UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi Un film premiato a Cannes con la Palma d’Oro non poteva certo mancare alla visione di chi, come me, trascorre diverse ore della propria esistenza nei mesi meno caldi (o più freddi, fate voi) dentro sale cinematografiche preferibilmente vintage. La storia si apre nel buio di una città iraniana: un’auto percorre una strada isolata. A bordo ci sono un uomo alla guida, la moglie incinta al suo fianco e, sul sedile posteriore, una bambina piuttosto vivace. Tutto sembra scorrere senza intoppi finché l’uomo non investe un cane. «Nulla succede che Dio non voglia», dice la donna, e l’incidente pare davvero banale, tanto che l’uomo prosegue la marcia. All’improvviso, però, l’auto si ferma. Serve un meccanico. Ed è proprio in quell’officina che il protagonista — un gendarme del regime, riconoscibile dalla sua gamba malandata, mutilata durante un’operazione militare in Siria — si imbatte in un uomo che, al contrario, è un oppositore politico. Quest’ul...