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Visualizzazione dei post da febbraio, 2023
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MARITOZZI CON LA PANNA Abitudini culinarie. Mangio tutti i giorni, almeno tre pasti al giorno, colazione, pranzo e cena. Non è così scontato in un mondo dove tanta gente patisce la fame. Non per imbarcarsi nella trita e ritrita retorica del ‘c’è sempre chi sta peggio’, ma non c’è dubbio che esser nati in un angolo di mondo dove, normalmente, non si hanno problemi di sussistenza è sicuramente un vantaggio. Se non un privilegio. Colazione, ecco, questa è un’abitudine che apprezzo, addirittura, più del pranzo e della cena. Colazione rigorosamente latina e mediterranea. Caffè, latte e cornetto. Niente uova, salami, insaccati e altro, anche se in qualche albergo o, all’estero mi è capitato di fare una colazione diversa e ben più abbondante di quella tipicamente mediterranea e prima citata. Colazione a casa ma, preferibilmente, al bar. Cappuccino meglio del caffè con poca schiuma. Cornetto semplice per non ingrassare troppo. In passato gradivo anche un cornetto con la crema e, quando...
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IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA di Paolo Genovese Adattamento cinematografico del romanzo dello stesso regista Paolo Genovese. Una storia che ricorda, in qualche modo, quella proiettata sul grande schermo dallo stesso Genovese qualche anno fa con The Place. Stavolta troviamo, in una Roma di notte e colpita da una pioggia battente, un uomo misterioso, interpretato da Toni Servillo che raccoglie nella sua Station Wagon quattro persone che, per diversi motivi, hanno deciso di farla finita con la propria vita, di suicidarsi. C’è Arianna (Margherita Buy) travolta dal dramma della scomparsa della figlia adolescente, la giovane ginnasta (Sara Serraiocco) rimasta paralizzata, il motivatore caduto in uno stato di tremenda depressione (Valerio Mastandrea), il bambino (Gabriele Cristini) you tuber che tenta il suicidio ingurgitando un numero spropositato di ciambelle. A tutti questi viene concessa un’ultima possibilità. Per una settimana vivono in una specie di limbo, quasi sospesi tra la vita...
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SANE ABITUDINI Tra le (buone) abitudini alle quali mai rinuncerei, c’è quella della doccia. La doccia al mattino, appena sveglio e dopo aver bevuto, magari, una tazza di caffellatte. Pasteggiando qualche biscotto da supermercato. Doccia calda o almeno tiepida, non ci tengo a dimostrare la mia (dubbia) mascolinità e virilità immergendomi sotto spruzzi di acqua gelida. Capitò, ricordo, tanti anni fa in un pessimo bad and brackfast di Londra con i bagni (in comune) al piano sotterraneo. Quando arrivai con il mio asciugamano, pronto a togliermi tutte le sozzure accumulate nell’ultima giornata, vidi un ragazzo tedesco con il viso apparentemente ‘incazzato’ e che gridava, probabilmente, qualche insulto diretto ai gestori di quella modesta locanda. E quando m’immersi sotto quella doccia non certo di prima qualità ebbi conferma di quanto avevo pensato guardando la faccia del ragazzone tedesco e ascoltando i suoi lamenti. Arrivava acqua gelata e cercai, comunque, di salvare la mia igiene ...
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VITE VISSUTE Capita, qualche volta, di leggere biografie di personaggi che hanno condotto vite avventurose. O, comunque, piene di accadimenti, di sconvolgimenti, di cambiamenti. E, non molto tempo fa, commentando, appunto, un romanzo biografico in realtà non proprio avvincente, scrissi che sarebbe meglio che soltanto coloro che hanno condotto un’esistenza sufficientemente avventurosa scrivessero un   libro, appunto, sulla loro vita. Ora, il tema che, questa mattina mentre facevo i ‘soliti’ giretti, mi saltava in mente, è proprio questo. A prescindere dalla volontà di scrivere una propria biografia, è preferibile una vita movimentata o quella routine che, in fondo, caratterizza l’esistenza quotidiana della maggioranza degli esseri viventi? Un giorno ascoltai un’intervista con un dirigente sportivo che era rimasto sempre nella stessa società tra tante traversie e innumerevoli richieste e giustificava questa cosa dicendo, io amo la strada (la solita strada) che mi porta verso casa...
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 CLOSE di Lukas Dhont Leo e Remi sono due ragazzini tredicenni, inseparabili amici. Tanto amici al punto che stanno sempre insieme, condividono le ore di scuola e quelle di svago e anche i pranzi preferibilmente nella casa di Leo.   Tanto amici, troppo amici secondo alcuni nuovi compagni di scuola dei due giovanotti, compagni acquisiti e conosciuti nel primo, problematico anno di liceo. Al punto che, nei cortili di quel liceo gira voce che i due abbiano, niente di meno che un rapporto omosessuale. A Remi, apparentemente il più fragile dei due, questa voce interessa poco. Leo, invece, si sente improvvisamente attaccato e si lascia condizionare da quei sospetti di omosessualità. Ecco, allora, che inizia a prendere le distanze dal suo grande amico, a non aspettarlo all’uscita di scuola, a rinunciare ai pranzi dalla mamma di Remi, a iscriversi a una squadra di hockey su ghiaccio per esibire, senza alcun dubbio, la sua mascolinità. Ne nasce un dramma che ferisce Remi con co...
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PROGRAMMI PER IL FUTURO La vita è fatta anche di programmi per il futuro. Un futuro che si può immaginare più o meno lungo a seconda dalla propria condizione anagrafica e sociale o di dove si nasce o si vive. I programmi dei bambini sono immediati, molto spesso ambiziosi. Non so se, come tanti anni fa, si chiede ancora ai bambini, cosa vuoi fare da grande? Ricordo che, sempre in un tempo ormai assai distante, i più audaci e ambiziosi rispondevano, magari, immaginandosi nello spazio a scoprire nuovi mondi e inesplorati pianeti mentre quelli più sobri pensavano, probabilmente, di superare qualche record in una qualsivoglia competizione sportiva. Poi si cresce e i problemi aumentano. O, meglio, si acquisisce la consapevolezza dei propri limiti e della personale condizione sociale ed economica che potrebbe condurre a rassegnarsi a percorsi di vita meno entusiasmanti di quelli che si erano sognati e desiderati durante il beato tempo dell’infanzia. Ci sono persone che riescono a fa...