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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024
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  TRIKLE DOWN Dopo l’approvazione del disegno di legge che istituisce la cosiddetta ‘autonomia differenziata’, i senatori dei gruppi d’opposizione si sono alzati intonando l’inno di Mameli. Un coro al quale, beffardamente, si sono uniti anche tanti parlamentari dei partiti di governo che quel provvedimento lo hanno votato.   Ora, quest’esibizione canora dimostra ancor più e a mio parere, la debolezza e la confusione dell’opposizione parlamentare nel nostro paese. Una debolezza sulla quale gli attuali padroni politici del vapore, come si dice dalle mie parti, ci sguazzano. Permettendosi pure di ‘perculare’ i loro avversari politici.   Ma come gli salta in testa di cantare l’inno nazionale? O, meglio, non potevano scegliere altre e più efficaci canzoni di lotta o di protesta? Che ne so, e visto il tema, io avrei scelto qualche canzone che parlasse degli ultimi, degli oppressi, dei poveracci.   Perché quest’autonomia differenziata che cristallizza ancor più le dis...
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GIGI RIVA Cosa provo quando leggo di personaggi celebri che escono definitivamente di scena? Intendo dire che muoiono, insomma che finiscono sotto terra. Beh, diciamo che dipende dal genere di personaggio, dalla sua professione terrena e dalla ragione della sua fama, dalla simpatia, dal talento.   Ad esempio, ieri, mentre tornavo a casa di sera apprendevo della scomparsa di Gigi Riva. E ci sono rimasto male pur non avendo, per ragioni anagrafiche, mai visto il povero Gigi giocare dal vivo. Però Gigi Riva era sulla bocca di tutti. E anche sulla bocca di noi piccoletti che tiravamo calci a un pallone in qualche cortile. Gigi Riva calciava forte, era potente, tirava certe bombe…   E, poi, era uno tutto d’un pezzo che mica s’era fatto corrompere dalle grandi società del nord che offrivano tanti soldi e promettevano gloria. Lui era rimasto sempre fedele al Cagliari con il quale aveva vinto un incredibile scudetto nel 1970. Una roba da sociologia che, infatti e in seguito, quand...
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 A PERFECT DAYS di Wim Wenders E’ domenica e fa freddo e il cinema, dunque, è sempre una buona soluzione per svoltare la giornata di festa durante la quale, pare, anche nostro Signore si riposò. Che c’è che non c’è, questo ce l’ho, quest’altro mi manca, così vado a vedere l’ultimo film, il diciottesimo, dico e ribadisco il diciottesimo film di Wim Wenders, insomma mica l’ultimo arrivato. Uno che ha vinto un sacco di premi, pieno di trofei, insomma, come Guardiola o Mourinho ma senza il problema che qualcuno possa esonerarlo. Smetterà quando vorrà lui o quell’altro che ho già citato, il Signore che, pare, si riposò proprio di domenica- Pure stavolta il vecchio Wim è andato a Cannes a presentare la sua opera cinematografica e Koji Yakushoha vinto   il premio come miglior attore. Attore protagonista, in questo film il nostro Koji interpreta un signore che si guadagna il salario pulendo bagni in parchi pubbli c i. Un lavoro che svolge con estrema dedizione a differenza del suo a...
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 STORIE INCREDIBILI SULLA GRANDE ROMA di Massimo Izzi  Massimo Izzi ha scritto ben diciotto libri sulla storia dell’A.s. .Roma. Interessandosi di tutte le epoche a partire dalla fondazione avvenuta nel 1927. Quindi, quando si sceglie un testo storico su questo glorioso e amato club , con l’autore appena citato si va sul sicuro. Una roba assolutamente non scontata nell’ambito dei libri sullo sport e sugli sportivi scritti, troppo spesso, da autori poco competenti e attenti esclusivamente a confezionare prodotti di cassetta da regalare magari per le festività natalizie o di compleanno. Venendo al libro in questione, Storie incredibili sulla grande Roma che non ti hanno mai raccontato, Newton Edizioni, il saggio racconta episodi assai singolari, conosciuti e meno conosciuti, in merito, s’intende, alle vicende del club capitolino dal 1927 fino ai giorni nostri. Dal controverso acquisto dalla Fiumana di Rudolf ‘Sciabolone’ Volk, fino a quello di Romelu Lukaku della scorsa estate,...
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 RADICAL CHIC Manifesto una discreta simpatia nei confronti di alcune categorie di soggetti messi alla berlina dagli epigoni di un certo pensiero popular populista. Tra questi i cosiddetti ‘radical chic’, termine coniato per la prima volta nell’ormai remoto 1970 da un giornalista americano, Tom Wolfe, che attaccava pesantemente quegli artisti che sostenevano anche con raccolte fondi i militanti delle Pantere Nere . Altri tempi e son passati, ahinoi, più di cinquant’anni, ma la caccia al radical chic è aumentata in questi anni di populismi di successo. E, in fondo, non mi dispiacerebbe essere etichettato qualche volta come radical chic. Certo, mi manca la villa a Capalbio o in altra raffinata località dove trascorrere l’estate, le piste di sci d’inverno, e non vivo neanche in un quartiere borghese. Però, come un qualsiasi e fottuto radical chic, potrei essere tacciato di leggere troppi libri, di guardare con curiosità e interesse i film d’autore, di disprezzare i cine panetton...
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 PREGIUDIZI Beato chi c’ha n’occhio, espressione verbale che uso di sovente con fare ironico e disincantato, preferibilmente per scrollarmi di dosso petulanti soggetti che mi chiedono precise indicazioni su programmi futuri. Traduzione, non so quanto fedele, del celebre detto latino beati monoculi in terra caecorum. Talvolta dico pure che ‘ammazza ammazza è tutta na razza’, frase la cui primogenitura appartiene, probabilmente, a povera nonna, utile per troncare definitivamente dibattiti socio politici suscettibili di sviluppi assai lunghi e tediosi. Tipo la scelta del meno peggio da votare alle prossime elezioni. Quanto ai pregiudizi, penso di aver compiuto un discreto percorso necessario per comprendere che è meglio non indulgere troppo in espressioni ed epiteti che puzzano di sessismo, machismo, razzismo e fascismo. Tuttavia, devo confessare che quando vedo entrare in metropolitana il gruppetto di giovani zingare, scure e rumorose, quei quattro neuroni ancora in funzione ne...
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MATTINA AL BAR  La mente, il cervello sta sempre in azione in un fluire ininterrotto di pensieri. Durante il sonno, invece e pare, vengono riattivate le sinapsi. Come svuotare un cestino troppo pieno. Ora, e per quanto mi riguarda, ho pensieri confusi e da rincoglionito cronico non appena lascio, più o meno faticosamente, il mio giaciglio, ho bisogno di una doccia per recuperare energie fisiche e, soprattutto, mentali. Dopo di che, le cellule del mio cervello risultano pienamente attive e funzionanti. Ecco, quindi, che comincio a riflettere, a pensare fortemente quando esco da casa per una veloce colazione al bar. Da quando ho iniziato, ormai qualche anno fa, quest’esercizio quotidiano di scrittura mi chiedo proprio in questa fase della giornata, su cosa posso riflettere oggi? Attualità, sport, politica o questioni meramente filosofiche o esistenziali? Queste ultime mi piacciono di più. E mi aiuta molto l’osservazione, l’ascolto delle parole e dei discorsi della gente che incontro ...
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 CALENDARI Sono seduto e, davanti ai miei occhi alzando leggermente il capo, vedo un calendario. Sfondo bianco, giorni feriali colorati di nero, giorni festivi colorati di rosso come in ogni calendario che si rispetti.   E’ il calendario del mese in corso e dell’anno in corso, gennaio del 2024, ai lati ci sono i giorni dei mesi che lo precedono e lo seguono.   Insomma, un ordinario calendario. Un oggetto questo, il calendario, che e nonostante tutte le novità tecnologiche e la nostra propensione a utilizzare, sempre più, strumenti digitali non ha perso la sua utilità e, anche, il proprio fascino. I calendari ce li regalano, prima che finisca l’anno, quei commercianti e professionisti ai quali siamo particolarmente fedeli. Il meccanico, il barista, addirittura il parrucchiere. Se non ci accontentiamo di questi calendari un po’ ‘spartani’, possiamo sceglierne e comprarne altri di nostro gradimento. Che raffigurano quadri di pittori bravi e famosi o quello della propria ...
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 BREVE CRONACA DI UN ESONERO Ricordo bene quando l’As Roma con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet annunciava l’ingaggio di José Mourinho, allenatore portoghese pluridecorato, venticinque titoli in carriera che, poi, sarebbero diventati ventisei, fresco tuttavia del terzo esonero consecutivo in Premier League.   Ero in macchina e ascoltavo la radio, sintonizzato su uno di quei canali monotematici che si occupano di calcio, anzi della Roma, tutto il santo giorno. José Mourinho è il nuovo allenatore della Roma, disse con tono assai sorpreso, quasi pensando a uno scherzo, lo speaker di turno. Poi, accertata la veridicità della notizia, iniziò un lungo pomeriggio di telefonate con amici e compagni di provata e meno provata fede romanista. Tutti convinti che l’arrivo del profeta di Setubal avrebbe dato inizio a un ciclo virtuoso e inarrestabile di successi. E chissà quali e quanti campioni sarebbero arrivati a Trigoria convinti dalla prospettiva di essere allenati ...
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 VISIONI Manifesto una certa curiosità nei confronti di quel che accade nel mondo dei giovani, quindi, e che ne so, nelle scuole o nelle università.   Occupazioni di scuole, se ne è parlato in questo periodo con un particolare riferimento a quanto accaduto in un liceo romano, quello intitolato a Torquato Tasso, dove numerosi studenti sono stati sanzionati dal preside, meglio dal direttore didattico, per via, appunto, delle occupazioni. Dure sanzioni, abbassamento del voto in condotta che potrebbe pregiudicare l’anno scolastico in corso e anche la futura carriera universitaria dei ragazzi coinvolti, tutto accompagnato dal plauso, niente di meno, che del ministro dell’istruzione (e del merito, bah), Lorenzo Valditara. Un personaggio che, peraltro, aveva già espresso la sua vocazione disciplinante e reazionaria rispetto all'organizzazione del sistema scolastico.   Ora questo fatto a mio parere piuttosto bruttino per non dire grave, unitamente ad altri episodi di questi g...
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COPERTA Una vecchia coperta ormai logora, consunta. Quante volte era stato riscaldato da quella coperta nelle notti fredde e di pioggia. Quelle notti durante le quali, per nessun motivo al mondo, sarebbe uscito di casa. Quelle notti che era meglio starsene tranquilli a guardare un film. Quelle notti che non lasciavano rimpianti per mancate serate a bisbocciare con gli amici. Ora quella coperta consumata non serviva più. Anzi, a pensarci bene, poteva ancora servire. Poteva essere tagliata con accortezza, ritagliando pezzi di stoffa sui quali collocare preziosi ricordi della propria vita. Pezzi di stoffa legati tra loro, così come i ricordi della vita concatenati in un ordinato succedersi di eventi. Riempire quella stoffa con ricordi di foto ormai ingiallite, con pagine di diari rese illeggibili dal tempo e col fiume di ricordi che scorreva malinconico nella mente. Tra un pezzo e l’altro spazi vuoti. Spazi che significavano tempi sospesi, le ore della pigrizia e dell’ozio, le ore...
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 MILANO Inutile girarci intorno, quando si perde un derby e. nell’ultimo caso, un derby che assegnava una qualificazione a un turno successivo di coppa, dire che te rode er culo è un eufemismo bello e buono. C’è la rabbia, il dolore, insieme a quei fastidi fisici che seguono qualsiasi Romalazio che si rispetti. Una partita durante la quale si spendono tutte le possibile energie, insomma, e per farla breve, potrei citare un tizio che dopo un’accanita partita di calcetto amatoriale si lasciò sfuggire una battuta che non avrei mai dimenticato; amo dato er dabile. Ecco, dopo aver dato er dabile peraltro senza alcuna soddisfazione, mi accingevo, comunque, a partire per la trasferta di Milano. Sì, Milano atto secondo, dopo l’Inter d’ottobre i diavoli rossoneri che da tre anni a questa parte cascano sempre di gennaio. E non è proprio una bella cosa andare a Milano di gennaio con la partita, tra le altre cose, programmata in posticipo serale con inizio poco prima delle nove di sera. A Mi...
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 UMILIAZIONI Il timore di subire un’umiliazione. Cocente, frustrante, che lascia i segni e rende insicuri per le prove future. Sfido chiunque a dire di non aver mai tremato di fronte all’eventualità di una brutta figura. Quando si affronta un esame con una preparazione non adeguata, un importante colloquio, quando, magari, ci si vuole dichiarare a una persona amata con il timore di essere respinti. Mi è capitato spesso, durante la mia vita, di preferire l’inazione di fronte alla possibilità di un fallimento. E di vivere questo fallimento, reale o eventuale, come una sorta di umiliazione destinata a lasciare il segno per chissà quanto tempo. Umiliazione, sostantivo utilizzato a proposito o sproposito dai professionisti dell’informazione. Un politico che perde sonoramente le elezioni, un personaggio famoso invischiato in qualche vicenda poco edificante, una squadra di calcio che subisce una cocente sconfitta. Provare un senso di umiliazione per fatti negativi che attraversano la ...
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 CANALE MUSSOLINI parte I di Antonio Pennacchi Un libro, questo Canale Mussolini parte I di Antonio Pennacchi, contestatissimo Premio Strega 2010, che, probabilmente, non avrei mai letto per qualche mia rigidità mentale se non me l’avesse consigliato un’amica non tacciabile sicuramente di simpatie politiche di destra. Canale Mussolini di Antonio Pennacchi è sicuramente un romanzo autobiografico. La storia di una famiglia, i Peruzzi, che dal Veneto si trasferisce nell’Agro Pontino negli anni della celeberrima bonifica della stessa area, una di quelle ‘imprese’ ascritte al ventennio e che alimentano, in fondo, il mito del duce che ha fatto pure cose buone. E’ un libro tutto sommato piacevole e che si legge con trasporto e passione. Come ogni saga familiare che si rispetti, le vicende dei nostri protagonisti s’intrecciano, inevitabilmente, con quelle di un periodo storico assai rilevante, quello del ventennio fascista. Il punto di vista dell’autore rispetto alle narrazioni stori...
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 INCONTRI E CIABATTE Vado a caccia di ricordi e penso agli incontri occasionali. Che, poi, a pensarci bene tutti gli incontri sono occasionali. Alcuni, però, lo sono più degli altri. E sono singolari, perché di quelle persone che hai incontrato e con le quali hai trascorso qualche ora o qualche giorno della tua vita, poi, hai perso le tracce. Mi piaceva viaggiare su quei treni Intercity, non ancora velocissimi, nei quali c’erano gli scompartimenti. Aprivi la porta e c’erano sei posti. Con chi avresti condiviso quel viaggio breve o lungo? Mi piacevano quegli incontri occasionali di gente sconosciuta. Potevo fingere, potevo recitare, potevo inventarmi una vita diversa. Una signora, un giorno, mi scambiò per un ragazzo ancora liceale. Fu un trionfo e stetti al gioco. Un gioco che mi piaceva e non mi costava nulla. Tanto chi l’avrebbe più rivista e nessuno mi avrebbe chiesto i documenti. Mi parlava dei suoi tempi con le solite lamentele di chi vive nella convinzione che si stava me...
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SALUTI Saluti. Se ne è parlato molto in questi giorni in conseguenza di quel che è avvenuto durante una manifestazione di fascisti a Roma. Il saluto romano che viene dai tempi degli imperatori, Ave Cesare, quel braccio teso e alzato ripreso poi dai camerati del tragico ventennio. Poi, ci sono altri modi per salutarsi. La classica stretta di mano, molto borghese e, forse, occidentale, accompagnata, spesso, da baci sulle guance che, confesso e a parte qualche caso particolare, sopporto ben poco. Saluti sentiti e calorosi con tanto di abbraccio, tipico tra persone particolarmente emozionate nel vedersi o rivedersi magari dopo qualche tempo o a seguito di un episodio particolarmente importante nel bene o nel male. Il saluto con la manina, mi vengono in mente le partenze sui treni di una volta, gente affacciata al finestrino che muoveva una mano, o anche due, per salutare chi restava sotto e sulla banchina con gli occhi gonfi pronti a esplodere in un pianto commosso. Oggi non ci si salu...
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 MEGLIO UN UOVO OGGI.... MA ANCHE NO...  Povera nonna soleva ripetere ai suoi nipoti che, chi va lo zoppo impara a zoppicare, necessario monito atto a mettere in guardia da pericolose compagnie. E, tale invito alla prudenza veniva condiviso e rafforzato da mia madre che, in aperto conflitto col mondo esterno, ricordava che ognuno pensa per sé. Per il resto non c’era Master card ma il buon Dio. Il Dio che, secondo un celebre detto, dovrebbe difenderci dagli amici (per i nemici è sufficiente il fai da te), non veniva invece scomodato da mio padre che usava proverbi più leggeri e disincantati. Talvolta, a sua insaputa, traduceva motti latini in perfetto vernacolo romanesco. Ne scaturiva il saggio ‘beato chi c’ha n’occhio’, letterale traduzione della citazione latina beati monoculi in terra caecorum. Ciò a ricordare l’incertezza che aleggia sempre intorno alle umane vicende e a quel doman per il quale, non v’è certezza. Mai. Nonno, invece, era un inguaribile burbero che non la...