COSA FARAI DA GRANDE?
Cosa vuoi fare da grande? Era una domanda che ci facevano spesso quando eravamo bambini. Parlo dei miei tempi ormai discretamente distanti e non so, in realtà, se questa domanda, cosa vuoi fare da grande, sia ancora posta ai ragazzini dei nostri giorni. In questi tempi, insomma, di precarietà, a una generazione emergente che, probabilmente, è destinata a star peggio della precedente per condizioni sociali e materiali. Con l’ascensore sociale, come dicono quelli bravi, che sembra essersi fermato.
Oddio, in passato, quando ci chiedevano cosa vuoi fare da grande, non è che ci mettessimo a fare chissà quale sofisticata ed elaborata analisi politica o sociale. C’era spazio per i sogni meno realizzabili. L’astronauta era molto gettonato, ma anche uno di quei mestieri un po’ avventurosi. Difficilmente qualcuno rispondeva voglio fare l’impiegato del catasto anche se molti genitori dediti a professioni manuali e assai faticose pensavano, per i propri pargoli, e magari fosse!
Poi quando si cresce alla domanda cosa farai da grande si sostituisce, magari, con l’alimento di qualche rimpianto esistenziale, la riflessione surreale beh se rinascessi farei questa o quell’altra cosa!
Se rinascessi, appunto. Vorrei essere uomo o donna intanto? E in quale
diverso angolo del mondo mi piacerebbe vivere? Difficilmente qualcuno potrebbe
sognare di rinascere più povero o disagiato. O, magari, e se ci fosse
un’immaginaria macchina del tempo si potrebbe scegliere un’epoca storica nella
quale vivere. Tutte fantasie e divagazioni perché siamo corpi destinati a
ridursi in cenere e non ci resta, quindi, che concentrarci sul presente. Senza
indulgere troppo a rimpianti e, soprattutto se giunti a un certo punto del
nostro percorso, senza porci troppi traguardi futuri.

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