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Visualizzazione dei post da aprile, 2023
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 E' STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino Film assolutamente autobiografico. Dietro il personaggio di Fabietto, l’adolescente che, all’inizio del film, ha quindici anni, si cela il regista Paolo Sorrentino. Che ci racconta, così e, a suo modo, pezzi importanti della sua adolescenza, tra commedia e dramma, sorrisi e pianti. Tutto ambientato in un estate particolare per la città di Napoli, la stagione durante la quale arrivò Diego Armando Maradona, il salvatore che avrebbe dovuto riscattare la città del golfo da secolari amarezze e sconfitte. La mano di Dio, appunto, come ricorda nel film uno zio di Fabietto, la mano di Dio non soltanto per quell’astuto e celebre gol segnato agli odiati inglesi nei mondiali messicani del 1986 dal pibe de oro ma, anche perché, proprio grazie a Diego, il ragazzo Fabietto salva la sua vita nel giorno in cui perde tragicamente i suoi genitori uccisi da una fuga di monossido di carbonio nella loro casa in montagna a Roccaraso. Fabietto non si trova...
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EXTRACOMUNITARI E’ successo ieri, di nuovo. Mentre viaggiavo su un vagone della metropolitana, detto per inciso tutt’altro che comodamente, giungeva, involontario quanto fastidioso, il rumore di due tizi che discettavano sui problemi del vivere quotidiano. E dalla bocca di uno di questi due signori è scappata quell’insopportabile parola, extracomunitario. Anzi, extracomunitari al plurale e, rigorosamente, al maschile. Che brutta parola extracomunitario, oppure, nella sua accezione femminile e meno usata, extracomunitaria. Implica un concetto di esclusione, a ben pensarci, ben più sottile e netto rispetto, non so, a quello di straniero. Anche i francesi e i tedeschi sono stranieri anche se in tempi nei quali è facile viaggiare e spostarsi rapidamente ed economicamente facciamo fatica a immaginare come assolutamente diverso da noi un tipo nato a Parigi o Berlino. Extracomunitario, invece, Termine spesso usato da quegli stessi soggetti che ce l’hanno tanto con l’Europa (intesa co...
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PONTI Quello più celebre, probabilmente, si trova a Brooklin, stato del Maine, United States of America. Ricordo ancora, una vita fa, la gomma del ponte, un celebre spot pubblicitario ai tempi poco al di là di Carosello quando, così pare, i bambini andavano a letto assai presto.     I ponti hanno spesso interessato le cronache in resoconti assai tragici. Chi non ricorda, era d’agosto e solo pochi anni fa, il crollo del Ponte Morandi a Genova? O per noi, abitanti della città eterna la rottura del Ponte di Legno vicino alla via Ostiense che, per benevolenza della sorte, non causò alcuna vittima. I ponti, tuttavia e oltre i riferimenti materiali, sono utilizzati anche per illustrare simpatiche semplificazioni linguistiche e verbali. Il ponte è un prolungamento delle feste, complice un calendario amico che mette un giorno feriale in mezzo a due segnati in rosso. E, così, anche quel giorno di mezzo che, altrimenti, resterebbe un anonimo e maledetto giorno di lavoro e di ...
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CAMBI DI STAGIONE E, poi, arriva il cambio di stagione. Qualcuno che dice, vedrai che il caldo arriverà tutto insieme e passeremo dal cappotto alle maniche corte, si trova sempre. Magari è la stessa persona che, solo pochi mesi prima, aveva riferito, sostanzialmente, lo stesso concetto ma a stagioni invertite. Vedrai che passeremo da un giorno all'altro dal caldo al freddo!  Che, poi, abbia ragione o meno vallo a sapere e, poi, non è così importante. Ciò che importa è questo avvicendarsi delle stagioni che a una certa (età), sembra un film visto e rivisto più volte e talmente tante volte che, ormai, mette anche a noia. Figurarsi, poi, per qualcuno che il caldo proprio non lo sopporta e già immagina l’incubo di notti torride a rigirarsi nel letto, sudato e appiccicoso nonostante finestre aperte e ventilatori a palla. E comunque finché è primavera si sta pure bene, con le mattinate ancora fresche e la sera che ci vuole ancora il golfino o un giacchetto leggero. Però il camb...