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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025
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 MAI UNA GIOIA Ritrovandomi, improvvisamente, a corto d’idee, mi sono rivolto a un sito dedicato alla cosiddetta intelligenza artificiale. Rigorosamente free — ovvero a gratis — perché mi faccio bastare la mia, di intelligenza, e poi il piatto piange e il conto in banca è quello che è.   Insomma, per farla breve, ho chiesto al caro Copilot di suggerirmi un argomento leggero sul quale discettare, buttando giù qualche inutile (?) riga. E quale è uscita fuori come prima chiave di ricerca? Niente meno che “le piccole gioie quotidiane”. E, chiaramente, mi è venuto da ridere. Amaramente, ma mi è venuto da ridere.   Perché questa mattina la sveglia è suonata poco prima delle sei, con quel rumore così dolce e raffinato che sembrava, pure, prenderti per il culo. E da quel momento, dopo le bestemmie di rito e le imprecazioni rivolte al capitalismo — che costringe la maggioranza della popolazione mondiale al lavoro salariato per poter sopravvivere — è partita quella giornata che...
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SASSUOLO Dopo un’insolitamente lunga pausa dalle trasferte, torno finalmente a seguire la Roma lontano dalle mura amiche. L’ultima sortita era stata addirittura a Nizza, in terra francese, nel mese di settembre. Poi, complice non la Roma ma il calendario e qualche contingenza avversa — vedi il biglietto introvabile per Firenze — è passato circa un mese. La trasferta in programma è una di quelle con i numeri più alti in termini di partecipazione. Reggio Emilia, dove il Sassuolo gioca le sue gare casalinghe, è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo, soprattutto se si gioca di pomeriggio. È una meta che consente anche la presenza di bambini, famiglie al seguito e pranzi abbondanti con le specialità locali. Tanto che i biglietti destinati ai tifosi romanisti finiscono nel giro di pochi minuti. Chi resta senza deve ingegnarsi per ottenere almeno un pezzo di carta che consenta l’ingresso nel Mapei Stadium, costruito dalla Reggiana e poi acquistato dal Sassuolo, una sorta di miracol...
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 OZIO Quelle giornate in cui nun c’hai gnente da fa… Meglio così . Niente sveglie che suonano, nessun appuntamento da ricordare a mente o, per chi ne ha troppi o si scorda facilmente, da segnare su un block notes, cartaceo o digitale. Per me, queste sono le giornate migliori. Somigliano a un foglio bianco da riempire come ti pare. Come quando a scuola l’insegnante dava il compito in classe d’italiano senza indicare una traccia precisa. Tema con argomento a piacere: sembrava più facile, ma scegliere di cosa scrivere poteva diventare una bella trappola. Proprio come quelle giornate apparentemente vuote, da riempire nel modo migliore. Perché tempus fugit , e non c’è spazio per l’indecisione. Eppure, che bello trastullarsi nell’ozio. Procedere con lentezza, senza nessuno che ti corre dietro, senza treni da prendere o luoghi da raggiungere per appuntamenti irrinunciabili. Riflettere su come riempire la giornata, immaginando che una giornata senza impegni possa rivelarsi davvero...
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 SACCOCCIE Fine ottobre, ma le temperature restano alte. Ottobrata romana o cambiamenti climatici? Il dibattito è aperto . Intanto, io continuo a indossare un giacchetto leggero di jeans, con poche tasche — solo quelle superiori — e questo, con tutto quello che mi porto dietro, è un bel problema. Chiavi di casa e dell’auto, smartphone (la cui dimenticanza provocherebbe crisi interiori, fazzoletti sempre utili, sigarette e accendino per vizio. Dimentico qualcosa? Forse un pacchetto di gomme o caramelle, anche se mi causano reflussi gastrici. D’inverno è più semplice: quei pesanti fardelli di stoffa che ci trasciniamo addosso sono pieni di tasche — o, per dirla alla romana, di saccocce. Ma nelle stagioni più miti bisogna attrezzarsi. Evitare, ad esempio, di indossare giubbini con poche tasche e pantaloni con le classiche saccocce a soffietto, quelle con chiusure diagonali che rischiano di far cadere tutto in terra. Smarrire oggetti importanti causa disagi e malesseri. Fortunatam...
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 L'INVERNO DEI LEONI di Stefania Auci Dopo aver letto, qualche tempo fa, ‘I leoni di Sicilia’, mi sono immerso nel secondo volume della saga familiare dei Florio, narrata abilmente da Stefania Auci. La spinta a riprendere in mano questa storia affascinante è nata, in realtà, da una chiacchierata in spiaggia con un’amica, qualche mese fa. Ricordo bene le mie perplessità espresse nei confronti di chi, forse con eccessivo entusiasmo, elogia coloro che fanno del commercio, dell’imprenditoria e della ricerca del profitto la propria ragione di vita. Eppure, la mia interlocutrice — che certo non può essere tacciata di simpatie verso il sistema mercatista e capitalistico — seppe controbattere con argomenti solidi, quasi riuscendo a convincermi che i Florio, tutto sommato, qualche merito lo avevano.   In effetti, è innegabile: si sono fatti da soli, partendo dalla miseria della loro terra natia, Bagnara Calabra, e da un modesto negozietto di  aromateria  — una  putìa ...
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 NO PARTY In questi giorni, al governo si festeggia. Non per il santo appena passato — quel Francesco che a partire da quest’anno è nuovamente cerchiato in rosso sul calendario — né per il vecchio Cristoforo Colombo che, sbagliando rotta, finì nelle Americhe dando inizio, forse suo malgrado, alla feroce epopea coloniale in quelle terre lontane. No, il motivo di tanta allegria è ben più prosaico, aritmetico direi: il governo guidato dalla camerata Giorgia Meloni, il più a destra dai tempi dell’impiccato, ha conquistato il terzo posto nella speciale classifica dei governi più longevi della storia repubblicana.   Inutile ricordare che le prime due posizioni sono occupate dal povero Silvione, capace — tra il 2001 e il 2006 — di sfangarla per un’intera legislatura. Un’impresa da Guinness dei primati, in un’Italia da sempre terra di compromessi, ribaltoni e governi lampo.   Questa notizia, lo ammetto, mi sarebbe passata sotto il naso senza troppo clamore, se non fosse che i...
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NAPOLEONE Leggo del furto di alcune opere nel celebre museo parigino del Louvre. Dove — lo scrivo per inciso e tra parentesi — sono stato una sola volta nella mia vita. Senza neanche girarlo per intero: otto piani, sinceramente, erano troppi. Così feci una cernita dei capolavori da guardare e ammirare. Ricordo con una certa emozione il padiglione dedicato all’antico Egitto. (Parentesi chiusa.) Pare che alcuni signori, diversamente definiti ladri, in tuta da operai abbiano trafugato alcuni gioielli della collezione appartenuta — niente meno — a Napoleone Bonaparte. Che, a dirla tutta, è tacciato anch’egli di essere stato un bel ladro, arraffando quadri, dipinti, sculture e quant’altro durante le sue travolgenti e vittoriose campagne militari. Tanto che, ancora oggi, nel paese in cui vivo c’è chi rivendica la Gioconda di Leonardo da Vinci. Insomma, si potrebbe dire: chi di furto ferisce, di furto perisce. Se non fosse che i misteri attorno a quest’impresa — che già di per sé meritere...
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 QUANNO PERDE LA ROMA... “Quanno perde la Roma me rode er culo almeno pe’ tre giorni”, mi dice F, compagno di ventura, di gioie e dolori pallonari, mentre lo accompagno a casa dopo il posticipo del sabato sera tra Roma e Inter. Siamo immersi nell’assurdo traffico del Lungotevere, intasato dai tifosi usciti dallo stadio e dalle genti da movida del sabato sera, per conto mio davvero insopportabili e ingiustificabili. Soprattutto quando gioca la Roma: il tifoso romanista, già stanco e provato dai novanta minuti più recupero, amareggiato da una sconfitta evitabile nonostante il blasone dell’avversario, andrebbe preservato da simili disagi. Ma tant’è. Alla frase del vecchio F, “quanno perde la Roma me rode er culo almeno pe’ tre giorni”, non potevo che rispondere con il più classico dei “dillo a me”, anzi, “dimmelo a me”, con quell’inevitabile stortura grammaticale che fa tanto licenza poetica. L’analisi del match, mentre marciamo a venti all’ora e la frizione ogni tanto mi manda ...
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UNDERGROUND Non ero ancora nato, neanche concepito, quando a Roma fu inaugurata la prima tratta della linea B della metropolitana. Quella che portava dalla stazione Termini fino al borghese quartiere dell’Eur: Termini–Laurentina. Poche fermate, ma impegnative e, soprattutto, piene di storia. Basti pensare al Colosseo o al Circo Massimo, dove, scendendo, ci si ritrovava davanti alla vecchia e storica sede dell’AS Roma in viale Aventino. Quando nel 1980 fu inaugurata l’altra linea della metropolitana, quel pezzetto sottoterra — underground, per darsi un tono anglosassone — sembrava un antico relitto, un’opera sopravvissuta male all’incedere della storia. La nuova linea prendeva la prima lettera dell’alfabeto, quasi a ribadirne l’assoluta superiorità rispetto ad altre e simili opere. Attraversava buona parte della città, dalla zona sud-est di Roma, fermata Anagnina, fino a costeggiare il Vaticano e il Cupolone, fermata Ottaviano. E permetteva a noi giovani ‘barbari’ delle periferie ...
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OGGETTI QUASI In casa ho parecchi oggetti. Quelli indispensabili per la vita quotidiana: sedie, tavoli, posate per mangiare, un divano e letti dove riposare membra più o meno stanche e provate. Altri potrebbero considerarsi beni secondari. I libri, tuttavia, per me sono beni primari: necessari, imprescindibili. Eccome. Mi aiutano a vivere meglio, talvolta semplicemente a vivere. Capita ormai spesso di collegarsi da casa per incontri o riunioni, attraverso programmi installati sul computer. Bisogna attrezzarsi bene, verificare che tutto funzioni: video, microfono, così da essere visti e ascoltati chiaramente. E occorre anche posizionarsi in modo che la luminosità sia sufficiente. La posizione è importante, perché da quell’immagine possono emergere oggetti che teniamo in casa, magari senza pensarci troppo. Recentemente mi sono ritrovato seduto davanti a un mobiletto dove tengo, tra le altre cose, alcuni liquori e superalcolici. Di quelle bottiglie che, in genere, si offrono agli ospi...
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 TACITO Andiamo forte con le citazioni di un certo livello. Tacito, già nel 98 d.C., scriveva: “Solitudinem faciunt, pacem appellant” — fanno il deserto e lo chiamano pace. Secoli e secoli sono passati, ma la storia non cambia. Le guerre, i conflitti, le aggressioni militari portano sempre con sé morte e distruzione. E poi? Poi si spalano le macerie e si ricostruisce. Ma chi si occupa della ricostruzione? Spesso proprio coloro che hanno contribuito attivamente alla devastazione. È come se qualcuno ti distruggesse la casa con armi che io stesso gli ho fornito, e poi, a danno fatto, venissi da te a offrirti aiuto — ovviamente a pagamento. Mi è tornata in mente questa storiella leggendo certe notizie sulle smanie dei governanti italici nel voler partecipare alla ricostruzione di Gaza e all’assistenza dei palestinesi. Gli stessi che, insieme ai loro colleghi occidentali, hanno fornito e continuano a fornire armi e tecnologia a Israele.   Del resto quel miserabile di Donald Tr...
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 UN GIORNO TUTTI DIRANNO DI ESSERE STATI CONTRO di Omar El Akkad L’autore di questo libro –  Un giorno tutti diranno di essere stati contro  – è Omar El Akkad. Nato in Egitto, dopo una serie di spostamenti ha scelto di vivere a Portland. Ha ottenuto la cittadinanza canadese e si potrebbe definire, quindi, un migrante perfettamente “integrato” in quel sistema di valori occidentali che, nel nostro mondo di “occidentali privilegiati”, nati, cresciuti e vissuti nella parte “giusta” e opulenta del pianeta, si ritiene superiore rispetto ad altre aree territoriali.   In quest’opera, divisa in dieci capitoli, El Akkad si pone una serie di inquietanti interrogativi, frutto di una riflessione che evidentemente lo accompagna da anni. Già reporter in contesti internazionali, si è occupato delle conseguenze dell’11 settembre e della prigione di Guantanamo, dove migliaia di arabi – con la pelle come la sua e spesso con il suo stesso nome – sono stati reclusi senza diritti né gar...
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 GLORY DAY E. quindi, ieri abbiamo assistito, in mondovisione come si diceva una volta, al giorno di gloria di quel miserabile (in termini umani e non patrimoniali) di Donald Trump. Giorno di gloria, sì,  glory day  detto all’anglosassone o all’americana che ricorda anchei una brillante canzone di Bruce Springsteen.   Il leader statunitense e dei MAGA si è prima recato a Tel Aviv dove, di fronte a un nugolo di deputati israeliani ossequiosi (a parte due tizi prontamente cacciati a malo modo) ha parlato per oltre un’ora. Lodando il suo collega Benjamin Netanyahu, un criminale nazista che ha ordinato un vero e proprio genocidio e, tutto sommato, prendendosi il merito di tutto questo. In particolare, quando ha affermato di aver venduto allo Stato d’Israele, le migliori armi del mondo necessarie anche per ammazzare bambini o bombardare ospedali. Ma di questo, evidentemente, i bravi conduttori di notiziari che davano conto dell’indecorosa esibizione dell’uomo con la cra...
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 ZVANI IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI di Giuseppe Piccioni Come tutti gli ex studenti di ogni scuola, di generazione in generazione, nei secoli dei secoli amen, il ricordo di Giovanni Pascoli suscita sempre qualche turbamento. Rischiamo di tornare con la mente a quelle ore interminabili, vissute nell’attesa della campanella che ci liberasse da saperi imposti, tra cui anche l’opera del poeta citato.   Il film di Giuseppe Piccioni, scritto dal talentuoso Sandro Petraglia, ci offre invece un ritratto più intimo del nostro Pascoli. Dalle inquietudini della giovinezza, irrimediabilmente segnata dall’assassinio del padre — probabilmente ad opera di un ricco possidente — alla passione politica che gli costò tre mesi di carcere. Poi l’insegnamento, e infine il successo, conquistato grazie alle sue straordinarie poesie.   Il racconto si sviluppa all’interno di una cornice precisa: il funerale del poeta, celebrato secondo le sue volontà, senza preti e con una sola cr...
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 TRE CIOTOLE di Isabel Coixet Nel libro forse più intimo di Michela Murgia, Tre ciotole – che confesso di non aver (ancora?) letto – sono raccolte dodici storie diverse. Nel film, adattamento cinematografico dell’opera, la regista Isabel Coixet ne sceglie una soltanto. La protagonista è Marta, insegnante di educazione fisica ed ex ginnasta di livello, la cui vita viene improvvisamente stravolta. Prima viene lasciata dal compagno, un cuoco di successo, molto dedito al lavoro e abile nel raccontare barzellette. Poi, mentre è ancora immersa nell’angoscia della separazione, scopre di avere un tumore in stato avanzato, senza possibilità di sopravvivenza nel breve-medio periodo. La tragica diagnosi, tuttavia, diventa per Marta un’opportunità. Inizia a vivere i suoi giorni con una nuova intensità, consapevole che lascerà un segno nelle persone che ha incontrato e nei luoghi che ha amato. Si lascia trasportare, scegliendo finalmente di fare ciò che prima rimandava, bloccata tra pigriz...
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 PETROLINI E LA CAMERATA Lo confesso; faccio sempre più fatica ad ascoltare o leggere notizie. Quelle relative alle guerre ma, anche, le news riguardanti la politica e, segnatamente, quella interna. Questa mattina, ad esempio, leggevo i resoconti sull’imperdibile comizio dei leaders della destra in una piccola piazza di Firenze alla presenza, pare, di qualche centinaia di aficionados o semplici curiosoni. Dichiarazioni di questo leaders da far accapponare la pelle. La premier, la camerata Meloni, che paragona il PD ad Hamas   e si accolla parte del merito per l’accordo sul cessate il fuoco (la pace è un’altra storia) disegnato dal presidente yankee Donald Trump. Il suo compare, il beota ministro Salvini, la spara ancora più grossa arrivando, addirittura, a plaudire quel criminale, nazista di Netanyahu. Sorvolando sugli insulti a Francesca Albanese, nuovo bersaglio di questi fascistelli al potere, faccio una piccola riflessione e pongo una semplice domanda. Siamo in campagn...
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 CARRELLI Mi accingo a uscire per fare la spesa al supermercato. Ma prima, come da rituale, do un’occhiata ai titoli dei quotidiani — più o meno autorevoli. Si parla di accordi di pace in Palestina (o sarà solo un cessate il fuoco?), del Nobel per la pace già assegnato lunedì scorso — quindi, forse, ci siamo risparmiati l’imbarazzo di vedere quel buzzurro di Donald Trump premiato col ramoscello d’ulivo, come fu per quell’altro boia di Kissinger, una vita fa. A proposito di spesa, ecco le notizie economiche: la legge di bilancio è in cantiere, con i governanti che — dicono — ci lavorano notte e giorno. Si parla di fondi generosi per la difesa, quindi armi, eserciti e altra robaccia del genere. E poi le solite mancette sparse, distribuite con criterio discutibile, soprattutto se hai qualche figlio. Esilarante la trovata del bonus previdenziale per i neonati: una barzelletta travestita da misura sociale. Ma tant’è, i tempi sono quelli che sono. Meglio andare a fare la spesa, va’. ...
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 FOGLIO IN BIANCO A scuola, quando c’era il compito in classe d’italiano, aspettavo con una certa ansia di conoscere le cosiddette “tracce”: quelle definizioni che indicavano il tema da sviluppare con il dovuto approfondimento. Alcune sembravano facili, perché riguardavano argomenti su cui credevo – o forse mi illudevo – di avere una discreta padronanza. Tuttavia, proprio queste situazioni nascondevano insidie non trascurabili: era facile allargarsi troppo e, insomma, finire fuori tema. Un peccato capitale, capace di compromettere punteggi, giudizi e voti. Poi c’era l’opposta eventualità: dal genio dell’insegnante scaturivano tracce che lasciavano a bocca aperta. Anzi, a bocca chiusa. E ora?, mi chiedevo. Cosa m’invento? Minuti di totale smarrimento, con la tentazione di lasciare il fatidico foglio – un protocollo con ogni pagina divisa in due parti, una per lo studente e l’altra per le correzioni – in bianco. Confesso di non essere mai arrivato a tanto. In quei momenti, più ...
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 FAMILIA di Francesco Costabile  Familia’  di Francesco Costabile è l’adattamento cinematografico del libro  Non sarà sempre così , che racconta una storia realmente accaduta. Una vicenda intensa e dolorosa, centrata su un dramma familiare e su uno dei troppi casi di violenza domestica.   Nel film, diversamente dal libro, la storia è ambientata nel quadrante est di Roma, dove vive una famiglia composta da padre, madre e due figli maschi. L’uomo è violento, e dopo l’ennesimo episodio, la donna decide di rivolgersi alle istituzioni che dovrebbero proteggerla. Ma la tutela che riceve è parziale e beffarda: lui viene allontanato da casa, ma lei non può più vivere con i suoi figli, destinati a una casa famiglia. Come se, in fondo, fosse lei a dover espiare una colpa, come se quelle botte fossero quasi meritate.   Gli anni passano, i figli crescono. Uno dei due, educato fin da piccolo al culto della violenza, diventa un militante feroce in un’organizzazione n...
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 DAI FAVOLOSI ANNI 80 Chi ha superato i cinquant’anni si è nutrito degli anni Ottanta. Li ha vissuti con entusiasmo, tra il frastuono delle discoteche e il sogno rampante di arricchirsi. Non tutti sono diventati novelli Berlusconi, ma una certa brezza di benessere è arrivata: case finalmente arredate dopo decenni di mutui, automobili funzionanti, figli in piscina perché “il nuoto fa bene ed è sport di base”, lavori impiegatizi, una volta detti “di concetto”.   Pochi giornali, pochissimi libri. Il cinema solo sotto le feste, con predilezione per commedie leggere: perché nei momenti rubati al lavoro, bisogna rilassarsi, non pensare. Il lavoro, appunto. Per buona parte della loro vita, questi individui hanno svolto mansioni utili solo a giustificare il loro stipendio, convinti però di offrire chissà quale servigio all’umanità, come fossero scienziati alle prese con la cura di qualche malaccio.   Nel tempo, si sono concessi vacanze estive nei villaggi turistici, dove c’er...