta. E, quindi e seguendo il monito di una cara persona che mi sopporta ormai da tanti e tanti anni, ho seguito il suo consiglio. Cerca di ridere di più! In realtà, con questo film di Sandro Veronesi di risate me ne sono fatte ben poche. Dialog...
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PRODUCI, CONSUMA, CREPA.  Nel mio diario di bordo quotidiano non posso trascurare la cronaca. Quella dei morti sul lavoro, l’ennesima tragedia, stavolta a Firenze, tutto causato da un cantiere per la costruzione di un ennesimo e forse inutile centro commerciale. Produci, consuma e crepa. E tra le tante riflessioni mi sovviene quella attinente alle misure di sicurezza nei cantieri e negli altri luoghi di lavoro dove si può morire. E rifletto sul fatto che, a memoria spicciola, non ricordo nessun politico aver promesso durante campagne elettorali o comparsate varie di fare tutto il necessario per ridurre i numeri di questa tragedia quotidiana. Ho sentito, invece, politici affermare che basta con tutti questi lacci e lacciuoli che frenerebbero l’indispensabile opera d’imprenditori piccoli e grandi che garantiscono la crescita del paese intero. Basta con questi rompiscatole che chiedono misure più stingenti per garantire la sicurezza nei cantieri, controlli costanti ed efficaci, salv...
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TROIANE di Euripide  Quest’opera di Euripide. ‘Troiane’, utilizzando una terminologia dei nostri giorni di fiction e serie TV e, per questo, chiedendo umilmente perdono a qualsiasi commediografo classico che possa sentirsi coinvolto, rappresenta quasi un sequel dell’Iliade di Omero. Troia è stata presa dagli Achei vittoriosi, la città è in fiamme e i predatori si accaniscono sui vinti. In particolare sulle donne che vengono prese e destinate alla schiavitù. Emergono, appunto, nel corso di quest’opera le figure di tre donne, Ecuba, Andromaca e Cassandra. Ecuba è destinata a essere schiava di Odisseo, mentre Cassandra, considerata pazza, continua a predire sventure anche per i vincitori. E’ il culmine dell’abominio si raggiunge con l’uccisione del piccolo Astianatte colpevole di essere figlio del valoroso eroe troiano Ettore e, quindi, potenzialmente in grado di ripeterne le gesta. Quindi pericoloso per geni e discendenza. E’ evidente come il proposito di Euripide nella stesura e...
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 CARRAMBATA Succede anche questo nella vita. Incontrare vecchi amici, meglio sarebbe dire conoscenti, perché l’amicizia è rara e, poi, non si sa mai e come ammonisce un vecchio proverbio dagli amici mi guardi Iddio. O chi per lui. Ecco, è successo di rivedere un vecchio compagno di scuola a distanza di tanti e tanti anni. Diciamo che, almeno, mi sono un po’ riconsolato. L’ho trovato abbastanza appesantito con un look che confermava la sua età ormai non più verde. Che, poi, è la mia stessa età con la differenza che i miei sforzi per mantenere un aspetto sempre giovanile, alla aho nun m’arrendo, evidentemente, sortiscono qualche effetto. Almeno credo.   Insomma, quest’incontri inaspettati e casuali possono servire, addirittura, a rinvigorire la propria autostima e chi lo avrebbe mai detto? Per il resto ho registrato le parole nostalgiche di questo mio vecchio compagno di scuola riferite al periodo d’oro dell’adolescenza. E, riflettendoci su, non mi ritengo completamente d’ac...
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 BIGLIETTAIO Mentre ascoltavo distrattamente la voce di un conduttore di uno di quei quizzoni trasmessi in TV nell’orario che precede il TG della sera, ho sentito parlare dei vecchi bigliettai che facevano il loro ‘sporco’ mestiere sugli autobus.   Sostituiti, già a partire dall’inizio degli anni settanta, dalle più moderne macchinette obliteratrici.   Vecchi ricordi e, ripensando a questa figura professionale ormai e da tempo superata e sostituita dalle macchine, mi tornava in mente la sedia del bigliettaio sull’autobus. Messa vicino alla porta posteriore, quella dalla quale si entrava sul mezzo. E, ancora, ricordo che quella sedia restò al suo posto, quasi come una forma di rispetto per il bigliettaio che fu, per un bel po’ di tempo. Una sedia dove e praticamente, il corpo s’incastrava e che era il posto a sedere prescelto soprattutto da imberbi ragazzetti e adolescenti. Una sedia in pelle, una pelle che, tuttavia e conseguentemente all’inevitabile incuria, finiva p...
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TITANIC L eggo notizie in ordine sparso. Oltre le tragedie delle guerre, il genocidio dello stato d’Israele contro i palestinesi, e le altre guerre un po’ dimenticate a cominciare da quella in Ucraina a due passi dal nostro tranquillo giardino occidentale, mi soffermo sulle questioni interne al paese in cui viviamo.   Le polemiche sul Festival di Sanremo diventato ormai un evento che travalica le sue primigenie caratteristiche di rassegna dedicata alla canzone leggera e pop, lo schifoso Ignazio La Russa che parla delle foibe pretendendo che qualcuno dica che il maresciallo Tito era comunista. Forte della verità di Stato ormai affermata e consolidata su una complessa vicenda storica che si vorrebbe definire istituzionalmente e a tavolino, addirittura con una legge del Parlamento. Un giorno qualcuno leggerà sui libri di storia (ai nostri giorni siamo ancora alla cronaca) che Ignazio La Russa è stato presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Minuti di silenzio.   Leg...
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DIECI LIRE Mi accingevo a tornare a casa nel mio appartamento situato al secondo piano di una palazzina assai popolare e piuttosto trascurata, conseguenza dell’incuria dell’ente proprietario e dello scarso senso civico dei residenti; ed ecco che, mentre e come scritto, mi apprestavo a quest’impresa non certo ardua, ho scoperto che l’ascensore era guasto. Non mi sono certo perso d’animo, in fondo riesco ancora a fare scale per due piani di seguito senza accusare particolari fatiche o affanni. Questo trascurabile disagio mi ha fornito, tuttavia, lo spunto per riflettere su questo particolare elemento che, ormai, da anni e anni fa parte della nostra vita. Io non ricordo un mondo senza ascensore e dire che non sono proprio nato ieri. I miei nonni paterni, per esempio, abitavano all’ultimo piano. Insomma, c’era da pedalare e l’ascensore, quindi, era davvero un oggetto provvidenziale. Era largo e spazioso e ricordo che, almeno per alcuni anni, funzionava soltanto inserendo in un’appo...
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 UNA DOMENICA DI  FEBBRAIO E’ domenica e siamo quasi alla metà di questo secondo mese dell’anno. Leggo che il mese di febbraio deve il suo nome a una divinità purificatrice della febbre che i latini ripresero, niente di meno, che dagli etruschi. Non è freddo ma piove che Dio la manda. Pioveva ieri, pioveva stanotte e qualche scroscio d’acqua è venuto giù anche durante questa mattinata. Escluse quind, escursioni, sconsigliate le passeggiate, nonostante una celebre canzone ci parli proprio della bellezza romantica di cantare, camminando sotto la pioggia. Per quanto mi riguarda ho sempre il mio piano alternativo che prevede una buona dose di relax e un cinema pomeridiano. Preferisco il cinema al pomeriggio piuttosto che di sera, perché c’è meno gente e, notoriamente, non mi piace la confusione, la caciara. E ho sempre più difficoltà a relazionarmi con gli altri in un paese che ha decretato, come da libere elezioni, che una fascista debba guidare il governo e un beota, p...
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 AGLIO,OLIO E PESTICIDI Gli agricoltori che protestano stanno simpatici a tutti. O quasi. Su un quotidiano assai famoso leggevo proprio questa mattina che le proteste di contadini e affini sono condivise, addirittura, dall’ottanta per cento degli interpellati. Campione statistico s’immagina significativo. Ora, dalle mia raffazzonate indagini da bar o vagone della metropolitana, non mi sembra di scorgere tutto questo consenso intorno a chi manifesta magari scioperando o scendendo in piazza. Penso alle contumelie nei confronti di chi sciopera nel trasporto pubblico magari per reclamare salari più alti e sicurezza. O l’indifferenza nei confronti di scioperi di categorie che, alla fine, ma che ce frega, ma che ce m’porta? . Poi ci sono quelli che scendono in piazza esprimendo solidarietà nei confronti dei palestinesi o per opporsi a qualsiasi guerra. E movimenti, come quelli che reclamano il diritto alla casa, anzi all’abitare, particolarmente attivi ma che, al massimo, guadagnan...
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 FATTE NA VITA! Fatte na vita! Frase breve e sintetica che si può intendere anche nel senso di darsi degli obiettivi, dei traguardi. Insomma, procedere in un senso ben preciso e verso una meta senza accontentarsi di vivere alla giornata. Ora, quando eravamo piccoli ci chiedevano cosa vuoi fare da grande? E si esprimevano tanti desideri al limite dei voli pindarici. In genere ci si orientava verso vite che potessero garantire fama e gloria. I più scaltri, magari, pensavano anche al successo economico, alla ricchezza materiale perché i soldi non sono tutto ma, sicuramente, aiutano a vivere meglio. Poi si cresce e si resta, talvolta, intrappolati in vite che non si desideravano ma che, comunque, consentono di mettere insieme il pranzo con la cena. Quando, poi, gli anni cominciano a diventare piuttosto consistenti bisognerebbe non lasciarsi andare alla rassegnazione, al pensiero dell’ormai quel che ho fatto, ho fatto e basta la salute e, perché no e citando il compianto Nino, u...
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LA LUNGA NOTTE di Giacomo Campiotti  Ho guardato non senza qualche perplessità quest’ennesima fiction della RAI, ‘La lunga notte’ di Giacomo Campiotti, racconto più o meno fedele dei giorni che portarono alla caduta di Benito Mussolini e del fascismo.   Siamo nel giugno del 1943 e le cose in Italia vanno piuttosto male. La guerra sembra quasi persa e gli anglo americani stanno sbarcando in Sicilia. L’alleato nazista, Adolf Hitler, è piuttosto inquieto. In questo succedersi di eventi qualche notabile all’interno del fascismo comincia a prospettare soluzioni per uscire da questo drammatico momento. Ed ecco che emerge la figura di Dino Grandi, bolognese, presidente della Camera di Fasci e delle corporazioni, fascista della prima ora. È lui, che tratta col re e convince alcuni suoi camerati a votare l’ordine del giorno che presenterà nella celebre seduta del Gran Consiglio del fascismo la notte del   24 luglio 1943 e che si concluderà il giorno seguente con la destituz...
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 CARCERI Si è parlato diffusamente nelle ultime settimane, e anche nei cosiddetti media mainstream, di carcere. Meglio sarebbe dire di carceri, con particolare riferimento alla drammatica vicenda di Ilaria Salis, l’antifascista reclusa in una prigione di Budapest. Ma, anche riguardo ad altri casi di cittadini italiani ospiti di galere all’estero o con riferimento ai famigerati C.P.R. da molti e legittimamente definiti lager a cielo aperto dove, e proprio nei giorni scorsi, un giovane della Guinea si è tolto la vita. E anche nelle carceri cosiddette ‘ordinarie’ c’è stata una tragica impennata nel numero di suicidi nel primo mese dell’anno. Insomma tanti spunti che dovrebbero spingere la politica tutta a occuparsi di una materia così delicata. E il governo a intervenire con qualche misura che, quantomeno, rendesse più dignitosa la condizione dei detenuti.   Ma, oltre queste pie illusioni, ciò che mi sono chiesto durante questo periodo riguarda la percezione che abbiamo noi che...
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LA SIMPATIA DEI CONTADINI C’è grande attesa per l’arrivo di agricoltori, contadini e simili a Roma. Non si sa bene se invaderanno con i loro trattori le vie centrali dell’urbe immortale arrivando sotto i palazzi del potere, oppure, se si fermeranno prima magari in prossimità di qualche consolare che, tanto, tutte le strade portano a Roma. E, poi, sempre agricoltori, contadini e simili potrebbero trovare ulteriore visibilità dal palco del Festival di Sanremo e il gran cerimoniere Amadeus si è detto già pronto ad accoglierli insieme alle loro sacrosante ragioni. Ora, personalmente e con grande umiltà, leggendo qualcosa ho cercato di capire di più in merito alle proteste di questi agricoltori. Proteste che si manifestano in tutta Europa. E ho letto di feroci contestazioni alle politiche dell’Unione Europea che favorirebbero le grandi multinazionali a discapito dei piccoli produttori, dei costi insostenibili (sempre per i piccoli) relativi alla cosiddetta transizione ecologica, delle i...
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LA VITA E' BREVE ECCETERA ECCETERA di Veronica Raimo Di Veronica Raimo avevo letto soltanto poco tempo fa, Niente di vero, premiato, peraltro con lo Strega giovani 2022. Questo nuovo libro, La vita è breve eccetera eccetera, è scritto dalla stessa autrice a distanza temporale assai ravvicinata. M’incuriosiva, visto il precedente che avevo particolarmente apprezzato e anche per il titolo che fa presagire una buona dose di disincanto che, dalle mie parti, non guasta mai.  Anche in questo caso Veronica Raimo non scrive un romanzo con una trama asciutta e tradizionale. Si tratta, invece, di una raccolta di undici racconti brevi che vedono come protagoniste, sempre e comunque, figure femminili.  Alcuni racconti sono assolutamente biografici in continuità con il precedente e già citato Niente di vero. Racconti che, evidentemente, riguardano alcuni e interessanti rapporti familiari della stessa autrice e che ne hanno segnato percorsi e personalità. Altri racconti, invece, sono più ro...
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 FAVOLE A memoria non ricordo qualcuno che mi abbia mai raccontato favole prima che cadessi tra le braccia di Morfeo. Quelle dolci scene di bambini che si addormentano soavemente mentre un genitore o una nonna è nell’atto di concludere la magica narrazione, non appartengono alla mia infanzia. Mio padre non avrebbe mai avuto le forze per una cosa del genere, mia madre e mia nonna erano donne troppo concrete e pragmatiche per abbandonarsi a simili smancerie. Però, qualche favola la conoscevo anch’io. Cenerentola che perdeva la scarpa e Biancaneve che girava sempre con i sette nani erano una roba da deboli femminucce. Per noi maschietti ci voleva qualcosa di più forte, adatto alla nostra virile crescita. Cappuccetto Rosso era una favola buona per tutti i generi e tutte le stagioni. La storia di una bambina che viveva in un bosco e doveva stare ben attenta a tutti i possibili pericoli che poteva incontrare lungo il suo tragitto. Compreso quello di un lupo che finisce per divorare p...