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Visualizzazione dei post da settembre, 2023
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TARIFFARIO E’ scritto su un decreto ministeriale e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. I migranti provenienti da ‘paesi sicuri’ per non essere rinchiusi nei famigerati CPR dovranno pagare circa cinquemila euro di cauzione. Per l’esattezza, come riportato nel citato decreto,. quattromilanovecentotrentotto euro, una tariffa che, beffardamente, somiglia a certi prezzi praticati nel commercio e riportati nelle locandine pubblicitarie dei supermarket o proposti da qualche compagnia aerea. Prezzi leggermente al di sotto del successivo millesimo praticati per invogliare ancor più il consumatore ad aprire il proprio portafoglio più o meno capiente. In questo caso, tuttavia, l’orribile proposta tutt’altro che commerciale non si rivolge a consumatori di beni e servizi necessari o superflui, primari o secondari secondo le diverse classificazioni proposte dalla teoria economica. In tale evenienza, diversamente, si tratta di poveracci che fuggono da guerre, miseria e fame e che subiscono da ...
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VECCHIO BLOG Proprio ieri, in un momento di stanca giornaliera e, più o meno, dopo il pranzo all’ora che qualcuno, saggiamente, consacra alla pennichella, smanettavo sul computer alla ricerca di qualche suggerimento letterario o news di politica, attualità, sport e quant'altro. E, quasi per caso, ho ritrovato un mio vecchio blog, ormai abbandonato e creato all’inizio degli anni dieci attraverso un noto servizio di posta e messaggeria elettronica. Ho riletto alcuni pezzi, era un periodo nel quale ero particolarmente allenato con la scrittura. Collaboravo con una rivista definibile ‘di nicchia’ e, di tanto in tanto, mi capitava di scrivere volantini e locandine scaturenti da un impegno politico ancora attivo. Rileggere quei pezzi non ha destato in me particolari malinconie o nostalgie, ma soltanto una riflessione assai amara. Scrivevo con uno stile assai simile a quello attuale e, in fondo, i contenuti erano sempre quelli. Commenti su fatti di politica e di attualità, rifle...
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TUNNEL Con poche idee per la capoccia, ripensavo ancora a una strepitosa battuta contenuta in un film pluripremiato, ‘La grande bellezza’. Il protagonista, tale Jep Gambardella interpretato magistralmente dall'ottimo Toni Servillo che dice a se stesso e con voce fuori campo, ‘la scoperta più importante che ho fatto dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non mi va più di fare le cose che non voglio fare’. Ora, pur guardando i sessantacinque anni come un traguardo ancora lontano (e beato chi c’ha un occhio!), credo che la massima prima citata possa essere valida anche per età meno avanzate e mature. Tanti anni fa, tanti che non ricordo neanche quanti, la mia psicoterapeuta illustrò la mia situazione ‘clinica’ disegnando un tunnel. Mi colpì molto e, rimasi ancor più colpito quando una mia amica disse che si sentiva come in un tunnel e che, allora, quel medesimo tunnel aveva deciso di arredarlo, di abbellirlo. E, in fondo, è quello che ho tentato di fare anch’io in anni e ...
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 RASSEGNAZIONE Dopo le sei e non ancora le sette, insomma prima di quello delle sette e trenta atteso dal tizio protagonista del ‘Poster’ di Claudio Baglioni. Sei tu che aspetti quello delle sette e trenta chiuso dentro il tuo paltò. Non c’è bisogno di paltò, a Roma e dintorni fa ancora un caldo pazzesco e pensare che domani, da calendario, finisce l’estate. Assisto, spettatore pagante e munito di regolare abbonamento annuale metrebus con tanto di foto appiccicata sopra, al quotidiano spettacolo offerto in una città morente. Per spostarsi dai quartieri del litorale a Roma occorre affidarsi a una linea, la cosiddetta Metromare, che offre una corsa ogni ventidue minuti. Sì, ogni ventidue minuti, prima dell’estate erano quindici, salti di corse permettendo, ed era già una vergogna. Parliamo di un’area con circa duecentomila residenti e una corsa ogni ventidue minuti è molto meno, che ne so, dei treni che vanno a Milano o a Napoli. Ora, però, quello che salta agli occhi, almen...
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 CINEMA O SMARTPHONE Risulta, ormai, assai complicato restare alla larga delle notizie su quanto avviene nel paese in cui si vive e nell'intero orbe terraqueo. Ci portiamo dietro aggeggi rettangolari con connessioni internet che ci consentono di sapere, o quasi, tutto in tempo reale.  Quindi, non ci si può isolare così facilmente. Certo, ci sono ancora luoghi dove ‘er telefonino nun prende’, ovvero, dove il segnale è insufficiente. E non solo in alta montagna o in qualche sperduta campagna dove ancora, e meglio, non sono stati installati voluminosi e inquinanti impianti che consentano, appunto, di ricevere e trasmettere dati. Ad esempio, conosco un cinema dove e, all'interno delle salette, lo smartphone si riduce a un ingombrante e inutile oggetto tenuto in saccoccia. Avevo, ad esempio, pensato di chiudermi in quel cinema a guardare un buon film pur di non sapere svolgimento e risultato di una partita di calcio che interessava una squadra a me non proprio simpatica. E’ suc...