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Visualizzazione dei post da aprile, 2025
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 LIBERAZIONE La giornata della Liberazione dal nazi fascismo, il 25 aprile, si è celebrata, a quanto pare e per quello che, personalmente, ho potuto constatare, con una straordinaria partecipazione. Ciò nonostante le contingenze di questi giorni, la morte e i funerali del pontefice e i bizzarri inviti a una non meglio precisata ‘sobrietà’ espressi dei governanti e, in specie, da un tal Nello Musumeci; ministro non solo della protezione civile ma anche del mare. Bah. Quella parola, sobrietà, che ho visto rappresentata in divertenti vignette e ben capovolta anche nel doveroso ricordo dell’impiccato più celebre nella storia di questo paese. Ora, dopo aver attraversato qualche piazza diversamente militante o ludica, mi sono soffermato in alcune riflessioni più o meno confuse. Mi chiedevo, ad esempio, se ci siamo davvero liberati dai fascisti o dai nazisti. In realtà non è interrogativo presente solo in questi giorni e in questi ultimi anni; se lo chiedevano anche quei partigiani ...
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 IDDU L'ULTIMO PADRINO di A. Piazza e F. Grassadonia Film dei registi siciliani Antonio Piazza e Fabio Grassadonia che ha come principale sfondo narrativo la latitanza di uno dei capi di ‘Cosa Nostra’ – Matteo Messina Denaro con riferimento storico all’inizio di questo millennio presentato in concorso durante l’81esima edizione del Festival di Venezia. Siamo all’inizio del millennio e Catello Palumbo è un politico che ha appena finito di scontare una discreta condanna proprio per reati connessi ai legami con la mafia siciliana. Catello è uomo che dispone di buone conoscenze culturali, di una dialettica raffinata e, soprattutto, conosceva bene il più celebre latitante di Cosa Nostra. Motivo per cui i Servizi Segreti lo contattano nell’intendimento (forse sì, forse no) di stanare Messina Denaro e di consegnarlo alla giustizia dello Stato. Ne scaturisce, soprattutto, una storia accompagnata da un fitto e curioso dialogo epistolare tra i due personaggi, Palumbo e Messina Denaro e d...
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 BUGIE Parlo del nostro rapporto, di umani e, quindi, esseri imperfetti, fragili e peccatori (…) con le bugie. Ci pensavo mentre ero assorto nella lettura di un bel romanzo di un celebre e contemporaneo scrittore spagnolo, Javier Cercas. Protagonista del libro è un tizio che per decenni ha raccontato, peraltro, di essere stato prigioniero in un campo di sterminio durante la seconda guerra mondiale. Niente di vero, una brutta e squallida menzogna.   Ma senza arrivare a tali livelli chi può dire di non aver mentito almeno una volta nella propria vita? Insomma, chi è senza peccato scagli la prima pietra ricordando una celebre citazione tratta dal Vangelo.   Quando siamo piccoli, bambini, infanti, spesso veniamo trattati come soggetti incapaci d’intendere e di volere. Gli adulti vogliono educarci sulla base dei loro valori talvolta assai intrisi d’ipocrisia. Loro che spesso mentono serialmente e per basse convenienze raccomandano ai loro pargoli di non dire bugie.   ...
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 SOBRIETA' È ben noto come il 25 aprile, festa della liberazione dal nazi fascismo, rappresenti un serio problema per quella banda di fascisti che, ahinoi, guida il paese in questo complicato periodo storico. Si è più volte sottolineato come tale ricorrenza rivesta un carattere assolutamente divisivo. E ci mancherebbe pure! Non è certo una giornata che i fascisti possano ricordare e celebrare con trasporto emotivo e commozione, e chi chiede a qualcuno di loro di dimostrare il contrario mi irrita parecchio. Perché Giorgia Meloni, giusto per citare la capa del manipolo di fascistoni al governo, dovrebbe dichiararsi antifascista? E se proprio lo dovesse fare ciò rappresenterebbe soltanto un esercizio di furbizia e opportunità politica. No, grazie.   E, comunque, la camerata Meloni questo venticinque aprile se l’era acchittato bene per non avere troppe rogne o essere inseguita da cronisti che potessero chiederle qualche impegnativa e dichiarazione. La fascistella della Camillucc...
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 SOTTO LE FOGLIE di Francois Ozon    Nel giorno della scomparsa del pontefice, mentre le massime organizzazioni sportive del paese in cui vivo decretavano la sospensione di tutte le gare i cinema, invece (e a ragione), risultavano regolarmente aperti. E ne ho approfittato pur in una giornata di sole che esortava, magari, a gite all’aria aperta, per guardare un film davvero piacevole. Mi riferisco a ‘Sotto le foglie’ o, ancor meglio nel titolo francese, ‘Quand vien l’automne’ di Francois Ozon.    Una storia ben costruita e che il regista racconta partendo da un episodio della sua infanzia. Siamo in un piccolo paese della Borgogna e troviamo Michelle un’anziana e dolce signora che, all’alba della nostra storia, raccoglie funghi in un bosco insieme alla sua amica del cuore Marie Claude.   La nostra Michelle aspetta visite e, infatti, riceve il nipote che adora ben ricambiata e la figlia con la quale, diversamente, ha una relazione assai complicata. Senza c...
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 MORTO UN PAPA... Allora, sembrava una mattinata di quelle soporifere e quasi insignificanti a parte, chiaramente, la doppia ricorrenza. La Pasquetta, il lunedì dell’Angelo, data rilevante per la cristianità ancor più del Santo Natale quando, tuttavia, se magna dappiù , e il Natale (un altro) di Roma; 753 a.c. quando secondo la leggenda fu fondata la città eterna dopo una discussione abbastanza accesa tra i due fratelli Romolo e Remo. Uscito da casa avevo trovato un clima già insopportabile, quel caldo accompagnato da un discreto tasso d’umidità e il polline primaverile che rende la vita amara agli allergici (non si sa ancora a cosa) come me. Ecco. Poi, invece, è arrivata la notizia choc; è morto il papa, l’argentino Jorge Maria Bergoglio detto solo Francesco, argentino e tifoso del San Lorenzo. Stava maluccio da un po’ ma, proprio ieri, era apparso in pubblico e pareva, insomma, che potesse reggere ancora. Aveva addirittura incontrato il vice presidente statunitense Vance e, cer...
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 SALMONARI Succede talvolta durante spassose e oziose chiacchierate con amici, compagni, fratelli e sorelle di provata fede romanista, di chiedere se ci sarebbe maggiore soddisfazione a seguito di un trofeo vinto dalla Roma o da una retrocessione in serie B della Lazio. Da soggetto razionale, ateo e materialista di primo acchito non posso che propendere per la prima ipotesi pur non trascurando l’immensa gioia e soddisfazione che procurerebbe la seconda opportunità. Ora ripensavo a questa cosa qui dopo quanto avvenuto nella serata di giovedì diventata, poi, quasi notte con l’eliminazione della Lazio dai quarti di finale di Europa League per mano di una squadra norvegese non proprio irresistibile. E ripensando a quanto successo dopo, all’incredibile esultanza manifestata e condivisa con i tanti e citati amici, compagni, fratelli e sorelle di fede romanista. Non c’è da stupirsi, il tifo contro, in fondo, è sempre esistito anche se, poi, i soliti nostalgici di un passato chissà qua...
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SCRIVERE Scrivo con cadenza pressoché quotidiana da almeno cinque anni. Dal tempo della pandemia e del look down che ci costringeva a restare in casa per l’intera giornata. O quasi. Un esercizio utile e assolutamente terapeutico. Scrivo quando voglio e senza attendere applausi o fischi. Anzi, le mie piccole e, spesso, insignificanti riflessioni quotidiane restano, talvolta, nel file di un computer o in pagine di blog o social che nessuno ha il permesso di consultare. Qualche volta, tuttavia, sono colto dalla tentazione di comunicare pensieri e riflessioni che spaziano da complicate questioni politiche a riflessioni esistenziali, all’intero e potenziale mondo della rete. O, quantomeno, tra i miei amici o contatti più stretti e fidati. E confesso di farlo con tanto pudore e qualche imbarazzo. Mi sembra quasi un’esibizione narcisistica o un goffo tentativo di ricevere qualche apprezzamento che possa accrescere la mia limitata autostima. E, poi, ho sempre pensato che pochi possano effett...
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 L'ESTATE CHE VERRA' Esco di casa e trovo un improvviso e inaspettato clima quasi autunnale. Piove e tira vento, nell’inverno non siamo dentro però che strano. Ieri nel primo pomeriggio sudavo e pensavo, già alla necessità di un cambio di stagione e ora, invece, quest’improvviso cambiamento. Potenza e magia di questi mesi di mezzo, marzo che è pazzerello per definizione e aprile che fa rima pure con non ti scoprire.   Però, attenzione, quella che viene comunemente definita ‘bella stagione’ è davvero alle porte. Poche settimane, forse pochi giorni e comincerà a far caldo e ci spoglieremo di maglioni e giacchetti sempre più ingombranti. Cercheremo spazi con aria condizionata, refrigeri vari all’ombra o in posti di montagna e trascorreremo giornate variamente serene al mare.   Arriverà l’estate, insomma, sempre e s’intende a Dio piacendo (,,,).  Con l’estate ho un rapporto un po’ controverso. Mi piace la calma, la lentezza dell’estate, le lunghe giornate soleggiate,...
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 IL SENATORE E I TIFOSI A margine, molto a margine, del derby della capitale conclusosi come noto, ormai, quasi a tutti, con un salomonico pareggio che non autorizza sguaiati festeggiamenti ma, neppure, cagiona crisi biliari o depressive, c’è questa storia degli scontri prima della partita.   E di quanto accaduto dopo, non dico rispetto a indagini, arresti e quant’altro, materia che mi limito ad assumere come oggetto d’informazione personale senza esprimere alcun giudizio di sostanza o di merito, quanto per tutto quello sciocchezzaio pseudo sociologico che segue, normalmente, tali vicende.   Ho letto, ad esempio, che un presidente di un club calcistico che, incredibilmente e poveri noi, fa anche il senatore della Repubblica, ha sciorinato la solita frasetta trita e ritrita; così, riferendosi ai protagonisti degli scontri della scorsa domenica in prossimità dello stadio Olimpico ha affermato, sicuro e perentorio, questi non sono tifosi ma semplici delinquenti.   ...
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 IO E LUI di Alberto Moravia Proseguendo imperterrito nella lettura dell’opera omnia di Alberto Moravia, sono arrivato a questo ‘Io e lui’ – edizione Bompiani, anno 1971. Un anno significativo all’inizio di un decennio di lotte e conflitti sociali che troviamo accennati, seppur in forma residuale e anche caricaturale, in alcune pagine di questo romanzo. Federico è uno sceneggiatore che aspira a diventare regista, dunque a compiere un importante passaggio nell’articolato mondo del cinema. Si sente un desublimato, ovvero un individuo incapace di esercitare alcun potere e, nel corso di questo racconto, parla, più meno amabilmente, con il suo pene. E così emerge una stridente contrapposizione tra il lato psicologico della ragione di quest’individuo con le sue velleità artistiche e l’istinto rappresentato, appunto, dall’organo genitale maschile per eccellenza.   Moravia si rifà, forse, al pansessualismo freudiano e alla teoria secondo la quale l’intero comportamento umano risul...
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 ANCORA DERBY Sono costretto a ripetermi; il derby fa male alla salute e dovrebbero scriverlo pure sul biglietto che da il diritto di accesso allo stadio. Invece, quando si gioca (si fa per dire) in trasferta, società ospitante la Lazio, questi sul biglietto di curva sud ci scrivono curva Maestrelli. Hanno intitolato a un loro monumento storico, Tommaso Maestrelli l’allenatore del primo scudetto biancoceleste nel 1974, una curva che, nelle partite casalinghe della Lazio – derby escluso – risulta sistematicamente semideserta. Insomma, questa cosa si potrebbe configurare, addirittura, come una mancanza di rispetto nei confronti del povero Tommaso, che, peraltro e non tutti sanno che, fu pure giocatore e capitano della Roma nella stagione più funesta della nostra storia, quella dell’unica retrocessione in serie B. E l’accenno alla serie cadetta, in questo rapido e ormai indolore riassunto dell’ennesimo derby giocato in una domenica d’aprile, quella delle Palme, non è puramente casuale...
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LE ASSAGGIATRICI di Silvio Soldini Alla veneranda età di novantacinque anni e quasi sul punto di morire, una donna tedesca – Margaret Volk – raccontò una storia personale assai interessante e singolare accaduta durante il tempo della seconda guerra mondiale. La nostra protagonista era l’unica donna ancora sopravvissuta tra quelle che furono scelte (o meglio prelevate) per un inquietante e peculiare procedimento; in sintesi dovevano assaggiare il cibo che, poi, sarebbe stato servito durante i pasti al Fuhrer Adolf Hitler blindato in campagna nella famigerata e celebre ‘Tana del Lupo’. Da questa storia prese spunto Rosanna Pastorino nella scrittura di un libro di successo, premiato con il ‘Campiello’; quindi racconto è stato proposto in versione cinematografico dal bravo Silvio Soldini, regista che non dirigeva film da qualche anno. Rosa Sauer è una donna costretta a fuggire dalla sua città, Berlino, rasa praticamente al suolo dai bombardamenti; trova riparo in campagna dai suoceri e a...
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 LE COLPE DEI POVERI Pare che la povertà sia diventata una colpa. Una specie di vergogna. E, del resto,. Il concetto scaturisce bene dall’essenza dei modelli economici neo liberisti che esaltano le virtù taumaturgiche dell’imprenditore iper attivo e, possibilmente, self made man. Utile per sé stesso e, soprattutto, per gli altri con la sua capacità di fornire occasioni di lavoro (normalmente precario) , di reddito (normalmente da fame). E, non a caso, molti governi hanno adottato, ormai negli ultimi decenni, le cosiddette politiche del ‘trickle down; sostenere i redditi alti di chi sta meglio in modo che ci sia un effetto a cascata su coloro che stanno più giù nella scala sociale. Che, poi, tali politiche non hanno dato alcun risultato, se non quello di accrescere le diseguaglianze sociali, poco male per i governanti di tanti paesi sparsi nei diversi angoli di mondo. Nel nostro bel paese, invece, lo stigma (negativo) della povertà è esaltato anche dalle norme che la riducono, spess...
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 EMOZIONI Ricordiamo volentieri fatti ed episodi che per un periodo più o meno lungo e intenso ci hanno reso felici. Felici e contenti, ecco. La nascita di un figlio o di una figlia, si dice che non possa capitare nella vita un momento così emozionante. Non posso saperlo, non mi è successo e/o non me lo sono fatto succedere. Fare un figlio, poi e almeno inizialmente, è sempre un atto egoistico. Lo si fa per sé stessi, senza poter chiedere cosa ne pensa chi nasce. Poi, vediamo, pensando ai momenti che possano rendere felici e senza grande sforzo di fantasia, metto l’amore. Il piacere di stare con l’altro/a in tutti i modi, la ragione e il corpo. Innamorarsi, ecco, sempre che se ne abbia la capacità. Spesso si rischia di essere troppo ego riferiti, di riuscire a innamorarsi soltanto di sé stessi. Momenti immortali e che si ricordano per tutta la vita, Successi scolastici e professionali, successi sportivi, un riconoscimento particolare, un premio. E fatti che, invece, sembran...
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 SOCIAL E RIVOLTE Leggevo questa mattina nelle pagine di un quotidiano on line, un’interessante intervista rilasciata dal saggista – giornalista Vincent Bevins a margine e commento del suo ultimo libro intitolato ‘Se noi bruciamo. Dieci anni di rivolte senza rivoluzione’.   Due notazioni mi hanno particolarmente incuriosito. La prima riguarda il livello di partecipazione alle proteste a livello mondiale, mai così alto nella storia come nell’ultimo decennio. Eppure, soprattutto nella parte occidentale della vecchia Europa e, ancor più segnatamente, nella nostra (si fa per dire) piccola Italia siamo abituati a pensare il contrario. Ovvero, che le piazze sono ormai vuote e che non si protesta né si manifesta più come si faceva un tempo. È evidente che l’analisi del nostro saggista riguarda l’intero emisfero e le proteste andate in scena in ogni angolo di mondo.   Altra considerazione riguarda i social, i vari meccanismi della complessa rete informatica e alcuni luoghi co...
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 FELICITA' Dice, ma sei mai stato veramente e pienamente felice? Ora, non rispondo mai a questa domanda e non per spocchia o stronzaggine varia ma, semplicemente, perché non saprei proprio cosa rispondere.   Intanto, bisogna definirla questa felicità. E, devo dire che neanche il mitico vocabolario Treccani riesce a sciogliere qualsiasi dubbio. Si legge, appunto, nell’impegnativo tomo, stato di chi è felice (e te credo!) ma anche opportunità, convenienza, addirittura beatitudine celeste. Meglio, dunque, andare alla fonte, all’etimo. Ecco, felicità deriva da felicitas , e indica ricchezza e prosperità. Pure abbondanza.   Tuttavia, devo dire che dopo tanto sfavillio di nozioni sufficientemente colte e raffinate, non sono ancora convinto. La felicità esiste? Se si considera come uno stato di completa estasi, esiste solo in un attimo, in un nano secondo che, forse, non siamo neppure in grado di cogliere totalmente. Uno stato emotivo talmente rapido e veloce che lascia più ...
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SE VERRA' LA GUERRA A proposito di guerre. Se ne parla sempre più diffusamente e pure nei tipici luoghi dove non ci si lascia andare verso ragionamenti e analisi troppo sofisticati. Insomma, tipo sulla solita banchina della metropolitana o dal parrucchiere. Che, poi, cosa ci avranno fatto di male questi parrucchieri per essere continuamente additati come gestori di posti che trasudano ignoranza da tutti i pori, chissà. Come se dal parrucchiere non ci andassero un po’ tutti, possesso regolare di capelli permettendo, dal più colto e raffinato che ha letto, magari, milioni di libri a quello che ostenta come unica frequentazione quella dell’Università della strada.   A parte questa difesa d’ufficio dei parrucchieri, tuttavia, torno su questo tema della guerra, anzi delle guerre. Ieri sera leggevo su una di quelle chat di WhatsApp talvolta fastidiose, altre pure, il commento ironico di un tizio che sottolineava come le politiche di Trump potessero portare a una guerra commerciale, spe...