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Visualizzazione dei post da febbraio, 2025
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CONFESSIONE DI UNA PIPPA... Con lo sport ho un rapporto particolare. Mi piace guardarlo dal vivo o in TV. Sono appassionato anche di giochi olimpici e, ogni quattro anni, cerco di comprendere regole e tattiche di sport che raramente vengono trasmessi in TV. .  Anche se, in tali occasioni, non sopporto certa retorica nazionalistica. Ma questa è un’altra storia.   Aggiungo che mi piace praticare lo sport. Ora, soprattutto gli uomini si vantano spesso delle loro capacità nello sport; in particolare nel calcio.   E sfido chiunque a dichiarare di non aver mai incontrato qualcuno che gli raccontasse quanto era bravo e promettente da giovane col pallone tra i piedi o la racchetta in mano prima che la sfortuna si accanisse su di lui sotto forma, generalmente, di un infortunio al ginocchio.   Ripensavo a questa storia qualche giorno fa mentre guardavo un film; in una scena dello stesso film un uomo, appunto, raccontava solennemente alla sua interlocutrice dei suoi trasc...
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 FOLLEMENTE di Paolo Genovese Un film che rimanda ad altre opere cinematografiche. Ai due film d’animazione della Disney, Inside Out – uno e due – con una ragazzina di undici anni alle prese con cinque differenti emozioni che la aiutano o la inguaiano a seconda delle evenienze; e, soprattutto ‘Perfetti sconosciuti’ diretto dallo stesso regista di questo ‘Follemente’ – Paolo Genovese. Film, entrambi, completamente ambientati all’interno di un appartamento e riguardanti la complicata materia delle relazioni umane, più in particolare quelle sentimentali e familiari. Piero e Lara decidono d’incontrarsi per la prima volta nella casa di lei. E’ un sabato sera e c’è anche il derby in programma, particolare non trascurabile per Piero, buon tifoso della Roma. Piero è separato e con una figlia da gestire, Lara, molto più giovane di lui, è single con una serie di relazioni alle spalle evidentemente finite maluccio. Il primo appuntamento, ecco, la necessità di fare una buona impressione, r...
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 QUASI PRIMAVERA Oggi c’è un bel sole che pare primavera. E stanotte ho sognato anche il mare. Non che il mare mi piaccia sempre. Devono sussistere, in effetti, una serie di condizioni che rendano piacevole, appunto, una giornata al mare. Una temperatura non troppo elevata, diciamo e preferibilmente sotto i trenta gradi, un discreto ma non invadente venticello e, in ultimo, poca gente sulla spiaggia. Insomma, gradirei non avere quell’insopportabile brusio di gente intorno che impedisce di concentrarmi sulla lettura o, semplicemente, sulla contemplazione del paesaggio circostante. Troppa roba? Forse. Comunque oggi è una bella domenica di sole e, sicuramente, in tanti ne approfitteranno per andare sulla spiaggia. Per guardare il mare o per farsi una passeggiata. In queste situazioni pare che tutti abbiano la stessa idea e facciano le medesimo cose. E sta roba , lo confesso, mi disturba un po’. Incomprensibili irritazioni sprovviste di qualsiasi forma di razionalità. In questa d...
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SALUTI Il saluto romano, fascista, nazista o, che dir si voglia, ostentato da Steve Bannon al congresso dei sedicenti attivisti conservatori (CPAC), ha provocato l’indignazione e la successiva e conseguente presa di distanza, addirittura, del segretario del Rassemblement National – Jordan Bardella. Non quella, almeno così pare, della premier italiana Giorgia Meloni che parlerà in video conferenza. Ora, oltre le interpretazioni e i significati di gesti che non sono soltanto folcloristici o simbolici, insomma non forma ma sostanza, il punto, a mio modesto parere, è sempre quello. La destra destra , ormai collegata globalmente, ha una sua precisa visione del mondo e ha individuato ben bene i propri nemici. Semplificando, si può affermare che Trump,. Bannon. Musk e tutti i loro alleati e adepti sparsi per il mondo e per la vecchia Europa, propongono un modello sociale che amplifica, ulteriormente, le diseguaglianze sociali già esistenti. Con i poveri considerati colpevoli della loro co...
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 A ROMA NON CI SONO LE MONTAGNE di Ritanna Armenni Probabilmente tra i fatti accaduti durante la resistenza e nel corso della seconda guerra mondiale, non c’è episodio più divisivo e dal quale sono scaturite feroci polemiche come quello occorso in via Rasella a Roma il 23 marzo del 1944.   Per quel giorno i GAP romani avevano deciso di fare un’azione che colpisse l’occupante nazista; il giorno non era stato scelto per caso, si trattava del venticinquesimo anniversario della costituzione dei Fasci di combattimento.   Sull’attentato di via Rasella e, conseguentemente, sull’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, sono stati scritti diversi e interessanti saggi storici; in particolare, quello di Alessandro Portelli – ‘L’ordine è già stato eseguito’, un libro fondamentale e che libera il campo da tante menzogne dette nei decenni in merito al fatto in questione.   Ritanna Armenni, invece, racconta questa storia comunque drammatica con una prosa non da saggio storico m...
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 NON ESISTE... Diceva Margareth Thatcher che non esiste la società ma solo gli individui. Ripensavo a questa pessima citazione questa mattina mentre partecipavo a un seminario sulla sicurezza sul lavoro. Due tizi spiegavano, senza convincermi troppo, le magnifiche e progressive sorti della legislazione italiana in materia con particolare riferimento all’ultimo dispositivo normativo di riferimento risalente, addirittura, al 2008. In particolare, e la cosa mi colpiva assai, i due citati personaggi rimandavano tutto ai comportamenti individuali, trascurando il contesto nel quale si svolgono. Ad ascoltarli sembrava, quasi, che tutti quegli incidenti sul lavoro dei quali abbiamo quotidianamente notizia, dipendessero dall’imperizia e dalla negligenza di chi non ha altra proprietà che le proprie braccia e il proprio cervello. A sentire simili sproloqui mi sono cascate un po’ le braccia; tuttavia ho ricevuto ancora più consapevolezza di quel senso comune ormai ampiamente diffuso che ...
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PARMA Archiviata la trasferta europea in Portogallo, il sabato concede una pausa assai breve. Già domenica la Roma è impegnata in un’altra e consecutiva partita fuori casa, la quarta in dieci giorni e non fosse stato per le cervellotiche decisioni di soggetti preposti alla gestione dell’ordine pubblico mi sarei candidato per un clamoroso en plein. Non so se queste possano essere considerate ‘soddisfazioni’, tornerei, invece, alla battuta tra il filosofico, l’esistenzialista e lo sconsolato di un mio correligionario nel corso di una colazione consumata proprio a Porto che ha affermato, papale papale, la Roma è un bel vizio! Comunque si gioca in campionato anche se l’interesse generale pare, ormai, proiettato verso il ritorno di coppa programmato all’Olimpico il prossimo giovedì e sulla sorte che il destino potrà riservarci in caso di esito positivo. Agli ottavi di finale, infatti, potrebbero toccarci i baschi dell’Atletico Bilbao o gli innominabili e sempre indesiderati della Lazio. E, ...
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PORTO Il formato dell’Europa League quest’anno risulta particolarmente bizzarro. Non più gironi all’italiana con passaggio al turno successivo, con diverse modalità, delle prime due classificate, ma un’ammucchiata di ben trentasei squadre che disputano ciascuna otto partite e sommano i loro punti prendendo posto in una lunga classifica. La Roma, vincendo l’ultima gara di questa prima e complicata fase, si colloca al dodicesimo posto, insufficiente per entrare tra le prime otto che ‘scavallano’ già agli ottavi di finale ma bastevole per accedere al famigerato ‘play off’. Il sorteggio del venerdì all’una ci può riservare i più comodi avversari ungheresi del Ferencvaros o i rognosi lusitani del Porto. Chiaramente, becchiamo i secondi con annesse imprecazioni a tante divinità dell’Olimpo perché, evidentemente e oltre qualsiasi valutazione sullo spessore tecnico dell’avversario, Budapest costava decisamente meno di Porto o Oporto che dir si voglia. SI propone, quindi, l’annoso dilemma del...
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 LA PROF E LE FOIBE Mentre attendevo, sulla banchina della stazione di Piramide il trenino delle ore 14,05, ne passa uno ogni venti minuti e così va il mondo, osservavo con discreta curiosità un singolare capannello. Si trattava di un gruppo di studenti, probabilmente di uno dei primi anni di liceo o delle superiori che dir si voglia, disposti a cerchio intorno a una loro insegnante che parlava  fitto fitto  come se stesse facendo una lezione.   Quindi, mi sono avvicinato per capire, almeno, di cosa di trattava. Ecco, la nostra professoressa, si direbbe, a giudicare dall’aspetto fisico, una matura professoressa con qualche anno di carriera sulle spalle, illustrava ai suoi alunni la vicenda storica delle ‘foibe’.   Mi è bastato poco per capire il tono del discorso; la brava insegnante, infatti, spiegava ai suoi ‘discepoli’ che tante persone che cercavano di tornare in Italia, brave persone e non banditi aggiungeva la nostra storica in pillole, venivano fermat...
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 CANTARE Non canto e non ballo. E neanche suono. Lo affermo all’inizio di questa settimana che nel nostro bel paese, un tempo terra di poeti, santi e navigatori, è dedicato alla maggiore kermesse musicale dell’anno. Che io, tuttavia, non guarderò e, non tanto per fedeltà a un’abitudine ormai consolidata, ma, anche, perché ho di meglio da fare. Almeno spero.   Però, tornando all’inizio, ecco; riconosco una certa invidia nei confronti di coloro che, almeno di tanto in tanto, iniziano a canticchiare senza alcun imbarazzo. E, probabilmente, senza alcuna ansia da prestazione. Cantare fa bene anche se si è stonati, ecco.   Io, al massimo, posso abbozzare qualche strofa di canzonette più o meno celebri mentre faccio la barba.  O, comunque, in situazioni dove nessuno, ma proprio nessuno, possa scoprirmi e, perché no, prendermi in giro. Ma con quella voce rauca e stonata ma cosa ti canti?   Ballare, poi! Sarò andato in discoteca o, comunque, in uno di quei locali d...
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FESTIVAL Domani sera comincerà il Festival della musica italiana svolto, come da tradizione, a Sanremo, provincia di Imperia in Liguria.. Piccola cittadina che, non fosse per questa kermesse canora e per i fiori non godrebbe dalla fama che la circonda. Ora, domando e   dico, ma perché mi sono ridotto a scrivere in questo lunedì di febbraio come tanti altri del Festival di Sanremo? Probabilmente, perché non ho trovato argomenti migliori, oppure, per una sorta di rimbalzo di notizie, voci e parole che arriva alla testa. Siamo quotidianamente sommersi da un flusso continuo d’informazioni adeguatamente filtrate da chi governa la stessa marea. Da chi decide se una determinata notizia sia più importante di un’altra. Ed ecco, quindi, che, oggi dieci febbraio dell’anno duemila venticinque, le notizie più battute in Italia riguardano proprio il festival canoro oltre che, il cosiddetto e famigerato giorno del ricordo dedicato alle altrettanto,   cosiddette vittime delle foibe. Su qu...
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 IL TERZINO E IL DUCE di Alessandro Fulloni   Eraldo Monzeglio nato a Vignale Monferrato nell’anno 1906, calciatore due volte campione del mondo – dal 1934 al 1938, disputò ben cinque stagioni con la maglia della Roma. I tabellini indicano ben centootto partite e nessun gol; appesi gli scarpini al classico chiodo, il prode Eraldo assunse anche la carica di direttore tecnico della Roma proprio nell’anno che portò la nostra magica alla conquista del suo primo scudetto, stagione 1941 – 1942. Insieme all’allora presidente Edgardo Bazzini a all’allenatore Alfred Schaffer allestì quell’irresistibile formazione che consentì, appunto, alla Roma di compiere l’impresa di essere la prima squadra del centro sud a vincere uno scudetto. Peraltro, Monzeglio non partecipò alla fase finale di quell’indimenticabile stagione in quanto scelse di partire per la Russia per una campagna di guerra che, poi e come ben noto, si rivelerà sciagurata. Lunga premessa per indicare la ragione che mi ha por...
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UNA GIORNATA UGGIOSA In un sabato dal cielo scuro, una giornata uggiosa si direbbe parafrasando le note di una celebre canzone di qualche tempo fa, potrei dedicarmi ad analisi politiche e sociali più o meno raffinate. I tempi in cui viviamo sono quel che sono e il presidente del paese considerato, forse a ragione, come il più potente del mondo ne spara, ne dice e ne fa una al giorno. Tutto ciò, mi pare, con una sola direzione di marcia; quella di garantire gli interessi di chi, in un contesto che produce sempre più diseguaglianze sociali, è giorno dopo giorno più ricco o benestante a scapito dei poveracci, non solo quelli rigorosamente statunitensi, relegati ai margini della società e privati di qualsiasi assistenza sociale. Un modello, peraltro, che trova sempre più adesione in alcuni paesi occidentali governati da forze politiche di destra, sovraniste o che dir si voglia. Dall’Argentina di Milei all’Italia, ahinoi di Giorgia Meloni. Poi, quel che ha proposto Donald Trump (tocca...
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 DECISIONISMO Vado in crisi ogni qual volta debbo prendere una decisione. E non si tratta, sia ben inteso, di scegliere tra differenti soluzioni che possano risolvere o meno chissà quale questione. Generalmente si tratta di decidere se rispondere positivamente o meno a un determinato e ricevuto invito, oppure, con quale mezzo effettuare un certo viaggio. Con tutte le implicazioni, comprese quelle dei costi ed è evidente che se uno fosse ricco tanti problemi sparirebbero velocemente. E anche le decisioni sarebbero più rapide. Decidere, ecco. Viviamo in una società, in un contesto dove viene esaltata, appunto, la capacità decisionale, l’abilità nel fare scelte rapide ed efficaci. Anche le architetture istituzionali degli Stati sono state trasformate e modellate nel tempo per rispondere a questa necessità. Così i Parlamenti, luoghi nei quali, quasi per definizione, si ragiona e si discute, quindi, si perde tempo, sono stati svuotati di poteri e competenze destinati sempre più agli...
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 PERSONE SCOMPARSE Capita nella vita di smarrire persone con le quali, tuttavia, si è fatto qualche pezzo di strada insieme. Per incomprensioni, oppure, si direbbe utilizzando una prosa più adatta a verbali giudiziari o polizieschi, per futili motivi.   E si sceglie il distacco, un silenzio che puzza d’irritazione. Non chiamo più quella determinata persona e se vuole chiamasse lei! Con la convinzione, evidentemente, di aver ragioni da vendere, insomma e sempre tornando a prose da tribunali, pensando di essere la parte lesa.   Poi, può succedere che questo silenzio si protragga per giorni e, quindi, per settimane o mesi. E ci si abitua e quel distacco che sembrava soltanto un transitorio capriccio, una momentanea interruzione di un rapporto destinato comunque a ricucirsi, diventa abitudine. Ci si abitua, ecco, anche alla perdita di persone con le quali, ribadisco, si è fatto un pezzo di strada insieme. O con le quali, quantomeno, si sono vissuti momenti emozionanti e s...
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MILANO   Stavolta, a commento di quest’ennesima trasferta stagionale, voglio partire dalla fine. O quasi.   Al momento del ritorno verso casa, insomma; sveglia alle cinque del mattino dopo aver consumato qualche piacevole ora di sonno in una stanza di un albergo sorprendentemente dignitoso pur figurando come un modesto due stelle.   Il treno del vecchio Italo che ci aspetta sul binario, è diretto a Napoli Centrale ma noi, chiaramente, scenderemo prima e sono accompagnato da pensieri che risalgono su come i peperoni mangiati a cena; dopo un’altra sconfitta di questa stagione avara di soddisfazioni, maturata, peraltro, in una gara secca di Coppa Italia.  A San Siro contro il Milan, netta sconfitta, appunto, e possiamo fare la spunta eliminando la prima competizione dell’anno calcistico; la mitica coppa Italia che non vinciamo, ormai, dall’anno 2008. Sono passati diciassette anni e come vola il tempo signora mia!   Dicevo quei pensieri che somigliano ai peper...
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SCALA MOBILE Alla scala mobile associo, generalmente, una definizione di carattere economico. In un tempo ormai superato, la scala mobile indicava quei punti che venivano riconosciuti sulla busta paga dei lavoratori per recuperare l’aumento del costo di beni e servizi determinato dall’inflazione.   La scala mobile fu abolita per decreto da un governo presieduto da Bettino Craxi che viene troppo spesso ricordato esclusivamente per le (presunte) malefatte di tangentopoli e non per aver iniziato l’epoca delle politiche liberiste anche in Italia. Insomma, e per conto mio, se anche il povero Bettino avesse rubato qualcosa, pensate, ha fatto anche di peggio. E questo bisognerebbe riconoscerglielo.   Ora il decreto di abolizione della scala mobile fu emanato nel giorno di San Valentino, quello degli innamorati, nell’anno 1984, quello della maledetta finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. E, se penso al 1984, mi viene in mente più questa roba qui, quei rigori maledetti ...