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Visualizzazione dei post da novembre, 2025
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UNA GIORNATA UGGIOSA In questa giornata che potrei definire “uggiosa” – facendo il verso a una vecchia canzone del mitico (?) Lucio Battisti – mi ritrovo a parlare di elezioni. Certo, potrei scegliere argomenti più incisivi e accattivanti, ma il viaggio di stamattina sui mezzi pubblici romani non mi ha offerto spunti particolari, se non l’amabile conversazione di due ragazze e un ragazzo diretti a scuola.   Proseguo, dunque, con le elezioni che si sono svolte nel fine settimana in tre diverse regioni e che hanno prodotto esiti ampiamente previsti e prevedibili. Nessuna sorpresa, insomma: come quando l’Inter o il Milan vincono in casa contro il Cagliari.   Al di là delle discussioni su chi abbia vinto e chi abbia perso, e sui nuovi presidenti di Regione – che non sono “governatori”, come certa stampa insiste a scrivere, e sarebbe bene ribadirlo per precisione terminologica – ci sono considerazioni più profonde da fare.   Se allarghiamo lo sguardo anche alle elezioni ...
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CREMONA Cremona ha l’odore di tempi lontani. Quando la Cremonese oscillava tra la massima serie e la cadetteria, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Più di recente, un’altra comparsata in Serie A l’ha riportata tra i grandi, ma il famigerato Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive ci impedì di raggiungere la ridente cittadina lombarda. Una città che si fregia di opere artistiche di pregio, tra cui il mitico Torrazzo di Cremona , edificato in epoca medievale. Me ne parla a lungo un romanista di vecchia data, uomo di antico corso e provata fede, capace di unire l’utile dei tre punti da conquistare al dilettevole dell’arte e della cultura. A parte queste necessarie divagazioni, la trasferta di Cremona – che feci più volte quando ero giovane e senza problemi di prostata e colesterolo – presenta difficoltà logistiche. Non ci sono più i treni di una volta, quelli che fermavano anche nelle stazioni più remote; oggi sono meno frequenti, soprattutto di domenica. In prati...
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 LA FEMMINANZA di Antonella Mollicone Antonella Mollicone vive nella provincia di Frosinone. Laureata in Lettere classiche, con una licenza in Archeologia cristiana e studi di Epigrafia, vanta un curriculum di grande rilievo che ha destato la mia curiosità. Un motivo in più per leggere il suo romanzo La femminanza , edito da Nord. La vicenda è ambientata a Rocca d’Arce, piccolo borgo del frusinate, tra l’inizio e la metà del Novecento. È, innanzitutto, una storia di donne: quelle del paese che si riunivano in una “Cerchia” per condividere problemi e dolori, preparare medicamenti e infusi, lavorare la lana, raccogliere castagne e molto altro ancora. Tutto si svolge all’interno di un mondo rigidamente patriarcale, in un contesto dove le donne sembrano destinate a ruoli prestabiliti. Eppure, emergono figure di grande coraggio: Peppina, che insegna il mestiere di levatrice e di “chiudi occhi” per i defunti a Camilla; quest’ultima, a sua volta, trasmetterà il proprio sapere alla fig...
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 GIOVANI D'OGGI Proprio oggi, mentre ero in casa, mi è capitato di accendere la radio. Ne possiedo una degli anni Novanta, ancora con manopole e piccoli tasti per cambiare frequenza e regolare il volume. Mi sono imbattuto in un canale RAI, la radio di stato. Si parlava di quell’orribile fatto di cronaca avvenuto pochi giorni fa nella “civile” Milano: un gruppo di adolescenti ha pestato un ragazzo, causandogli lesioni permanenti. Tutto questo, pare, per una mera ostentazione di forza. Al malcapitato sono stati sottratti cinquanta euro, un bottino misero per i suoi aguzzini, che sembrano provenire da famiglie benestanti. È questo, infatti, ciò che si intende quando si parla di “buona famiglia”. Dopo il fattaccio, sono partiti i soliti dibattiti sui “giovani d’oggi”. Dibattiti che, come accade da secoli, ripetono lo stesso ritornello: i giovani di oggi sarebbero peggiori di quelli di ieri, che a loro volta erano peggiori di quelli dell’altro ieri, e così via. Analisi psico-sociolo...
 CENA TRA ROMANISTI Metti una sera a cena un (importante) consigliere del Presidente della Repubblica. E metti che, chiacchierando con un gruppo più o meno nutrito di amici commensali, questo tizio si lasci andare a qualche valutazione politica di stretta attualità. In particolare, esprima il suo pensiero sul modo più efficace – a suo giudizio – per impedire alla destra-destra di rivincere le elezioni politiche tra un paio d’anni.   Secondo questo signore, che si chiama Francesco Saverio Garofani, sarebbe necessario che i diversi partiti d’opposizione si unissero in una grande lista civica. Una sorta di  Ulivo 2.0 , a distanza di parecchi anni dal primo esperimento.   Ora, prescindendo da qualsiasi valutazione di merito (e ne avrei molte da fare), quel che salta agli occhi è che il consigliere in questione non ha proferito alcuna frase eversiva. Ha semplicemente manifestato, in un contesto privato e non pubblico, le sue preferenze politiche — peraltro già note. ...
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 POTEVO CHIEDERE COME SI CHIAMA IL VOSTRO CANE Questa mattina ho preso, come mi accade spesso, il celeberrimo trenino Roma-Lido, oggi ribattezzato Metromare. Ogni volta che cambia gestione gli danno un nome nuovo, proprio come succede agli stadi quando cambiano sponsor. Ti ricordi quello dell’Udinese? Prima portava il nome di una marca di automobili che richiamava un’antica regione colonizzata dai romani; ora invece è intitolato a un gruppo che fornisce luce e gas. Non so cosa possa legare lo stadio dell’Udinese alla mitica Metromare, ma sono associazioni che mi vengono così, senza pensarci troppo.   La particolarità di stamattina è che sono successi due fatti singolari. Non imprevedibili, certo, ma improbabili.   Il primo: ho trovato posto a sedere. Alla nuova stazione di Acilia Sud Dragona, che precede la “vecchia” Acilia (Acilia e basta), le porte si sono aperte come il Mar Rosso davanti a Mosè. Non mi si accusi di blasfemia: tanto non mi scompongo. Ho visto due po...
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 PERDENTI Domenica scorsa lo sport nazionale – o meglio, nazional‑popolare – ha offerto due appuntamenti di rilievo. La finale delle ATP Finals Eight di tennis a Torino, con protagonisti l’altoatesino Jannik Sinner e lo spagnolo Carlos Alcaraz, e a seguire la partita di qualificazione ai prossimi Mondiali di calcio della nazionale italiana.   Come accade ormai di frequente, è stato il tennis a regalare maggiori soddisfazioni alla platea nazional‑popolare: Sinner ha vinto in due set, mentre i calciatori sono usciti pesantemente sconfitti dai colleghi norvegesi. Da lì, inevitabile, il dibattito: paragoni a non finire tra l’ottimo tennista dai capelli rossi e i deludenti calciatori, spesso più noti per i tatuaggi che per le prestazioni in campo.   La scena ricorda i tempi della scuola: il secchione lodato da tutto il corpo docente e chi non raggiungeva risultati dignitosi messo all’indice e fustigato, almeno a parole.   Io, invece, ho sempre avuto un’indole partic...
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 LUNEDI' DICIASSETTE Non credo in Dio, anche se lo nomino spesso: forse per abitudine, forse perché non si sa mai, e non sempre — ci mancherebbe — invano. Apprezzo invece le tesi sulla reincarnazione, sull’idea di anime che attraversano più vite, in corpi e strutture diverse, non necessariamente umane. Così, per gioco o per curiosità, mi sono chiesto spesso: e se rinascessi? Cosa farei, cosa mi piacerebbe cambiare per rendere l’esistenza più piacevole o proficua rispetto a quella che sto vivendo ora? Domande inutili, certo, ma si vive anche di questo. Ebbene, se potessi rinascere — o semplicemente tornare indietro nel tempo — non aspirerei a essere ricco, bello o famoso. Niente affatto. Ci ho pensato bene: studierei di più. Mi piacerebbe passare per una persona colta, erudita, un po’ come Umberto Eco o giù di lì. Padroneggiare le lingue, comprese quelle “morte”, conoscere i filosofi di ogni tempo e il loro pensiero, non aver bisogno del correttore grammaticale per non inciampar...
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 IL MAESTRO di Andrea Di Stefano Felice è un ragazzino di tredici anni che gioca a tennis con discreta abilità. Nei circuiti regionali riesce persino a vincere qualche torneo, ma quando si affaccia ai palcoscenici più impegnativi a livello nazionale, il padre – un ingegnere della SIP, ancora così chiamata negli anni Ottanta – lo spinge con ossessiva determinazione verso il successo. Convinto che il figlio debba diventare un campione per la gloria e la ricchezza della famiglia, lo affida alle cure di Raul Gatti, maestro dal passato da discreto giocatore, capace di raggiungere gli ottavi agli Internazionali di Roma. Raul, però, è un personaggio stravagante, un po’ gagà, un po’ scapestrato: collezionista di fallimenti sentimentali e sportivi, con alle spalle cuori infranti e persino una figlia di tredici anni. Un uomo che ha più ombre che luci, e che finisce per rispecchiare il destino del suo allievo. Felice, infatti, nonostante gli auspici del padre, nei tornei nazionali perde sem...
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SALTIMBOCCA ALLA NAPOLETANA Faccio qualsiasi sforzo per non passare da passatista. E chiedo venia per la cacofonia. Mi sforzo, insomma, di non cadere nella tentazione di dire o pensare che “si stava meglio quando si stava peggio”, che i politici di un tempo fossero di ben altra pasta, o che i calciatori di ieri avessero una tecnica che quelli di oggi possono solo sognare. Eppure, la tentazione riaffiora in certe occasioni. Per esempio, quando mi capita di leggere o apprendere di certi comizi elettorali in vista di importanti elezioni politiche o amministrative. È il caso del comizio di ieri a Napoli, organizzato dai partiti della destra di governo con la presenza dei massimi dirigenti. Gli interventi della camerata Meloni e dei suoi sodali hanno avuto il tono di un copione da cabaret di bassa lega, o di un film trash natalizio, di quelli che attirano pubblico al cinema solo per strappare qualche sguaiata risata. Stavolta, però, c’era ben poco da ridere. Il finale, con il coro da st...
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 GOMMA BUCATA   Questa mattina, oltre ad essermi svegliato, non ho trovato alcun invasore ma una ruota bucata della mia vecchia e cara automobile. Me ne sono accorto mentre percorrevo una strada vicino casa, dopo la solita sosta dall’edicolante per acquistare il quotidiano. Guidando, sentivo rumori strani e mi è tornato in mente quanto mi aveva detto il mio meccanico di fiducia qualche giorno fa, proprio mentre gonfiava le gomme che erano piuttosto scariche: “Mi sa che c’è un chiodo conficcato, sono troppo sgonfie”. Così ho continuato a guidare in questi giorni con la speranza, quasi il desiderio, che la diagnosi del bravo meccanico di origine partenopea non fosse veritiera. Del resto, tutti sbagliano, anche i migliori: altrimenti i vecchi saggi non avrebbero coniato il celebre monito errare humanum est . Alla fine mi sono rivolto al primo gommista disponibile, un uomo con i baffi e un marcato accento romano. Dopo una rapida occhiata mi ha rassicurato: nessun chiodo confic...
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CECAFUMO In uno dei ricorrenti flashback della memoria mi torna in mente la casa dei miei nonni paterni. Si erano trasferiti in un quartiere a sud di Roma, al Tuscolano, più precisamente a Cecafumo: una periferia nella periferia, quasi una frazione del mitico Quadraro.   Mi ritorni in mente – e faccio il verso a una celebre canzone di Mogol e Battisti, ancora oggi conosciuta e cantata – una mattina d’inverno. Ero in casa dei miei nonni e ricordo la loro camera: il letto matrimoniale con una coperta ricamata a mano, le luci soffuse, quasi un lume di candela, e la radio accesa che trasmetteva una canzone di Domenico Modugno. Era  Vecchio Frac , malinconica e intensa, che apprezzai senza comprenderne il significato.   Quella casa era davvero grande. All’ultimo piano, un attico con un balcone dal quale si dominava il territorio circostante. Io mi affacciavo con discrezione, senza sporgermi troppo: già allora soffrivo di vertigini, come oggi.   All’ingresso, a sinis...
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TRENDY   Uno dei segnali più evidenti del tempo che passa è la difficoltà crescente nel capire dove stia andando il mondo. Più gli anni avanzano, più ci si accorge di non essere al passo con i tempi.   Me ne sono reso conto soprattutto con la musica: io sono rimasto ai cantautori degli anni Settanta e alle grandi rock star che hanno scritto la storia della musica pop e leggera. Oggi, invece, esiste un universo per me quasi sconosciuto fatto di rapper, trapper, neomelodici e mille altre sfumature.   La consapevolezza mi è arrivata una domenica d’agosto, trascorsa in compagnia di un amico che lavora nell’assistenza a un ragazzo con autismo. Un mestiere che, tra le altre cose, gli permette di conoscere da vicino i gusti musicali dei giovani. Così mi parlava di Ultimo e di Achille Lauro: per me, fino a quel momento, “Achille Lauro” era solo il nome dell’armatore napoletano, monarchico convinto, che si dice comprasse voti distribuendo banconote spezzate a metà.   Tu...
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RICCHI E POVERI   Ricchi e poveri .  Se ne parla soprattutto quando si avvicinano le manovre di bilancio, con governo e opposizione che si rinfacciano responsabilità. A torto o a ragione.   La legge di bilancio – quella che un tempo si chiamava “finanziaria” – dovrebbe prevedere il taglio delle aliquote dell’IRPEF, la famigerata imposta sul reddito delle persone fisiche. Ma questo taglio non sarà uguale per tutti. Alcuni, si è calcolato, ne ricaveranno un vantaggio mensile di pochi euro; altri, di centinaia. E pare che più il reddito cresce, maggiori siano i benefici. Senza voler ostentare competenze economiche o tributarie, è evidente il cosiddetto “effetto regressivo” di queste norme. E hanno ragione quelli che dicono che, con queste politiche, i ricchi diventeranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Cresceranno, insomma, le diseguaglianze economiche e sociali.   A questo si aggiunge quanto urlato – sguaiatamente – dalla premier, la camerata Meloni...
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 NOVEMBRE Oggi mi sono svegliato con un pensiero: siamo a novembre. L’undicesimo mese dell’anno, spietatamente etichettato da molti come “il mese dei morti”. Perché c’è un giorno dedicato ai defunti, subito dopo quello dei Santi. Evidentemente, i santi vengono prima. Forse perché, per diventare santi, bisogna morire. Mai una gioia, insomma. Dopo aver realizzato che era novembre, sono uscito di casa e ho cominciato a osservare ciò che mi circondava, seguendo un recente e ottimo consiglio. La piccola transenna che delimitava un tratto di strada dissestata era sparita, vilipesa e oltraggiata. La gente è stanca, e forse ha pure ragione. Non sempre. Guardavo i secchioni della raccolta differenziata, ciascuno con il suo colore, a seconda della tipologia, della classifica merceologica della monnezza che produciamo. Le auto parcheggiate, qualche mozzicone di sigaretta gettato a terra da qualche lurido zozzone. Poi sono salito in macchina, e lì l’osservazione si è fatta selettiva: spe...
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 CINQUE SECONDI di Paolo Virzi' ‘ “Cinque secondi” è il diciottesimo lungometraggio di Paolo Virzì, presentato al Festival di Roma e appena arrivato nelle sale cinematografiche. Al centro della storia c’è Adriano Sereni, avvocato di successo, sposato, separato e padre di due figli. La tragica vicenda della figlia disabile lo travolge, generando insostenibili sensi di colpa che lo spingono a isolarsi dal mondo. Trova rifugio in una villa abbandonata nella Maremma toscana, un luogo inabitabile dove riesce a recidere ogni contatto con l’esterno, fatta eccezione per il postino che gli recapita messaggi importanti. Questo isolamento viene interrotto dall’arrivo dell’amica Giuliana e, soprattutto, dall’occupazione dei campi circostanti da parte di un gruppo di giovani guidati da Matilde, discendente di una famiglia aristocratica. Il loro obiettivo è rimettere a coltura quei terreni un tempo produttivi, capaci di generare ottimo vino. Nel confronto tra Adriano, uomo scontroso e rasse...
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GLASGOW RANGERS Più di un quarto di secolo fa, la Roma conquistava il suo terzo — e ahinoi, ultimo — scudetto, guadagnandosi il diritto di partecipare alla Champions League 2001-2002. La finale era programmata in Scozia, proprio a Glasgow. Ricordo che, per l’occasione, qualcuno si portò avanti col lavoro e fece uno striscione: “Ho preso casa a Glasgow” . Peccato che l’avventura europea della nostra amata Roma si concluse prima dei quarti. E così, la Scozia, con i suoi castelli, i kilt e tutta quella roba da stereotipi da turista medio, restò un miraggio. Tuttavia, siccome proprio a Glasgow ci sono due squadre piene di storia e fascino, per anni abbiamo sperato di recarci almeno una volta in questa città situata a nord della perfida Britannia. E dopo tanto tempo il destino si è rivelato fin troppo generoso e al limite del dileggio. Volevate la Scozia? E, allora, tenete ve la diamo due volte. Prima con i Rangers e, quindi, con i mitici Celtic. Ma andiamo in ordine. Prima decade di ...
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GUERRA E PACE di Lev Tolstoj Libro III parte II   Eccomi dunque immerso nella monumentale opera letteraria di Lev Tolstoj,  Guerra e pace . Sono giunto alla seconda parte del terzo libro, che comprende ben trentanove capitoli.   In queste pagine domina il tema della guerra e dei suoi bellicismi. Il conflitto tra la Russia e la Francia dell’indomabile Napoleone sembra aver raggiunto una fase cruciale: i francesi avanzano, occupano territori russi e si spingono fino a Borodino e Smolensk, dove infuria la battaglia. Eppure, i russi resistono con stoico coraggio.   Nel frattempo, il vecchio Kutuzov viene nominato prima principe, poi comandante supremo delle forze armate, mentre il giovane Andrey subisce una grave ferita in battaglia. In mezzo a queste convulse e drammatiche vicende, si intrecciano i turbamenti interiori di Pierre, mentre Tolstoj ci regala pagine di descrizione e analisi storica di impareggiabile profondità.   Conclusa questa parte dell’op...