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Visualizzazione dei post da settembre, 2022
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THE LOBSTER di Yorghois Lanthimos (2015) David (interpretato dal bravo Colin Farrell) è un uomo appena separato dalla moglie. In un futuro distopico si immagina una società dove è vietato restare single. I single, appunto, vengono accompagnati in un hotel dove vigono regole ferree e, soprattutto, dove si è obbligati a trovare un partner pena essere trasformati in un animale. Il nostro protagonista, alla domanda in quale animale vorrebbe trasformarsi nel caso non riuscisse a compiere la propria missione, risponde l’aragosta (the lobster) perché, in particolare, è particolarmente longeva. In questa particolare struttura gli ospiti devono trovare partners a loro compatibili. Così, uno dei protagonisti, finge di avere un particolare fastidio, quello di perdere sangue dal naso, per accoppiarsi con una donna che ha realmente questo disturbo. David s’invaghisce di una donna senza cuore che lo inganna e lo tradisce, uccidendo spietatamente il fratello già trasformato in un cane. David la...
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L'AVVENIRE Superata ormai abbondantemente la mezza piotta, oltre ai canonici bilanci esistenziali che, comunque, si fanno anche prima o dopo, dipende dall’esercizio finanziario e dalle scadenze che ci si danno, viene da pensare anche a cosa fare di quel che resta. Quel che resta, e vengono le paturnie a pensare a quanto il tempo scorra velocemente e a quanto (poco) manchi alla cosiddetta durata media della vita dell’uomo occidentale. Vien quasi da ripensare a quella scena di un film di Nanni Moretti, Caro diario, dove il protagonista neo quarantenne, magistralmente interpretato dallo stesso attore romano, misura la vita che gli resta attraverso un metro di plastica. Cosa mi piacerebbe fare nei prossimi anni che non saranno più quelli della beata gioventù e mi costringeranno a fare, inevitabilmente, i conti con limiti fisici e qualche acciacco? Ci sono cose che faccio e mi piacerebbe continuare fino al termine dei miei giorni. Leggere, guardare film, fare qualche sport, scrive...
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  WANNA Wanna Marchi e la figlia, Stefania Nobile, vendevano lo sciogli pancia, promettevano fisici atletici e un viso senza rughe. Poi, un passo ancora più avanti con la collaborazione del sedicente mago Mario Pacheco Do Nascimento, maestro di vita… Dai cosmetici e i prodotti dimagranti alla fortuna e alla felicità. Wanna Marchi e Stefania Nobile si sentivano ormai onnipotenti, capaci di poter vendere di tutto a quel popolo di ingenui e creduloni che le seguivano dagli schermi della televisione. Fino alla caduta negli inferi alle accuse di truffa, ai processi, alle condanne, alla galera. Senza che queste due donne rinnegassero mai nulla o si pentissero mai di niente. Cosa ci spiega quest’interessante documentario, fatto veramente bene in onda su Netflix. Facile sorridere di fronte a quelle tante persone che spesso hanno dilapidato interi patrimoni personali per inseguire i sogni promessi e venduti dalla diabolica coppia di televenditrici.  Cadere nella trappola di un ing...
  POST ELEZIONI Per quanto ci si possa preparare, una botta in testa lascia sempre qualche contraccolpo. E’ quello che è avvenuto in queste ore e in questi giorni con i risultati delle elezioni politiche tenutesi domenica scorsa con le urne aperte dalle otto alle ventitré.  Detto senza troppi giri di parole, il successo della destra era ampiamente annunciato, direi quasi scontato. Dal (quasi) trionfo di Giorgia Meloni e camerati vari poteva salvarci, probabilmente, solo un’invasione degli alieni o qualche fenomeno naturale che obbligasse a rinviare le stesse elezioni. Certo, non potevano salvarci leader e leaderini dei vari partiti che si sono contrapposti all'ormai datato schieramento di destra. Non l’inadeguato Enrico Letta incapace di strappare un qualsivoglia e significativo accordo elettorale con qualche formazione politica di un certo peso. Non i costituenti del cosiddetto ‘terzo polo’ per i quali non esiste un pericolo fascista perché siamo, e ormai da tempo, in...
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NON PER DIO MA NEANCHE PER GIOCO di Luigi Viva Doverosa premessa. Questa biografia del grande Fabrizio De André, per conto mio il miglior cantautore italiano di sempre per distacco, non è un instant book redatto nei mesi immediatamente successivi alla sua scomparsa. L’autore, Luigi Viva, lavorava su questo saggio sin dagli inizi degli anni novanta e ne aveva informato anche lo stesso De André che collaborò in qualche modo alla sua stesura. E’ sicuramente un libro interessante che ripercorre la vita del cantautore genovese dai primi, vivaci anni dell’infanzia trascorsi tra città e campagna, a Revignano d’Asti, alle inquietudini adolescenziali e giovanili quando Fabrizio cerca, in ogni modo, di spogliarsi dal retaggio di una estrazione sociale borghese e di un destino esistenziale che sembra già scritto. Suona, scrive, esprime tutte le sue curiosità e si lascia andare a una vita spesso dissennata e dissoluta insieme ai suoi amici. E si appassiona, in particolar modo, a quei soggetti ...
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IL SIGNORE DELLE FORMICHE di Gianni Amelio  Aldo Braibanti è stato un filosofo, militante del partito comunista, omosessuale. Omosessuale, parola che non esiste nei codici penali che si sono succeduti cronologicamente, sin dai tempi del fascismo e di Benito Mussolini per il quale, evidentemente, non era possibile che tra un popolo tanto virile come quello italiano si annidasse qualche maschietto effeminato. Nel 1964 il professor Braibanti viene incriminato per ‘plagio’, colpevole di aver costretto attraverso pressioni di natura psicologica due ragazzi a seguirlo. La denuncia parte dalla mamma di un ragazzo che aveva, appunto, seguito il professore a Roma nel tentativo di liberarsi dall’oppressione di una famiglia bigotta e di vivere serenamente e felicemente i propri desideri. Aldo Braibanti è stato un filosofo, militante del partito comunista, omosessuale. Omosessuale, parola che non esiste nei codici penali che si sono succeduti cronologicamente, sin dai tempi del fascismo...
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IL SABATO  La donzelletta vien dalla campagna… I versi immortali di Giacomo Leopardi che aprono una di quelle poesie che un tempo gli studenti erano costretti a imparare a memoria. Il sabato del villaggio. La festa di paese e la serena attesa per la domenica, giornata di riposi e piaceri. Il sabato è il giorno più trendy della settimana, il giorno che, più di altri, ha ispirato poeti, romanzieri, autori di testi musicali. Chi ha vissuto la propria adolescenza sul finire degli anni settanta non potrà mai dimenticare Saturday night fever, pellicola cinematografica di enorme successo e la sua meravigliosa colonna sonora. C’è chi ha raccontato il sabato in forme più malinconiche e struggenti, passerotto non andare via, il sabato pomeriggio di Claudio Baglioni la solita storia trita e ritrita di amori che vanno e vengono perché così va il mondo. E, poi, mi sovvengono alcune note di Pino Daniele, oggi è sabato domani non si va a scuola. Parole un po’ superate dalla storia e dai c...