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Visualizzazione dei post da giugno, 2023
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MIXED BY ERRY di Sidney Sibilia  Quelli della generazione vissuti (o sopravvissuti) durante i rampanti anni 80 ricorderanno bene le cassette, altrimenti dette nastri, nelle quali registrare canzoni e pezzi di dischi originali. Una pratica proseguita, poi, con discreto successo nel tempo dei CD e di altri supporti digitali ben più sofisticati. Nel suo film Mixed by Erry, Sidney Sibilia intende raccontare le origini di questo fenomeno, antesignano della più articolata questione della pirateria nelle sue differenti modalità, e lo fa con una commedia gradevole, spassosa anche se, talvolta, lacunosa e infarcita di qualche luogo comune di troppo. Enrico Frattasio è il secondo di tre fratelli di una famiglia napoletana, esattamente del popolare quartiere di Forcella. Il papà è un tipo un po’ folcloristico che se la sfanga con lavoretti al limite della legalità pur predicando ai suoi figli il sacro valore dell’onestà. Enrico vorrebbe fare il DJ ma non gliene viene riconosciuto il ...
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GIOCHI DI SOCIETA' Un tempo li chiamavamo giochi di società. Migliore, probabilmente, la definizione di giochi da tavolo. Ci si mette, appunto, intorno a un tavolo, parenti, conoscenti, amici e amici di amici e chi se ne importa, l’unica cosa che conta è conoscere le regole del gioco. Ecco, ci sono delle regole da seguire e rispettare e non sempre vince chi è più bravo. A volte, la fortuna è più importante delle capacità e come diceva qualche vecchio saggio meglio un generale fortunato che uno bravo. Questo pippone anche un po’ confuso sui giochi da tavolo o da società che dir si voglia mi veniva in testa questa mattina mentre leggevo notizie e commenti sui risultati delle elezioni amministrative in Molise. Ora, e intanto bisogna, dire che del Molise, di questa regione piccola che una volta formava un tutt’uno con il confinante Abruzzo, sui giornali e altri mezzi d’informazione si parla assai raramente. Quando ci sono le elezioni, appunto, e alle ultime politiche il candidato del...
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MUSICA MUSICA Non ho mai suonato un pianoforte. Anche perché non ne ho mai posseduto uno. Anzi, e se non ricordo male, c’era un pianoforte in un centro sociale che frequentavo assiduamente. E, qualche volta, toccavo alcuni tasti per sentire il suono che usciva fuori. Per celia o per avere ancor più consapevolezza di quanto fossi una schiappa con gli strumenti musicali che, quel talento lì ammesso e non concesso che potessi disporre, appunto, di qualche talento, proprio non mi apparteneva. Non ho mai suonato neanche un violino, anche se le immagini di quelle creature dolci, eleganti e raffinate che si portano questo delicato arnese quasi al mento e con una piccolo archetto fanno partire deliziose note quasi mi commuove. La chitarra, beh, c’è stato un tempo nel quale era assai facile trovare qualcuno che suonasse la chitarra. A me capitò un amico che tentò d’insegnarmi le note più semplici, quelle basiche insomma. Niente da fare, mollai dopo i primi tentativi andati a male nonostan...
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UNIVERSITA' DELLA STRADA Spulciando sui profili social si trovano diversi individui (soprattutto di genere maschile) che dichiarano, urbi et orbi, di aver frequentato l’Università della strada. Che, sarebbe a dire, me ne frego (stavolta ci può stare questa brutta espressione verbale) di libri, aule e professori assai tristi e il mio sapere me lo costruisco quotidianamente attraverso le esperienze e il vissuto. Confesso di detestare più meno cordialmente i predetti individui e il loro modo di pensare pur riconoscendo l’importanza che, nella crescita umana e sotto tutti i diversi e molteplici aspetti, assumono le esperienze fatte da ciascuno di noi, le relazioni, i comportamenti e quant’altro. C’è però un aspetto di questa sottocultura presuntivamente stradarola che, oggi, voglio sottolineare e che, credo, possa aiutare a comprendere alcuni aspetti della società in cui viviamo. Ecco, a me in fondo piace ascoltare le chiacchiere della strada, quelle che, un tempo, si definivano ...
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MATURITA' Maturità t’avessi preso prima! La strofa di una celebre canzone di Antonello Venditti per spendere qualche riga, ma proprio qualche, sugli esami che da alcuni giorni migliaia di studenti stanno svolgendo in tutta la penisola. Intanto, si chiama esame di Stato e non maturità dall’ormai remoto 1987 quando l’allora ministro dell’istruzione, Luigi Berlinguer, riformò la materia. Però, si sa questo è un paese fortemente attaccato alla tradizione e, diciamocelo, anche un po’ pigro e, allora, su quasi tutti gli articoli di giornali e simili si trova ancora il termine maturità. Che, a noi un po’ più stagionati, evoca ricordi lontani e fa scendere qualche lacrima vera o metaforica sul viso. Ma tornando alla contemporaneità, colpiscono alcuni luoghi comuni, alcune frasi rituali che, di anno in anno, si ripetono a margine o al centro dei commenti sull’esame di Stato o maturità che dir si voglia. Ad esempio quando si dice ai giovani in procinto di svolgere la prima prova d’ital...