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Visualizzazione dei post da giugno, 2024
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PERFETTI E IMPERFETTI Vedo in giro tanta gente ‘perfetta’ o ch e, almeno, aspira alla perfezione, Concetto da intendersi non certamente in termini generali e assoluti che, già da quando eravamo bambini, qualcuno ci diceva con piglio severo che la perfezione, appunto, non è di questo mondo. Intendo, invece, la presunta perfezione fisica, la perfezione di chi si veste sempre ‘trendy’, ha una cura maniacale di sé stesso e, magari, anche i muscoli scolpiti in palestra. Ci riflettevo ieri mentre facevo visita a una persona gravemente malata che, certamente, non può pensare né permettersi dietologi o personal trainers. Con la pancia, il volto scavato e con qualche dente mancante. Mi chiedevo, egoisticamente, e se io fossi come lui? Come mi guarderei allo specchio? Insomma, un esercizio di autocoscienza particolarmente tosto. Ed ecco, quindi, che ho ripensato, invece, al mondo dei perfetti, quello che si osserva, ad esempio, in qualche stabilimento balneare, Le barbe curate che vanno mo...
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 CLASSIFICHE Resto sul privato, sul personale che, poi e come si diceva un tempo, il personale è politico. Si dice ancora? Chissà.   Ecco, qualche giorno fa, forse di domenica o di lunedì, scambiavo messaggi con un amico (o buon conoscente?) che non sentivo da tempo. Sapevo di qualche sua recente disavventura e volevo quasi sincerarmene direttamente. Mi ha scritto di qualche problema legato alla casa e al lavoro ma, soprattutto, della conclusione della sua relazione sentimentale. Un dolore indicibile, si direbbe, tanto che mi ha confessato di ricorrere al buon whisky irlandese per lenire le sofferenze del cuore.   Io leggevo i suoi messaggi e debbo dire che, in tutta sincerità, mi sentivo tra il perplesso e l’irritato.   Soltanto il giorno precedente mi era capitato di far visita a un familiare che fa i conti, da qualche anno, con un male che qualcuno definisce incurabile. Uno di quei ‘malacci’ rispetto ai quali hai come unico e più positivo orizzonte quello ...
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 MALEDETTO TEMPO Capita, talvolta, di tornare con la mente a momenti vissuti in un passato più o meno distante. Può capitare, appunto, di rivivere situazioni particolarmente significative, nel bene o nel male, oppure, e succede anche questo, di andare con la memoria a istanti apparentemente banali. Uguali, identici a tanti altri.   Quel giorno d’estate su una spiaggia del litorale romano durante il quale non è capitato nulla che meriti di essere raccontato; ma, al pensiero di quel giorno sovviene, quasi, una sensazione di estrema serenità, quasi di benessere. Oppure, tornare all’infanzia e all’adolescenza, il ricordo di lunghi pomeriggi d’estate durante i quali non succedeva niente e quasi ci si annoiava. Quelle lunghe estati che pareva non finissero mai senza neanche il conforto di vacanze familiari mentre la città, lentamente ma inesorabilmente, si svuotava.   Provavo in quei frangenti sensazioni frammiste d’irritazione e di malinconia. Ancora, e soprattutto durante...
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 DIECI MINUTI Qualche sera fa guardavo un film, ‘Dieci minuti’ diretto da Maria Sole Tognazzi. Confesso di non aver terminato la visione della sopra menzionata pellicola. L’ho trovata lenta e noiosa e, poi, iniziava una delle partite dei campionati europei di calcio. Quindi, ho messo in pausa il film attivando l’apposita funzione sul canale on demand di un celebre network televisivo, rinviando la visione o quel che resta a tempi futuri e, chissà, anche migliori. Non ho intenzione di commentare un film che neanche ho finito di guardare, m’interessava, tuttavia, nelle mie riflessioni quotidiane un interessante contenuto trattato nella stessa pellicola. In sintesi, una donna in crisi depressiva, esistenziale (boh) a seguito della conclusione di una relazione sentimentale si reca da una psicoterapeuta. Che si mostra tutt’altro che accondiscendente nei confronti dei malumori e delle lamentele della sua nuova paziente e la esorta, invece, a uscire un po’ dalle sue abitudini. Le assegna...
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 SATNAM Durante la mia vita non mi è mai capitato di lavorare in un campo agricolo. Sotto il sole, d’estate, a raccogliere pomodori, cocomeri o quant’altro. Sono nato e vissuto in quella parte del mondo che potrei definire, senza grande possibilità di smentita, fortunata, privilegiata. Non che in occidente manchino i poveri e le diseguaglianze sociali. E la forbice tra chi ha tutto e chi niente, come evidenziato da qualsiasi studio statistico in materia, cresce sempre di più. Però non stiamo messi come tanti poveri cristi che nascono in angoli di mondo dove l’unica alternativa alla fame è scappare via. Verso quel mondo ricco, opulento, privilegiato. Per godere, magari, di qualche briciola caduta dalle tavole di qualche bravo occidentale dalla pelle possibilmente bianca. Arrivano in occidente tra mille peripezie, costretti a pagare i loro aguzzini, a sfuggire a prigioni e torture, a rischiare di finire annegati in mare. Accolti, si fa per dire, con il broncio, accusati di vole...
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 TE CHE SEI LA MIA ROMA di Umberto Liviadotti Umberto Livadiotti, autore di quest’interessante libro, insegna in una scuola media superiore e, facendo riferimento a qualche elemento biografico, è definibile come uno storico. Soprattutto storia antica e, non a caso e sempre scuriosando tra le sue note biografiche, si scopre che si è laureato a Roma nel 1995 con una tesi, niente di meno, che sul vecchio Giulio Cesare. In questo libro il nostro autore si cimenta in un trattato quasi sociologico sul tifo calcistico e, in particolare, sul tifo per quella particolare, singolare e probabilmente unica (per moltissimi aspetti) squadra che è l’Associazione sportiva Roma. Più comunemente e familiarmente la Roma. E’ vero e lo sottolinea anche Livadiotti che i tifosi di calcio, di qualsiasi squadra, presentano elementi e comportamenti assai comuni. Non c’è dubbio, tuttavia, che ogni tifoseria presenta le proprie specificità derivanti, se non altro, dal vissuto, dalla storia. E la specificit...
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 IFIGENIA IN TAURIDE di Euripide Tragedia di Euripide rappresentata, pare, per la prima volta nel 414 a.C. Ifigenia viene sacrificata dal padre Agamennone per consentire alle navi greche, bloccate da venti sfavorevoli, di attraversare il mare e arrivare a Troia per liberare Elena. Tuttavia, Artemide, divinità femminile della caccia ha pietà per la giovane donna e decide di risparmiarla, sostituendola con un cervo. A Ifigenia, però, viene affidato un compito ingrato, quello di provvedere al sacrificio di tutti gli stranieri giunti in Tauride. Fino al colpo di scena, al colpo di teatro, ecco, quando in Tauride giunge, niente di meno che Oreste, fratello della stessa Ifigenia, accompagnato dall’amico Pilade. Oreste è investito, a sua volta, dal difficile compito di rubare la statua di Artemide e portarla nella sua patria. Quando Ifigenia scopre che quello straniero da sacrificare è proprio il fratello, escogita insieme a lui un diabolico piano per risparmiarne il sacrificio ...
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 AUTONOMIA DEI RICCHI Il treno è partito e non si fermerà, ha sentenziato la ministra delle riforme, tal Elisabetta Casellati (vien dal mar?), a conclusione della seduta parlamentare che ha approvato in prima lettura alla Camera le norme di riforma costituzionale sul premierato. Tutto ciò, mentre l’altra grande riforma, quella sull’autonomia differenziata, è praticamente giunta in prossimità del traguardo. Quindi, questo governo e, a differenza dei precedenti, si appresta a modificare strutturalmente l’architettura istituzionale, referendum permettendo. In fondo, una conclusione quasi inevitabile, conseguenza di un percorso e di un dibattito lunghi qualche decennio. Avevo ancora una vita davanti quando sentivo parlare di necessità di garantire la governabilità e basta con questi esecutivi sempre in balia dei ‘desiderata’ di piccoli partiti e di minuscoli manipoli di parlamentari. Lo Stato come un’azienda e, non a caso, l’Italia ha avuto a che fare per decenni con un imprendit...
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 TRENI Viaggiamo, ormai e abitualmente, su treni veloci. Tre ore per arrivare a Milano, meno di due per Firenze, la culla del Rinascimento. Tempi ottimizzati e ideali per spostamenti, toccata e fuga. Però, i treni di una volta, e lo dico senza indulgere in insopportabili nostalgie, erano un’altra cosa. Davano l’impressione, forse la semplice illusione, del viaggio. Con tanta gente che si sporgeva dai finestrini a salutare parenti e amici che avevano, al meglio, adempiuto all’oneroso ruolo degli accompagnatori. C’erano gli scompartimenti, normalmente sei posti e vetri con tendine logore che si potevano lasciare aperte magari con il passaggio del sole o chiudere per ripararsi, appunto, dalla fastidiosa luce dei raggi, oppure e semplicemente, per frapporre una sorta di cesura con quello che stava la fuori. Campi agricoli ma anche accenni di città grandi e piccole che si attraversavano senza rimpianto. E, in quello scompartimento, si facevano incontri casuali. A me incuriosiva sc...
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 VERSO L'ABISSO FISCHIETTANDO di Marco Presta Per illustrare assai rapidamente questo libro di Marco Presta, conduttore di una trasmissione radiofonica di successo e descritto come fine umorista, utilizzerò qualche riga e alcuni periodi. Enrico è un maestro elementare in pensione (da un po’ di tempo), ha cento trentatré anni portati miracolosamente bene al punto di essere quasi autosufficiente a parte il doveroso aiuto della sua badante Eunice. Enrico è decisamente e a spanne l’uomo più vecchio della terra ma tale e singolare evenienza non desta simpatie e piacevoli curiosità nei suoi confronti. Anzi. Il nostro Enrico si ritrova, quotidianamente, a fare i conti con orde di contestatori che gli ‘accollano’ il fatto di campare così a lungo mentre, in tutto il mondo e per le più differenti ragioni, la gente muore. E se tutti facessero come lui, si domandano questi particolari rivoltosi, che ne sarebbe delle pensioni, del sistema sanitario e, perché no, anche dei principi etici...
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 DAGLI AMICI... Dagli amici mi guardi Iddio. E’ la prima parte di un celebre detto, quasi un monito che conosciamo un po’ tutti compreso il finale che si occupa, invece, dei nemici. L’amicizia è uno di quei concetti assai sfuggenti e di complessa definizione. Soggettiva, direi. C’è chi considera amico qualsiasi persona con la quale vanti una discreta e lunga frequentazione. Ci sono, invece, quelli più esigenti che rimandano, forse, a quella strofa di una canzone di Riccardo Cocciante che diceva, tra le altre cose, che per un amico scendi anche di notte, col pigiama e pure per fare a botte. Una cosa simile. Quand’ero bambino c’erano gli amici del cuore, meglio, l’amico del cuore. Tra i tanti, perché eravamo tanti e in qualsiasi occasione più o meno impegnativa, se ne sceglieva uno. L’amico del cuore e, in effetti, non sempre si era ricambiati con la medesima considerazione. Gelosie e tradimenti, insomma, una cosa patetica e, forse, antica come il mondo. Poi si cresce, si scava...
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 COME STAI? Può capitare soprattutto d’estate, quando le giornate si allungano e sembrano più lente lasciando tempo a riflessioni più o meno profonde, di avvertire un certo senso di solitudine. Accompagnato, talvolta, da un’ingiustificata rabbia nei confronti di qualcuno; quell’amico o conoscente di breve o lunga data che non si fa sentire da un pezzo e non ci chiede mai e nemmeno, come stai? Insomma, possiamo cadere nell’errore di accollare le nostre criticità relazionali agli altri e di dare la colpa, in fondo, a questo mondo ingiusto, infame e pure cinico e baro. Dimenticando che, in questa, come in altre evenienze, siamo noi i principali responsabili dei nostri destini. E, quindi, anche delle nostre reali o presunte solitudini. Se quell’amico o conoscente di breve o lunga date non ci chiede mai, come stai, probabilmente non siamo in cima ai suoi pensieri. Abbiamo tutti le nostre scale d’interesse, relative a impegni, passioni e, perché no, affetti e relazioni. Non consi...
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 LIBRERIE Compro libri. Tanti, forse troppi. Comunque, talmente tanti da costringermi all’acquisto di una libreria. Di quelle che, poi, te le monti da solo e certe forme di manualità non rientrano, certamente, nell’elenco dei miei talenti. Ammesso e non concesso, e lo scrivo non per modestia ma per coscienza e consapevolezza, che io disponga di qualche talento da lasciare qualcuno a bocca aperta. Compro libri, scrivevo. Ieri ne ho comprati altri due, un romanzo e un saggio perché mi piace alternare. Variare come fanno gli allenatori bravi che non si affidano a un unico modulo tattico che, alla lunga, viene smascherato dagli avversari di turno. La scelta in merito ai libri da acquistare e, quindi, da leggere, passa attraverso un complesso iter mentale e procedimentale che, insomma, il bicameralismo con tutta la sua lamentata farraginosità, risulta una roba da inflessibili decisionisti. Smanetto assai sui siti che parlano di libri o su quelli di case editrici più o meno rinomat...
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 VANNACCIARI Coraggio, il meglio è passato come affermava il vecchio Flaiano e, soprattutto, è ancora primavera. Per pochi giorni, è vero, tuttavia non c’è ancora quel caldo appiccicoso che si suda pure a star fermi.   Anzi, stanotte è anche piovuto. Poca roba, certo, spruzzi d’acqua assolutamente insufficienti a lavare bene le automobili in sosta. Insomma, come avrebbe detto er poro Mario Brega, manco er sangue m’hai fatto uscì!   Mentre mi dimeno tra i miei ultimi acciacchi che, probabilmente, mi costringeranno a una lunga inattività sportiva, ragiono ancora sui risultati delle elezioni europee svoltesi nei giorni scorsi.   Ora, il generale Vannacci ha preso più di cinquecentomila voti. Sarei curioso, in fondo, di ascoltare qualcuno che mi spiegasse perché lo ha votato. Per i suoi libri (addirittura due e solidarietà agli alberi dell’Amazzonia), e, chiaramente, per le sciocchezze ivi contenute.   Vannacci è omofobo, sessista e misogino. Vuole pure le c...
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ME NE FREGO E pure queste elezioni sono passate con l’ultimo spoglio di schede che, pare, sia stato quello di Roma. Ritardi causati da un bug di sistema, così dicono, ma qualcuno ha subito riproposto il vecchio adagio capitolino del  ‘se famo sempre riconosce’ .   In Italia è andata maluccio ma, visto quello che gira per l’Europa, poteva pure andare peggio. Con i nazisti che mietono consensi in Austria e Germania e il ‘Rassemblement National’ di Marine Le Pen e di un giovanotto di ventotto anni, tal Jordan Bardella, pronti a vincere le prossime e imminenti elezioni francesi. In Spagna, uno dei pochi governi di sinistra o progressisti o che dir si voglia si regge con lo spago, mentre crescono i franchisti di Vox e un altro partito, ancor più a destra, che si chiama ‘Se acabò la fiesta’, prende tre parlamentari.   Su l’Italia cosa dire? Magari siamo ormai abituati, i fasci al governo li abbiamo sdoganati noi sin dall’ormai remoto 1994 quando il povero Silvione si alleò,...
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 LUNEDI' ALL'ARRABBIATA Può capitare di svegliarsi la mattina e di sentirsi arrabbiati con il mondo o, almeno, con un bel pezzo dello stesso. Motivi, tanti. È arrivato l’anticiclone africano e, quindi, si comincia a campare con la pelle resa continuamente appiccicosa dall’elevato quanto insopportabile tasso di umidità Dal punto di vista climatico, insomma, non ancora da quello del calendario e delle stagioni, siamo già in estate. E si sa, l’estate è una stagione infida e traditrice. Promette chissà cosa e spesso delude. E, talvolta, ci fa sentire un po’ più soli. In estate si tirano le somme di quel che si è costruito durante l’anno e, se certe relazioni non si sono coltivate bene come una pianta alla quale si tiene particolarmente, ecco, che sfuggono. Restano solo i messaggi nelle chat di whats’up rimaste una delle poche forme di comunicazione ancora attive sette giorni su sette e twenty four hours.    E, poi, ci sono state le elezioni che hanno segnato ancor più ...
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 LA FAVORITA DEL RE di Maiwenn Un film che definirei quasi documentaristico. La storia di Jeanne Du Barry donna di origini alquanto umili e modeste, tuttavia, colta, raffinata e anche ambiziosa. Un percorso di vita, il suo, abbastanza interessante che la conduce, attraverso la conoscenza di un aristocratico con il quale vive, per anni e, come si suol dire, more uxorio, ad entrare, addirittura, alla corte del re. Siamo nella seconda metà del settecento e il sovrano è Luigi XV, predecessore di quel Luigi XVI che, come noto, fece una finaccia. Tornando al film, la nostra Jeanne trascorre anni assai felici e sereni alla corte del re del quale diventa, per l’appunto, la favorita. Schivando, questo sì, le ritrosie e i veleni degli altri membri della famiglia reale, tra i quali spicca la celeberrima Maria Antonietta quella che, si mangiassero una brioche. Guardando questo film complessivamente non indimenticabile ho tratto, comunque, alcuni spunti di riflessione e approfondimento. L...