E PURE STO NATALE...
Quando ero bambino c’era già il Natale. Con tutta l’attesa, le luci per le
strade, i negozi più affollati del solito e l’attesa che, di giorno in giorno,
si faceva sempre più intensa. Da frequentatori di scuole di ogni ordine e grado
aspettavamo l’inizio delle vacanze. In genere l’ultimo giorno era previsto per
il ventitré, l’antivigilia, e si tornava dopo l’epifania che tutte le feste,
appunto, si porta via. Poi, ci fu il
tempo della crisi economica e di quelli che dicevano che bisognava produrre di
più per allinearci agli altri paesi europei e, allora, furono abolite alcune
feste e tornammo a scuola, ricordo bene, addirittura prima della Befana. Subito
dopo Capodanno, insomma, ed eravamo tutti estremamente spaesati da questa
brutta novità, studenti e insegnanti. Durò poco questa brutta roba e, presto,
si ricominciò a far vacanza fino al sei gennaio. Anzi, ci fu un anno, deve
essere stato il 1985 che, grazie a un’insolita e fitta nevicata, le stesse
vacanze si prolungarono ancora per una settimana. Niente aule scolastiche,
libri e quaderni, eravamo i strada a improvvisare cruente battaglie, tirandoci
palle di neve ghiacciate.
Ho un bel ricordo dei giorni di Natale del tempo dell’infanzia. Non perché fossi particolarmente attaccato al significato religioso della festa ma, semplicemente, per l’occasione di vedere gente che, durante l’anno, era totalmente assente dalla mia vita. Insomma, un modo come un altro per ritrovarci con quelle tavolate imbandite di cibo che, puntualmente, avanzava per la cena e, talvolta, anche per i giorni seguenti, le partite a tombola e qualche scappatella in cortile per tirare due calci a un pallone.
A scuola c’era l’albero e il presepio e si faceva la foto ricordo vicino
all’albero. In solitaria e, in fondo, meglio di quelle foto di classe del
periodo della primavera con alunni che assumevano le più differenti pose. Serie
o allegre, annoiate o concentrate. Foto che, comunque, ci saremmo portati
dietro per tutta la vita e a sapere, magari, che le avremmo ritrovate su
qualche pagina di social particolarmente celebri e partecipati avremmo fatto
maggiore attenzione nel metterci bene in posa. Ma vallo a sapere. In quei tempi
dell’infanzia, invece, pensavamo semplicemente, a goderci quei giorni di festa
sperando, magari, che passassero più lentamente possibile.
Poi sono arrivati altri tempi e altri Natali. Meno sentiti e, anche, con la
consapevolezza dei fastidi che queste giornate provocano. Il traffico, le
corse, il disincanto. Ecco, soprattutto il disincanto e la certezza che anche
queste feste passeranno con tutti i loro vantaggi e svantaggi. E potremo
ricordare una celebre battuta di una commedia di qualche anno fa, s’intitolava,
appunto, Vacanze di Natale, con quel tizio che, alla fine della fiera, esplose
in una famosa esclamazione; pure questo Natale ce lo siamo tolti di torno! O,
qualcosa del genere.

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