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Visualizzazione dei post da maggio, 2024
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 EMPOLI Arriviamo, così e finalmente, all’ultimo atto di questa tribolata stagione. Siamo, appunto, all’ultima domenica di maggio con un bel sole che inviterebbe a recarsi su qualche spiaggia e a Roma passa pure il giro d’Italia. Per quest’ultima di campionato la Roma è nelle condizioni della squadra che non ha più niente da chiedere al campionato. Vittoria, pareggio o sconfitta sempre sesti siamo e davanti alla Lazio, magari per la classifica avulsa e per quel gol di Mancini nel derby di ritorno, una delle poche gioie di quest’annata complessivamente amara. I nostri avversari, invece, si giocano la vita calcistica, ovvero e tradotta in termini più chiari, la permanenza in serie A. La Roma, quindi, sarebbe chiamata a giocare una partita ‘seria’, una cosa che farà, a mio modesto parere, soltanto per una settantina di minuti. Sugli ultimi venti meglio stendere un pietoso velo, ripensando a quell’assurdo gol subito nel primo minuto di recupero che salva la squadra toscana e condan...
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REDDITOMETRO   Il redditometro spiegato semplice semplice , senza la pretesa di padroneggiare competenze da commercialisti, tributaristi e neanche ragionieri. Se dichiaro fiscalmente di essere nullatenente e, perché no, anche nullafacente, oppure, affermo di aver guadagnato nel corso dell’anno quanto un metalmeccanico o, peggio ancora, un cameriere precario, eppure eppure vivo in un appartamento di duecento metri quadrati o giro con la Mercedes, allora lo Stato si domanda ma questi soldi da dove escono fuori? E dispone un bell’accertamento. Spiegata così questa roba del redditometro dovrebbe assicurare un consenso quasi unanime. Dovremmo dire, ammazza che figata e che bravi i ministri e i sottosegretari di questo governo a fare una cosa del genere! E, invece, è successo il contrario. Un sottosegretario all’economia, tal Maurizio Leo, ha proposto, appunto, questo redditometro e si è beccato gli strali e gli improperi di tutti i suoi compari di governo. Degli altri partiti ma, anc...
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 LA STRAGE DI BOLOGNA di Paolo Morando Libro uscito nello scorso gennaio si direbbe, quindi, quasi fresco di stampa, un ennesimo e interessante contributo storico alla conoscenza di uno dei fatti più tragici di quel lungo periodo che inizia dal secondo dopoguerra. Anzi, e per meglio dire, tra le (purtroppo) numerose stragi compiute in Italia, quella di Bologna del 2 agosto 1980 è la più sanguinosa in termini di morti e feriti. Lo storico Paolo Morando divide questo suo libro in due parti. Nella prima c’è una ricostruzione dei diversi passaggi giudiziari e dei vari processi che, al momento, hanno portato alla condanna di quattro soggetti come esecutori materiali dell’efferato delitto. A Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini si è aggiunto, recentemente con sentenza tuttavia non ancora passata in giudicato, Paolo Bellini già esponente di Avanguardia Nazionale e legato alla Ndrangheta calabrese nonché alla loggia massonica P2 e ai servizi segreti. Ecco, da qu...
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 ANVEDI COME STAI! Ohibò, siamo quasi alla fine di maggio e aspettiamo l’arrivo dell’estate. L’estate è detta la bella stagione, perché, poi, una stagione che costringe a vivere con il perenne appiccicume del sudore addosso sia considerata ‘bella’, senza sé e senza ma, è tutto da chiarire. E, ancora, perché le altre tre povere stagioni dovrebbero essere considerate meno belle? L’autunno ha il fascino di un nuovo inizio con tanti buoni propositi, l’inverno fa pensare al romanticismo di serate in casa a guardare un buon film e alla primavera  ma che je voi di?     Insomma, basta pure con questa storia dell’estate che con i cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature diventa sempre meno sopportabile. Anche se, in realtà, in questi giorni si sta ancora bene, insomma il clima è gradevole e, di mattina e di sera, fa anche un po’ freschetto.   A maggio, solitamente, inizio ad andare al mare. Al mare ci vado solo quando siamo almeno sopra i venti gradi,...
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 IL MONDO DI SOFIA di Jostein Gaarder Libro pubblicato in Norvegia nel 1991 e, in Italia, nel 1994. Vincitore del premio Bancarella 1995. Premessa necessaria per affermare che, alla lettura di questo romanzo, sono arrivato con un po’ di ritardo. Scoprendo questo libro, come spesso mi accade, scuriosando tra scaffali e ripiani di una libreria e incuriosito, soprattutto, dall’argomento forte dello stesso romanzo, più di trecento pagine, ovvero la storia della filosofia.   Dentro la storia fiabesca che vede come protagonista una ragazzina di quindici anni, Sofia Amudsen, viene raccontata, evidentemente in modo schematico, si direbbe per sommi capi, la storia della filosofia, quindi, l’evoluzione del pensiero umano. Dai presocratici e fino ai contemporanei, sottolineando, soprattutto, il contrasto tra idealismo ed empirismo, tra sensi e ragione.   Si scriveva che, dentro questa ricostruzione storico filosofica, c’è una storia a tratti anche coinvolgente. La ragazzina prim...
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 DIARIO DEL GIORNO Mi sono immerso nella quotidianità, scandita da attività che sembrano ripetersi sempre uguali. Stanotte c’era vento o, forse, arrivava l’eco sfumata di qualche scossa di terremoto.   Questa mattina, invece, un enorme camion che conteneva una gru che doveva servire per tagliare qualche ramo da un albero pericolante, mi ha costretto a cambiare strada per raggiungere la stazione del treno. Col timore di perdere la corsa delle 7,38 che, poi, bisogna aspettare altri venti minuti prima che ce ne sia un’altra. Ciò accade nel paese delle opere inutili e dannose, ecco.   Sul treno notavo che c’erano le facce di sempre. In particolare un signore assai sgraziato, con i suoi abiti da cantiere, il vocione e l’immancabile smartphone tra le mani. Parla sempre di lavoro con i suoi colleghi, e me lo ritrovo sempre lì, al penultimo vagone in un’ora assai mattutina.   Qualcuno indossa ancora mascherine di protezione, anch’io ne faccio uso più che altro per evit...
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BASTA LA SALUTE... Nel tempo della comunicazione continua e in tempo reale, con mezzi tecnologici che ci consentono di contattare chiunque e in qualsiasi momento ci sono, invece, quei silenzi ai quali non facciamo caso. Capita, ad esempio, in alcune chat di celebri programmi di messaggeria, quando qualcuno dei partecipanti non scrive per un po’ di tempo. Giorni o addirittura settimane. Oppure, invia messaggi sempre più rari e telegrafici. E’ capitato anche a me nelle scorse settimane ed è stato come mettere alla prova i miei compagni di ventura, meglio i compagni di chat. Non sono un chatterino compulsivo e, probabilmente, certi miei silenzi non hanno fatto troppo scalpore anche per questo. Però, lo confesso, mi aspettavo un qualche ‘come stai’, magari più sentito di quello dell’amico fragile di una stupenda canzone di Fabrizio De Andrè. E, invece, poca roba e ai miei silenzi (un po’ studiati), si sono contrapposti i silenzi degli altri. Che hanno continuato a parlare, dibattere,...
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 L'ODIO di Mahieu Kassowitz (1995) Ho visto in un noto e vecchio cinema romano la versione restaurata in 4K del ‘L’odio’   ‘La haine ’, film considerato un autentico capolavoro del regista francese Mathieu Kassowitz. Che, nell’anno dell’uscita della pellicola, 1995, aveva   ventinove anni. Quindi un vero e proprio emergente nel vasto e variopinto panorama del cinema mondiale giunto, soltanto, alla sua seconda opera. Il film racconta la giornata di tre ragazzi di una banlieue parigina all’indomani di una notte di aspri scontri con la polizia che ha usato le maniere forti riducendo un giovane in fin di vita. I nostri tre ragazzi sono anche diversi tra loro, almeno per quanto riguarda la propria provenienza. Un ebreo, un arabo e un africano, quasi a delineare quell’autentico melting pot presente, per l’appunto, nelle periferie parigine. Tre giovani   che vivono in   maniera anche diversa la loro esistenza, cercando alternative svolte e soluzioni per uscire, i...
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 A VOLTE RITORNA A volte ritorna. Come un sottile dispiacere per citare un verso di una celebre canzone, come un tarlo roditore, come uno di quegli insetti che si nascondono da qualche parte e, ogni tanto, escono fuori costringendoti a prendere qualche scopa per allontanarli. Non conosco il termine di questo stato d’animo. Depressione, semplice e passeggera inquietudine, sbalzi dell’umore frequenti quasi a definire una patologia? Non saprei. E’ successo in questi giorni, improvvisamente, e senza una ragione chiara e trasparente. Certo, le preoccupazioni e le notizie poco liete non mancano mai. Così come il disagio di vivere in una città ‘faticosa’, il primo e già insopportabile caldo, gli acciacchi dell’età non più fiorente. Soffro di una forma di lombalgia che m’impedisce di correre come vorrei e mi fa perdere qualche set. Poco male, fossero questi i problemi. Ho due libri che non riesco a finire ma, coraggio, manca poco e, quindi, passerò, ad altro e mi hanno detto che non ...
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VENERDI' 17   Oggi è venerdì diciassette un giorno che, come da inveterato luogo comune, dovrebbe portare male. Che, poi, per la stragrande maggioranza degli esseri viventi su questo pianeta e su quel pezzo di terra che crede ancora in certe superstizioni, probabilmente, non accadranno cose particolari. Ci sarà il traffico di tutti i giorni, le corse delle metropolitane sempre più ridotte ma di questo ed altro mica si può dar la colpa al povero venerdì diciassette? Sulle ragioni storiche per le quali questo giorno dovrebbe portar male ci sono diverse ipotesi. Quella che mi convince di più, e anche la prima che ho letto e la più semplice e immediata, attribuirebbe radici cattoliche a questa singolare cosa. Di venerdì fu crocefisso il povero Cristo e di diciassette il vecchio Noè dovette rimediare un’arca per salvare chi poteva dal diluvio universale. Meglio di questo? No. Sta di fatto che il venerdì diciassette mi fa pensare alla storia delle superstizioni. Sono superstizioso? I...
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NESSUN RIMPIANTO Succede, talvolta, nella vita di dover scegliere. Di decidere. E non sto parlando di questioni che possono indirizzare la propria esistenza in un senso o in un altro. Che ne so, se andare a vivere con qualcuno o restare soli, oppure, se accettare un’offerta di lavoro a centinaia e centinaia di chilometri da casa o, addirittura, all’estero. O altro ancora.   Il tema sul quale riflettevo in questa mattinata quasi estiva riguarda, invece, situazioni più comuni e meno impegnative.   Ad esempio, quando capita di dover decidere tra diversi inviti ricevuti per la medesima giornata e alla stessa ora. Alla fine si sceglie di fare una roba piuttosto che un’altra consapevoli della possibilità di prendere la strada sbagliata, cosa che alimenterebbe rimpianti.   In questo ambito, tuttavia, la situazione che più frequentemente mi capita è quella di ricevere qualche invito quando, semplicemente, c’è una partita della mia squadra del cuore.   Mi capitò diver...
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 IL GIOVANE BERLUSCONI di Simone Manetti In una serata di primavera già piuttosto calda, ho finito di guardare la docuserie trasmessa su Netflix e intitolata ‘Il giovane Berlusconi’.   Oddio, a ben pensarci, il titolo appare un po’ forzato. Si parte, infatti, dagli anni settanta quando il povero Silvione stava intorno ai quarant’anni, i famosi anta dai quali si esce solo o centenari o dentro una bara, e si arriva, in conclusione, al fatidico 1994. Quando Silvio Berlusconi diventa per la prima volta presidente del consiglio ha già cinquantotto anni, quindi, non proprio giovanissimo.   Ma oltre queste disquisizioni provocatorie e, probabilmente, oziose, cosa dire di questo prodotto televisivo finito di girare prima della scomparsa di Silvione e messo in onda a quasi un anno di distanza, appunto, dalla sua morte?   Viene raccontata, soprattutto attraverso filmati, alcuni inediti, e brevi interviste a diversi personaggi, l’epopea di Berlusconi, i suoi successi impr...
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 BERGAMO Considerazioni sparse, varie ed eventuali si scriverebbe nella convocazione di un’assemblea di condominio sulla trasferta di Bergamo, la penultima di una stagione che volge, ormai, al termine;   -          Bergamo è una delle trasferte più ostiche e insidiose dell’intera annata calcistica. Un tempo lo era, soprattutto, per l’acerrima rivalità con i tifosi locali, recentemente anche per il valore della loro squadra cresciuto a dismisura negli anni; -           Ci andiamo a tre giorni di distanza dalla trasferta teutonica di Leverkusen. Insomma,   e per farla breve, ritorno dalla Germania di venerdì pomeriggio e nemmeno il tempo per rifiatare perché di domenica mattina si riparte per la terra lombarda. Una bella ammazzata, insomma, utilizzando un gergo ciclistico visto che siamo in tempo di Giro d’Italia, il classico tappone di montagna che, per non farci mancare niente, viene alla fine di un...
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 NOTIZIE DALL'ITALIA Notizie dall’Italia. Se so’ bevuti Giovanni Toti, presidente (non governatore) della regione Liguria insieme ai suoi compari d’affari politici e finanziari. Oltre le considerazioni strettamente giudiziarie, ovvero sono colpevoli o no, emerge un quadro affaristico abbastanza consolidato. Imprenditori che oliano il sistema pagando mazzette a politici che, in questo modo, rafforzano potere e poltrone. Non bisogna disturbare chi produce, ecco, non bisogna disturbare chi fa impresa e questo vale anche con la pratica delle mazzette vecchia come il cucù.     Giustizialisti, forcaioli o garantisti. Meglio non chiedere, in questo caso, l’iscrizione a una di queste categorie e cercare, invece, di analizzare la questione in termini più analitici. Come una vicenda di sistema ben oltre le conseguenze per gli interessati da codice penale. Intanto, leggevo interessanti articoli che disquisivano sulle riforme istituzionali messe in cantiere e già ben avviate dai qu...
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 FUTURO Mi capita spesso di rimestare su vicende passate e ormai superate. Più o meno rilevanti e riguardanti la mia sfera provata, oppure, un ambito più generale.   Più raramente, invece, succede che pensi al futuro. Il pensiero del domani del quale e citando il vecchio Lorenzo De Medici non v’è certezza, quasi mi spaventa. Mi fa pensare, intanto, che un in un qualsiasi domani sarò ancor più vecchio di adesso. E non va bene, insomma, non è una cosa che mi piaccia particolarmente tenuto conto che tra i giorni peggiori dell’anno annovero quello del mio compleanno nonché l’ultimo dell’anno, il 31 dicembre, onomastico di quelli che si chiamano Silvestro compreso pure il famoso felino. Giorni che m’’inquietano perché ricordano che sono un anno più vecchio e come diceva il mitico (si fa per dire) Richard Benson che ti festeggi?     E, poi, buttandola in filosofia viviamo, ormai, in un eterno presente. Ci fa pure comodo perché ci solleva dai rimorsi del passato e ...
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 LEVERKUSEN Il risultato della partita d’andata, due a zero a favore di una squadra che non perde da una vita calcistica e che ha appena vinto il campionato tedesco, sembra escludere qualsiasi ipotesi di qualificazione per la finale da disputarsi a Dublino. Se non che il tifoso romanista si sa com’è, ingoia l’’amarezza della sconfitta cercando di metabolizzarla in tempi rapidi soprattutto quando la matematica, almeno quella, non impedisce di sognare ancora. E, allora, già dal giorno successivo alla sfortunata gara d’andata si susseguono le battute del tipo ma, in fondo, si può ancora fare (se po’ fa), magari facciamo un gol nei primi minuti e si riapre tutto che, poi, basta farne uno intono, che ne so, al sessantesimo e, quindi, questi si cacheranno sotto e sarà una passeggiata di salute. Oppure, arriviamo ai rigori e facciamo come con il Feyenord perché il portiere che ipnotizza gli avversari quando si presentano dal dischetto degli undici metri ora ce l’abbiamo. Tutto sommato...