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Visualizzazione dei post da agosto, 2025
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 INFAMI ‘Infame’ è un aggettivo, parola derivata dal latino e che, stando a quanto riportato sull’Enciclopedia Treccani, definisce chi ha compiuto azioni particolarmente spregevoli. E’ un epiteto che, generalmente, viene rivolto a soggetti che, appunto, si macchiano di comportamenti disdicevoli e privi di qualsiasi morale, quasi al limite del più elementare senso d’umanità. L’infame è colui che contravviene a un codice prestabilito, chi fa la spia e non è figlio di Maria, chi pone il proprio tornaconto davanti a tutto senza alcun vincolo morale. Ecco, pensavo a questo singolare aggettivo leggendo una delle tante news; la nave dell’O.N.G. Mediterranea Saving Humans è stata sottoposta a multa e, soprattutto, a fermo amministrativo per aver contravvenuto a un ordine proveniente direttamente da qualche stanza governativa. Più precisamente il comandante dell’equipaggio avrebbe deciso di far scendere una decina di poveri Cristi recuperati in mare e messi in salvo nel più vicino por...
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 SE TELEFONANDO... Io sono nato col telefono fisso. Ce l’avevo a casa, era di color grigio (se la memoria non m’inganna) e per ogni numero da comporre bisognava lavorare con un dito di una mano, preferibilmente l’indice, e c’era la rotella. Un giro completo dallo zero al nove con la speranza di non impallarsi e dover ricominciare tutto daccapo. C’erano i duplex, ovvero la linea collegata con quella dei tizi che abitavano di fianco e di sopra e, quindi, poter telefonare era anche una questione di priorità. Oltre che di buone maniere e ordinato vivere civile perché, chiaramente, le lunghe conversazioni erano sconsigliate. E non solo per questioni di bolletta. Poi, sono arrivati i telefonini che all’inizio erano grandi e grossi e servivano solo per chiamare o mandare messaggini, gli sms, ma che, in seguito, si sono trasformati in veri e propri computers da tenere sempre con sé son tanto d’intelligenza artificiale. E basta buttare un’occhiata intorno per trovare qualche tizio con...
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 UN DECA Proprio oggi ha riaperto il bar dove, solitamente, prendo il primo caffè della mattina. O un decaffeinato quando il reflusso gastrico s’intensifica. Il mio barman di fiducia, quest’oggi, appariva piuttosto sorridente; abbronzato non molto, forse ha trascorso questo periodo di riposo in posti di montagna o di collina. Chissà e, comunque, non gliel’ho chiesto. Gli ho chiesto soltanto un decaffeinato e lui, in realtà, è rimasto assai sorpreso perché mi conosce come un cliente decisamente abitudinario. Ho dovuto, quindi, portare una giustificazione come si faceva ai tempi della scuola; senza libretti o forme dei genitori o di chi ne faceva le veci stavolta, è bastato accennare ai miei problemi gastrici che in estate tornano minacciosi, puntuali come un orologio svizzero. Quindi, ho dato una rapida occhiata ai giornali appoggiati sul frigorifero dei gelati, la prima pagina di un celebre e romano quotidiano sportivo che dava conto della sconfitta della Lazio, buon motivo per...
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 ROMA BOLOGNA  Qualcuno dice che è come il primo giorno di scuola. Una frase fatta e, poi a una certa, ormai, chi se lo ricorda più il primo giorno di scuola? Io, al massimo, mi ricordo il primo autentico giorno di scuola, quello che segnava l’inizio del ciclo delle scuole elementari e il passaggio a una realtà fatta di voti, giudizi, promozioni e bocciature, Anche se in prima elementare non si bocciava nessuno. Ho sufficiente memoria, invece, per ricordare le più recenti giornate di campionato e, anche, qualcuna più remota quando lo stesso campionato iniziava a settembre inoltrato o, addirittura, a ottobre. Stavolta l’avversaria della prima di campionato l’abbiamo conosciuta con buon anticipo, niente di meno che ai primi di giugno perché lo spettacolo deve andare sempre avanti e morto un campionato se ne fa sempre un altro. Così quando dal bussolotto ormai informatico è uscito il Bologna che un tempo tremare il mondo faceva ma che, soprattutto, si fregia della coccarda ...
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STAI SENZA PENSIERI Io dico sempre quello che penso! Quante volte abbiamo sentito qualcuno spifferare questa frase usata e abusata? Probabilmente tante. E quante volte ne abbiamo fatto uso anche noi? Probabilmente, ecco, chi è senza peccato scagli la prima pietra e nessuno, o quasi, può dichiararsi immune dal vizio di aver urlato almeno una volta nella vita, fiero e orgoglioso, io dico sempre quello che penso! Che, poi, prima di dire bisognerebbe sempre pensare e questa roba rappresenta, a mio parere, uno dei più grossi problemi della contemporaneità. Perché se la ‘mente’ dopo analisi più o meno brevi o prolungate produce una sciocchezza, meglio una stronzata, il fatto che tutto ciò sia conseguente a un atto di onestà intellettuale, ovvero al dire ciò che si pensa con tanto di punto esclamativo, non rappresenta un valido alibi. Per poter discutere di qualsiasi argomento, sia una complicata questione di politica internazionale o lo stato di forma di Jannik Sinner alla vigilia degl...
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 CALENDARI Quando la Roma vinse il suo secondo scudetto, stagione 1982/83, il campionato iniziò poco prima della metà di settembre. E, ancora prima, nel corso degli anni settanta e, quindi, a ritroso nel tempo, il pallone muoveva i suoi primi passi stagionali addirittura a ottobre. E, d’altra parte, settembre era considerato ancora un mese estivo nonostante non si parlasse ancora di cambiamenti climatici, Ora, invece, il campionato di calcio, questa specie di messa pagana che si celebra, ormai, in tutti i giorni della settimana e non solo di domenica come nei tempi che furono, comincia già in agosto. E proprio in questi giorni leggo, soprattutto nel fantastico mondo dei social e delle messaggerie di whats up, i commenti giubilanti di chi non vede l’ora che inizi questa fiera dei sogni e delle illusioni. Personalmente e, orma, da qualche anno, ho nei confronti di questo gioco nel quale è indispensabile un pallone che scorre per un prato preferibilmente verde, sensazioni assai st...
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 LEONK AVALLO Questa mattina mi sono svegliato; con assoluta calma perché siamo pur sempre in estate e il tempo era pure incerto, tra nuvole e sole e con i pavimenti stradali ancora bagnati dalla pioggia caduta nel corso della notte. Ecco, mi sono svegliato, ho acceso il mio smartphone che di notte, appunto, tengo spento perché se qualcuno deve cercarmi proprio di notte, fosse pure un amico che alla Riccardo Cocciante mi chiama per prendere le botte, c’è sempre il telefono fisso; mi sono svegliato e ho appreso la notizia dello sgombero del mitico centro sociale milanese del Leoncavallo. Il compagno che postava la notizia su una chat che non ammette fascisti, razzisti, sessisti, omofobi e quant’altro, affermava il suo sincero dispiacere anche se, ricordava come, negli ultimi trent’anni, fossero diventati tanto stronzi! A me questa storia dello sgombero del Leoncavallo ha messo una tristezza infinita, l’ho vista come un atto simbolico di questi mostri che stanno al potere e ris...
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 PROIETTORI E CAMPEGGI Tornando al tempo dell’infanzia o, al più, dell’adolescenza; ecco, avevo degli zii che abitavano in una zona di Roma assai residenziale e borghese, esattamente tra la Balduina e la Camilluccia (me cojoni), pur senza risultare particolarmente ricchi. Lui, dico mio zio, gestiva un laboratorio di cornici e, ogni tanto, ci regalava pure qualche quadro utile ad abbellire i muri delle nostre umili case. I figli dei miei zii, ovvero i miei cugini, avevano, per lo più, la mia stessa età, quindi, erano divertenti le occasioni (rare) nel corso dell’anno durante le quali potevamo incontrarci e stare insieme. Ora, però, non voglio raccontare la storia di una famigliola della quale, sinceramente, ho perso qualsiasi traccia. Non so neanche se i miei zii siano ancora vivi e cosa diavolo facciano nella vita quei cugini con i quali giocavo a pallone a Natale o a Pasqua.   Questi vecchi zii con annessi cugini mi sono venuti in mente, semplicemente, in uno di quei sing...
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 MOSTRI COL TASER Pare che la camerata Giorgia Meloni stia facendo una gran bella figura al vertice di Washington convocato dal maschione Alpha Donald Trump per riappacificare russi e ucraini. Nel corso dell’impegnativo simposio era seduta al fianco del signore americano al quale, addirittura, avrebbe dispensato consigli su come trattare i giornalisti. Male, s’intende. E, poi, avrebbe proposto quella storia dell’articolo cinque, ovvero mettere l’Ucraina sotto lo scudo della NATO senza farla iscrivere alla stessa organizzazioni. Forme e sostanze, una mandrakata! Ora, è chiaro che sui giornalacci di destra la camerata Meloni viene raccontata come una statista di spessore internazionale, di quelle che ne nascono ogni cento anni come Francesco Totti, o che il povero Alcide De Gasperi je spiccia casa. Su quelli che non sono di destra o che, forse, stanno pure all’opposizione c’è, spesso, la tentazione di dire o scrivere che si, va beh, questa presiede un governo che è quello che è...
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 SARA AL TRAMONTO di Maurizio De Giovanni Mi ritengo un lettore onnivoro, con precise e specifiche preferenze per determinati generi ma che, di tanto in tanto, s’incammina verso territori meno conosciuti. Ecco, quindi, che ho appena finito di leggere un bel romanzo noir, meglio dire un poliziesco visto che la protagonista principale della storia è proprio una poliziotta. Meglio una poliziotta in pensione con un passato non precisato in un’unità investigativa coperta da chissà quali vincoli e segreti operativi e istruttori, che conduce un’esistenza assai malinconica, con un compagno e un figlio morti da qualche anno e con l’assillo di riempire giornate che sembrano davvero vuote. Arriva, dunque, la chiamata alle armi di una sua vecchia collega che le chiede di partecipare alle indagini per una ‘riapertura’ di un caso di omicidio. Si tratta di un ricco imprenditore ucciso brutalmente, di un assassinio per il quale è stata accusata la figlia che, in quanto sbandata, stravagante no...
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 FROSINONE NEOM Nei mesi estivi durante i quali la Roma non disputa partite ufficiali, quelle che valgono tre punti e alimentano stati di sofferenza difficilmente gestibili, cerco di staccare la spina. Non completamente, s’intende, non potrei fare a meno d’informarmi sulle vicende della mia amata squadra del cuore neanche in quei periodi nei quali succede poco o nulla. Però, c’è sempre il mercato di calciatori e allenatori e, poi, inizia il precampionato che, ormai, viene definito pre-season con un anglicismo che fa molto trendy, E, comunque, prima che inizi la stagione ufficiale, cerco di risparmiarmi la visione di eventi live. Le amichevoli, insomma, le guardo, se posso e quando posso, ma preferibilmente dagli schermi di una TV. Conosco, peraltro, alcuni tifosi romanisti che ‘si fanno pure le amichevoli’ , spendendo (meritoriamente) soldi, tempo e ferie per questa passione anche durante i mesi estivi. Personalmente, invece, la mia scelta l’ho fatta da tempo. Amichevoli est...
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 CARCERE Oggi potrei stupire con effetti speciali, ma anche no – non ne sarei in grado e non dispongo della necessaria dose di fantasia indispensabile per imbastire storie che vadano oltre la realtà di ogni giorno; potrei, ancora, discettare sulle condizioni climatiche, sull’anticiclone africano che non va più via come la tristezza delle strofe di certe canzoni, delle strade vuote, eccetera eccetera. E, invece no; leggendo, qui e la, qualche articolo sui quotidiani rigorosamente on line nel giorno che segue il Ferragosto e, quindi, con tutte le edicole chiuse, anche quelle che non recano il cartello delle ferie, mi sono ingarellato in qualche riflessione sul carcere. Il carcere, istituzione totale per eccellenza, analizzato dal punto di osservazione di chi non ci ha mai messo piede neanche per una visita con qualche politico autorizzato. Ad ascoltare i discorsi della ‘gente’, insomma di quelli che parlano al bar o mentre aspettano l’autobus o la metropolitana, meglio ancora, de...
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 GRATTA E VINCI A FERRAGOSTO Mi piace raccontare le storie delle persone ‘comuni’, ovvero di coloro che, difficilmente, guadagneranno, postume, un cenno su un manuale di storia. E che, spesso, non meritano neanche un trafiletto su un giornale. Ecco, oggi è Ferragosto ed esplode la solita diatriba tra chi sostiene che sono tutti partiti e chi, invece, osserva come le città sono meno vuote del consueto. Posso fare un piccolo esperimento sociale, facendo un giretto mattutino per le strade del mio quartiere, Io sono, infatti, tra quelli che il Ferragosto lo trascorrono a casa senza neanche la consolazione beffarda del Palo della Morte di un celebre film di Carlo Verdone. Vado in edicola per acquistare un giornale ma l’esercente m’informa che non può assecondare le mie richieste; ho solo un pezzo da cinquanta euro e lui, poverino, non ha il resto. E neanche è dotato di POS. Quindi, non mi resta che anticipare l’acquisto di un dannoso pacchetto di sigarette in un contiguo bar tabac...
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ZINGARI FELICI A differenza dell’ottimo Claudio Lolli, credo di non aver mai visto zingari felici. O, almeno, di non aver mai immaginato zingari felici.   Al tempo dell’infanzia gli zingari mi facevano quasi paura. Avevano visi svegli e lo sguardo di chi aveva vissuto intensamente. E, poi, c’erano i moniti degli adulti; fai attenzione che quelli rubano!   Ricordo un accampamento di nomadi in una particolare via della periferia romana, via del Mandrione. Ci si entrava oltrepassando dei piccoli archi ed ecco, quindi, che spuntavano roulotte, panni stesi, donne e uomini vestiti come capitava. Succedeva, talvolta, che con le loro roulotte questi zingari chiudessero la strada e, allora, mio padre pazientemente e senza neanche un proposito di discussione, tornava indietro e prendeva la via più lunga.   Gli zingari, poi, li ritrovavo su qualche autobus o sulla metropolitana con il viso scuro e gli abiti consunti. Facevano paura alla gente ‘perbene’, quella descritta in alc...
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 UN DESERTO La banchina della stazione dove gli utenti – pendolari del servizio di trasporto pubblico è quasi vuota. Siamo alla vigilia del Ferragosto, la data simbolo di ogni estate che si rispetti e, tutto sommato, qualcosa da fare lo trovano tutti. O quasi.   Comunque, un tizio a pochi metri da me vede e provvede e commenta che, lunedì prossimo, qui,  ce sarà er deserto dei Tartari!  Ipotizzando che nella prossima settimana la città si svuoterà ancor di più e chissà se il già menzionato tizio conosca l’opera di Dino Buzzati. Forse sì perché quel romanzo ha fornito spunto per un film di successo. E, tuttavia, non è importante.   Mi guardo intorno; qualche giovane con lo zaino e le valigie pronto a partire, operai edili con abiti da fatiche che verranno, travet che, probabilmente, le ferie le hanno giù fatte.   E, ancora, quando scendo dal treno per effettuare il cambio con la metropolitana, un signore con una cane di discreta stazza, colore bianco. ...
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REFLUSSI Stanotte ho dormito poco e male. Dice, e chissenefrega mica sarai l’unico al mondo. C’è chi non dorme perché  c’ha un sacco di pensieri , perché vive in una zona di guerra o, semplicemente,  perché je piace fa nottata.   A me, in realtà, non è mai piaciuto tirare tardi e non sono mai stato un abituale frequentatore di discoteche o altri locali dove si vive la notte. La notte è fatta per dormire diceva qualche vecchio che non ci sta più e che si consolava, così, dal fatto che la mattina si doveva svegliare presto. Quindi la notte non poteva che essere fatta per dormire.   Però d’estate dormire è veramente un’impresa. Stanotte, per esempio, avevo caldo, il reflusso gastroesofageo e una rompiscatole del piano di sotto che rideva in continuazione. L’ultima risata se l’è fatta, credo, verso l’una; una risata acuta, sguaiata, senza eleganza e, probabilmente, senza una ragione sufficiente per disturbare l’intero vicinato. Ma tant’è.   Il reflusso, invece...
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 LA CITTA' VUOTA Una volta in vacanza ad agosto ci andavo pure io. Solitamente con un certo anticipo sceglievo i miei compagni di viaggio; talvolta, succedeva anche di essere scelti o, addirittura e quasi cooptati, insomma nominati con poche possibilità di rifiutare la proposta. Un rifiuto, appunto, sarebbe stato preso come un’insopportabile scortesia, preludio all’interruzione di rapporti amicali che si protraevano da anni. Succedeva, pure, di decidere all’ultimo momento, una sorta di last minute autogestito. Una volta m’inserii in una comitiva d’amici diretta in Francia. Mi feci Marsiglia, Lione e, neanche a dirlo, Parigi; una bella esperienza anche se qualcuno rimaneva un po’ sorpreso quando, soprattutto di mattina, cercavo i miei momenti di solitudine imbarcandomi in brevi passeggiate con annesso ed eremitico caffè. Poi, invece, ho smesso di fare viaggi e vacanze ad agosto. Motivazioni? Boh, escludendo di voler sembrare un inguaribile radical che intende marcare distanze e ...
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 LA LISTA DEI MIEI DESIDERI di Adam Brooks  Film prodotto direttamente da Netflix e che, quindi, appare inevitabilmente e in bell’evidenza nell’home page della stessa piattaforma che trasmette contenuti on demand. Così che, il povero telespettatore che si sente pure un po’ triste e solitario come il binario di una vecchia canzone interpretata magistralmente da Claudio Villa detto il reuccio, s’incuriosisce e pigramente dice e si dice, proviamo a vedere di cosa si tratta. Nelle scene iniziali c’è una donna neanche troppo vecchia e che, comunque, mantiene un aspetto curato e giovanile (i settanta sono i nuovi sessanta   e così via)   che ospita una festicciola con la presenza di figli e nuore. La signora, per completezza d’informazione, tiene tre figli, due maschi e una femmina; l’ultima e, si dice, la preferita. Questa gestisce l’azienda di famiglia ma, non appena la mamma muore, scopre di esser stata licenziata. Dalla mamma e, direttamente, dalla tomba. Però, e c’è...