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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025
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 UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi Un film premiato a Cannes con la Palma d’Oro non poteva certo mancare alla visione di chi, come me, trascorre diverse ore della propria esistenza nei mesi meno caldi (o più freddi, fate voi) dentro sale cinematografiche preferibilmente vintage. La storia si apre nel buio di una città iraniana: un’auto percorre una strada isolata. A bordo ci sono un uomo alla guida, la moglie incinta al suo fianco e, sul sedile posteriore, una bambina piuttosto vivace. Tutto sembra scorrere senza intoppi finché l’uomo non investe un cane. «Nulla succede che Dio non voglia», dice la donna, e l’incidente pare davvero banale, tanto che l’uomo prosegue la marcia. All’improvviso, però, l’auto si ferma. Serve un meccanico. Ed è proprio in quell’officina che il protagonista — un gendarme del regime, riconoscibile dalla sua gamba malandata, mutilata durante un’operazione militare in Siria — si imbatte in un uomo che, al contrario, è un oppositore politico. Quest’ul...
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 DOMANI NIENTE SCUOLA di Andrea Bajani Il titolo mi piaceva parecchio. Domani niente scuola mi riportava subito a quando, da piccolo studente, pregustavo l’imminente giorno di festa. Oppure la gita. Andrea Bajani, fresco vincitore dell’ultimo Premio Strega con L’anniversario , ha scritto questo breve libro – circa duecentocinquanta pagine – nel 2008, quindi quasi vent’anni fa. E di questo occorre tenere conto. Almeno fino a un certo punto. La trama è semplice: uno scrittore trentenne partecipa a tre gite scolastiche di altrettante classi di liceali, provenienti da Palermo, Firenze e Torino. Due volte a Praga, una a Parigi. Ne nasce un racconto spassoso, scritto con uno stile che ho trovato ironico e pungente. Insomma, per quanto mi riguarda, decisamente apprezzabile. È una storia di vent’anni fa, ma con l’intento dichiarato dall’autore di raccontare il mondo degli adolescenti senza scadere nei soliti cliché da quotidiani o talk show benpensanti e reazionari. Perché i giova...
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 SANTO STEFANO SFIGATO. Pare che Stefano, professione apostolo, sia stato i l primo martire della cristianità. Per questa ragione gli è stato dedicato un giorno segnato in rosso. Solo che, a ben vedere, la scelta non è stata così felice. Mi spiego. Il giorno di Santo Stefano sta al Natale come il primo dell’anno sta a San Silvestro: arriva subito dopo una festa talmente ingombrante da schiacciarlo. Basta uscire la mattina del 26 dicembre per rendersene conto. In giro c’è poca gente: quel piccolo popolo che non riesce a svegliarsi tardi o che, semplicemente, ha vissuto il Natale in modo sobrio, senza folle intorno e senza sfondarsi di cibo — pratica, peraltro, non proprio salutare. A Santo Stefano, così come il primo gennaio, la maggior parte delle persone esce solo nel pomeriggio, dopo essersi preparata un brodo “depurativo” o aver riscaldato qualche avanzo della sera prima. Le destinazioni, poi, sono sempre le stesse. Una passeggiata in centro, tutti imbacuccati perché fa fr...
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 PIOVE SU ROMA Pioveva che Dio la mandava, questa mattina. Quasi a voler infliggere un'ulteriore pena a chi è costretto alle catene del lavoro salariato persino nel giorno della vigilia di Natale; oppure, chissà, a smentire le argute tesi sui cambiamenti climatici e sulla siccità.  Siccità  è anche il titolo di un recente film di Paolo Virzì, a mio avviso tutt’altro che memorabile.   L’acqua scendeva dal cielo a secchiate e, nel buio delle prime ore del mattino, diventava difficile perfino evitare le pozzanghere su strade la cui manutenzione è stata falcidiata da anni di manovre di bilancio lacrime e sangue. A proposito: il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, un signore che ha studiato alla Bocconi (me cojoni, e ci fa pure rima!) e tifa per il Southampton pur sedendo in un esecutivo di incalliti sovranisti, si è detto soddisfatto perché i conti sono in ordine e lo spread non impazzirà.  Do you remember  lo spread? Quando se ne parlava durante que...
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ABUSO DI FARMACI Quindi, proprio ieri, mi sono recato in farmacia. Una farmacia vicino casa, quella che ormai, posso dire, frequento abitualmente. Un tempo — e neanche così lontano — non mi sarebbe mai venuto in mente di scrivere “la farmacia che frequento abitualmente”. Ma poi arriva il suo momento: quello del colesterolo da tenere sotto controllo e della prostata che s’ingrossa. Per noi maschietti; le donne, si sa, hanno altri problemi.   Ieri, però, non sono andato nella mia farmacia “di fiducia”, così di fiducia che una dottoressa, tempo fa, mi ha persino regalato un calendario per l’anno nuovo, per mie e personali esigenze. No, la questione era un po’ più seria e riguardava un familiare particolarmente sofferente in questi giorni. E io, alle sofferenze fisiche, sono particolarmente sensibile — se non altro per puro egoismo. Quando vedo qualcuno star male, ma male davvero, mi chiedo: e se capitasse a me? Con la mia soglia del dolore praticamente inesistente, sarebbero guai se...
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STORIA DEL PCI parte IV Gli anni della clandestinità di Paolo Spriano In questa tappa della lettura dell’opera di Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano , sono arrivato al quarto volume della raccolta distribuita con il quotidiano l’Unità qualche decennio fa. Il capitolo è ancora dedicato agli anni della clandestinità (seconda parte), con particolare attenzione al periodo compreso tra il 1929 e il 1935. Proprio nel 1929 vengono siglati i Patti Lateranensi, che assicurano al governo fascista e al duce un significativo incremento del consenso. Per i comunisti italiani, invece, sono anni di carcere, repressione, confino ed esilio. Gramsci è rinchiuso a Turi e le sue condizioni di salute peggiorano progressivamente, mentre dirigenti e militanti continuano a cadere nelle maglie della polizia fascista, per poi essere processati e condannati dal Tribunale Speciale a pene durissime. In questo contesto, oltre ad alcune schermaglie interne al partito — come l’espulsione dei “t...
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 JUVENTUS È l’ultima trasferta dell’anno. Intendendo, ovviamente, l’anno solare: quello dei trecentosessantacinque giorni che diventano trecentosessanta sei nei bisestili, quando febbraio è un po’ meno corto (e meno amaro?) del solito. E comunque, per noi malati di pallone e di Roma, l’anno vero non comincia a gennaio e non finisce a dicembre: parte con la preparazione estiva di luglio e si chiude, più o meno, alla fine di maggio, quando il caldo umido comincia ad appiccicarsi alla pelle. Quest’anno solare era iniziato con una gita a Bologna, trasferta chiusa per i soliti, frequenti e ignobili motivi addotti dall’altrettanto ignobile e inutile Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive (ONMS), dove per puro caso ero presente in una tribuna Hospitality con tanto di buffet. Buffet del quale, peraltro, approfittai in modo assai parsimonioso: quando gioca la Roma, lo stomaco tende a chiudersi. Ecco. A dicembre, invece, il calendario ci propina l’escursione in casa dell’o...
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IL SANTO NATALE E LA CGIL   Una volta l’anno arriva. E non ci si può fare niente. Proprio niente. In estate, quando il caldo costringe a dormire con le finestre spalancate sul balcone, almeno si può installare una preziosa zanzariera che tiene lontani gli insetti molesti. Ma a Natale non c’è rimedio: le feste arrivano e basta. Mi riferisco, evidentemente, al Santo Natale e a tutto ciò che gli ruota intorno: vigilia, Santo Stefano (pare il primo martire cristiano della storia), l’ultimo dell’anno e via discorrendo. Quest’anno, poi, il calendario è stato generoso: giovedì Natale, venerdì Santo Stefano, e subito dopo sabato e domenica. Quattro giorni consecutivi di vacanza: so’ soddisfazioni. Chissà che ne pensano quegli infami al governo che criticano i leader sindacali per gli scioperi sempre di venerdì. Che anche Gesù Cristo si sia iscritto alla CGIL? Boh. Non voglio fare il solito radical che detesta le feste natalizie perché simbolo di consumismo ossessivo e distrazione dalle...
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1934 di Alberto Moravia   ‘1934’ è uno dei romanzi meno noti e meno commentati all’interno della vasta produzione letteraria di Alberto Moravia. Pubblicato nel 1982, è ambientato nell’anno evocato dal titolo: un anno cruciale e drammatico per la storia europea e mondiale, segnato dall’affermazione dei regimi totalitari in gran parte del continente.   Protagonista della vicenda è Lucio, giovane intellettuale antifascista che indaga la propria disperazione alla ricerca di una via d’uscita. Durante un soggiorno a Capri decide di scrivere un romanzo, quasi a voler trasferire la sua angoscia esistenziale nelle pagine, come se la scrittura potesse assumere una funzione terapeutica. In questa “vacanza” incontra Beate, una donna tedesca sposata a un arrogante gerarca nazista, un uomo “con le mani sporche di sangue”. Con lei condivide la stessa disperazione, fino a discutere della possibilità di un suicidio comune, ispirati anche dalle pagine di Heinrich von Kleist che la donna sta l...
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 GLI ANNI OTTANTA E QUEL BOIA DI PINOCHET Dall’Università tornavo a casa preferibilmente in autobus. I corsi si svolgevano nel pomeriggio, e un primo autobus mi scaricava alla stazione Termini, un secondo mi lasciava a poche centinaia di metri dalla palazzina in cui vivevo, nella periferia orientale di Roma.   Erano gli ultimi anni ottanta. Raf stava per comporre il suo celebre brano  Cosa resterà di questi anni ottanta , eppure, a guardare indietro, quegli anni mi sembravano tutt’altro che disastrosi, nonostante il loro carico di edonismo e di insopportabile "rampantismo" che aveva seguito l'ondata di impegno sociale e politico degli anni settanta. Gli anni settanta… ci ero arrivato tardi, e quindi mi ero trovato a vivere gli ottanta, che a dirla tutta, non erano poi così male. Forse avevo solo bisogno di tempo per capirlo. Chissà, oggi magari li rimpiangerei.   L'autobus che prendevo alla stazione Termini percorreva un lungo tratto della via Casilina, avanzando...
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 L'ANNO NUOVO CHE NON ARRIVA di Bogdan Muresanu Un regista della TV nazionale impegnato a preparare il programma di Capodanno. Una giovane attrice di teatro chiamata a sostituire una collega scomparsa per leggere, a reti unificate, il discorso di fine anno con tanto di plauso al presidente che lei, in realtà, detesta. Uno studente che tenta di fuggire dal suo paese a nuoto. Un agente segreto che lo spia e, nel frattempo, cerca di convincere la madre a lasciare la casa dove ha vissuto per tutta la vita. Infine, un operaio che desidera la morte dello zio Nicolau, al punto che il figlioletto lo scrive nella lettera a Babbo Natale, imbucata con innocenza in una cassetta postale. Siamo nel dicembre del 1989. A Timisoara, seconda città della Romania, la popolazione insorge contro il regime di Ceaușescu. Il giorno seguente gli operai delle fabbriche di Bucarest mettono il dittatore alla gogna, costringendolo a fuggire insieme alla moglie. Il resto è storia: l’arresto, il processo sommar...
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 NON GIOCO PIU' Non sono mai stato un grande giocatore. Non ricordo di aver acquistato un gratta e vinci in vita mia. Anzi, quando mi capita di restare in coda al tabaccaio dietro qualche consumatore compulsivo di “Doppia sfida”, “Multistar” e simili, mi irrito un po’. Li guardo e penso che sperano di svoltare, se non la vita, almeno la settimana o il mese, grattando un pezzo di cartone. In un Casinò ci sono entrato una sola volta, a Venezia. Avevo bevuto più vino del solito e ricordo che per varcare la soglia era obbligatorio indossare la giacca: bisognava presentarsi con un look elegante, niente casual, figurarsi una tuta da maranza . Durammo poco: il tempo di dilapidare le modeste somme messe insieme collettivamente, sperando in una botta di fortuna. Niente da fare: quei soldi sarebbe stato meglio spenderli in altro modo. L’unico gioco a cui mi sono dedicato, con parsimonia ma costanza, sono le scommesse sportive. Più precisamente, quelle sul calcio. Si può puntare sul risu...
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 GLASGOW 2 Recarsi in Scozia, più precisamente nella plumbea Glasgow, per ben due volte in poco più di un mese è un’impresa che nessun tour operator consiglierebbe. Ma quando c’è di mezzo la Roma, ogni premessa perde di senso: il diabolico sorteggio europeo ci ha riservato un doppio appuntamento scozzese. Prima i Rangers, sconfitti senza troppi patemi a novembre, e ora, in pieno dicembre e a ridosso delle feste natalizie, i Celtic. Una squadra che, tutto sommato, porta con sé una storia più affascinante, legata a un pezzo di Scozia fieramente anti-unionista e cattolica, con una tifoseria che anche di recente ha manifestato con coraggio e determinazione il proprio punto di vista su questioni politiche e internazionali di grande rilievo. Questa è la terza trasferta europea stagionale, e l’organizzazione del viaggio deve inevitabilmente fare i conti con limiti di bilancio rigorosi. A confronto, quelli che si occupano della manovra finanziaria ci potrebbero spicciare casa. Il nostro ...
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 MI DIA DEL LEI! Fino a qualche anno fa, le persone – quelle mai viste, sconosciute o con cui intrattenevo rapporti freddi e occasionali, tipo il barista che serve il cappuccino – mi si rivolgevano preferibilmente con il confidenziale “tu”. Qualcuno, addirittura, andava oltre chiamandomi “ragazzo”. Eppure, tutto questo accadeva quando avevo già superato i quaranta, se non i cinquanta. Confesso, con un pudore appena velato, che in quei momenti un po’ mi ringalluzzivo: era una bella botta di autostima, la prova concreta che gli sforzi per rimanere giovane non erano stati vani. Da qualche tempo, invece – e lo riconosco con una punta di disincantata amarezza – quelle stesse persone, sempre sconosciute o interlocutori occasionali, tendono a rivolgermi il più formale “lei”. Segno inequivocabile che mi percepiscono come una persona di “una certa età”, con cui non è opportuno concedersi troppe confidenze.   Ci riflettevo proprio ieri, durante il mio allenamento settimanale in pale...
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CAGLIARI C’è una celebre canzone di Edoardo Bennato che porta come titolo  L’isola che non c’è : melodia un po’ malinconica e testo che invita a non lasciarsi sconfiggere da una vita troppo piatta, a continuare a sognare, anche a occhi aperti. Che c’entra con la trasferta di Cagliari? Beh, intanto Cagliari sta su un’isola, anzi meglio: è il capoluogo di una Regione che sta su un’isola. E poi, noi romanisti, di sogni calcistici ne abbiamo fatti parecchi nelle ultime settimane. Solo quindici giorni fa eravamo primi in classifica, guardavamo tutti dall’alto verso il basso e tra noi ci dicevamo:  “Aho, va beh, ce lo sappiamo che ci sono squadre più forti… ma hai visto mai? E il Leicester di Ranieri? E il Verona di Bagnoli? Noi siamo pure meglio di loro!”   Insomma,  non è vero ma ci credo . Il primo schiaffo è arrivato già contro il Napoli, ma a Cagliari è stato peggio: prestazione brutta, brutta davvero, e inevitabile sconfitta contro una squadra che con noi sembra se...
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ANNA di Monica Guerritore   Questo film, primo lavoro di Monica Guerritore nelle vesti di regista, rappresenta il primo biopic dedicato alla grande attrice Anna Magnani. La narrazione prende avvio dal 21 marzo 1956, quando l’artista viene insignita del Premio Oscar per la sua interpretazione ne La rosa tatuata di Daniel Mann (tratto da un testo di Tennessee Williams). La protagonista trascorre la notte in attesa della lieta notizia passeggiando per le strade di Roma, tra i sampietrini umidi, i suoi gatti e la gente del popolo che la ama e la ricambia con affetto. Da quel momento, forse il punto più alto della sua carriera, inizia però il declino. Magnani viene progressivamente messa da parte dai registi più importanti del tempo, tra cui Fellini e Pasolini, e rifiutata nel ruolo de La Ciociara , affidato invece a Sophia Loren, ritenuta più ‘giusta’. Anna vive con sofferenza quel periodo decadente, senza rinunciare tuttavia alla sua proverbiale verve e al carattere spigoloso che l...
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BIOGRAFIA Siamo nati in un giorno di cui non ricordiamo nulla, una data composta da cifre che oggi ci serve, al più, per registrarci su siti o scaricare applicazioni. O che utilizziamo come codice di sblocco, perché facile da memorizzare. Eppure, di ciò che accadde quel giorno non sappiamo niente: tutto avvolto nel vuoto, come il tempo che precede la nascita e quello che segue la morte. Il nulla prima e il nulla dopo. Qualche settimana fa una persona cara mi ha proposto di scrivere una sorta di biografia. Ci ho pensato, e devo ammettere che la troverei un’impresa singolare, persino bizzarra: raccontare la vita di qualcuno che non ha compiuto gesti memorabili, che non merita – e probabilmente non meriterà – neppure un trafiletto su un giornale, figuriamoci una pagina di Wikipedia, che ormai sembra non negarsi a nessuno. Se mai dovessi iniziare, dovrei decidere se raccontare la mia vita in modo asciutto e fedele, oppure, come fanno i romanzieri dotati di fantasia, arricchirla con qua...
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 BABBO NATALE AL BAR Passando davanti a un bar mi ha colpito l’imponente sagoma di un Babbo Natale. Rigorosamente vestito con la sua divisa d’ordinanza, bianco e rosso come le maglie del Piacenza o, per salire di livello, del Bayern Monaco. Il pupazzo si muove quasi fosse vero, accenna un sorriso e sta lì, davanti a quell’esercizio dove si servono caffè e cappuccini, a ricordarci che tra poche settimane si celebreranno le feste natalizie. In realtà, richiami al Natale se ne vedono già da un mesetto per le strade, ma questo fantoccio grande e grosso, chissà perché, ha catturato maggiormente la mia attenzione e sbloccato ricordi risalenti addirittura all’infanzia. Nella mia famiglia, il mitico Babbo Natale passava quasi inosservato. Troppo esotico: un signore che veniva da paesi lontani e freddi, con la sua immancabile slitta. Noi eravamo più provinciali — oggi, forse con una parola un po’ dura, si potrebbe dire “sovranisti”. Senza offesa per nessuno, tantomeno per gli interessati....
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 VILLA CON MINISTRO Smanettando sui siti di qualche quotidiano online, tra le varie notizie mi imbatto in una riguardante l’attuale (ahinoi) ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nonché vicepresidente “a coppe quando regna denari”: Matteo Salvini. Non parlo delle sue posizioni sulla guerra tra Russia e Ucraina, né dell’ennesima difesa a spada tratta dei carabinieri accusati di omicidio stradale per la morte del giovane Ramy a Milano circa un anno fa.   Questa volta la faccenda è diversa, ma non meno rilevante. Pare infatti che il “beota milanese” abbia acquistato insieme alla compagna Francesca Verdini – figlia del banchiere i mpicciarolo  Denis – una villetta alla Camilluccia, zona a nord di Roma nota per ospitare residenze di gente particolarmente agiata.   Non mi interessano le questioni giudiziarie: se ci siano o meno illeciti nell’acquisto lo stabiliranno i giudici. Ciò che mi colpisce è il prezzo:  1,35 milioni di euro  per una villa di...