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Visualizzazione dei post da ottobre, 2022
I NUOVI MOSTRI Mentre ieri in serata guardavo i vari notiziari che davano conto della formazione del nuovo governo presieduto dalla camerata Giorgia Meloni, quasi per associazione d’idee mi tornava in mente uno spassosissimo film del 1961 del grande Dino Risi. Titolo, ‘I mostri’. Poi, però e a pensarci bene, i personaggi di quel film c’entrano ben poco con le brutte vicende di queste ultime ore. I mostri di Risi erano personaggi che recavano, comunque, un’apprezzabile umanità, facevano tenerezza e sicuramente facevano sorridere e ridere. I ministri nominati ieri, invece, dalla neo presidente del consiglio, la camerata Giorgia Meloni, fanno semplicemente schifo, Un’accozzaglia di vecchi personaggi con militanze politiche ben chiare. Molti di loro hanno fatto la loro gavetta politica dentro i movimenti di destra, i vari Fronte della Gioventù e Azione Giovani per capirci bene. Soggetti e gruppi che chi ha frequentato un poco le strade della politica e dei movimenti conosce assai bene....
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BELFAST di Kenneth Branagh Non inganni il titolo. Belfast di Kenneth Branagh non è il film che tenta di parlare e raccontare la complessa questione irlandese. Diversamente, deve essere inquadrato dentro il genere del film biografico. Anno 1969, siamo in un quartiere di Belfast, appunto, e i bambini giocano a pallone. Tra questi c’è il piccolo, protagonista di questa pellicola, che ricorda, appunto, il regista e la sua infanzia. Il quartiere nel quale è ambientato il film è abitato da una maggioranza di protestanti. Protestante è anche la famiglia del piccolo Buddy che scopre la violenza del conflitto tra protestanti unionisti e cattolici avversi alla corona inglese proprio mentre sta giocando a pallone con i suoi amici lungo una strada del suo quartiere. Fino a quel punto, la sua vita era trascorsa con assoluta normalità. Buddy ha un fratello più grande, un papà che, purtroppo e come tanti irlandesi, è costretto a recarsi in Inghilterra, dal quale torna ogni due settimane, per lavo...
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MATTINO Mi piace il mattino. Mi piace uscire presto al mattino anche se fuori è ancora buio. Anche se è faticoso alzarsi presto, uscire da soffici lenzuola con quel senso inevitabile di confusione e stordimento. Le cose migliori riesco a farle al mattino. O, almeno, quelle più impegnative. Non che, talvolta, non mi piaccia dormire. Qualche tempo fa, tuttavia, dormivo per più ore. Ad esempio, nel fine settimana mi piaceva alzarmi anche oltre le dieci del mattino. Poi, ho cambiato le mie abitudini e ripensando a quelle lunghe dormite mattutine, mi dico che insopportabili perdite di tempo! Il mattino porta con sé la speranza di un nuovo giorno e, perché no, di una nuova vita. Anche di fronte agli ostacoli che la vita ci pone il mattino è più rassicurante della sera o della notte quando si pensa con ansia e inquietudine a quel che sarà. Ecco, al mattino l’ansia svanisce quasi, le prove che ci aspettano sono imminenti e comunque andrà tra poco sarà tutto finito e avremo solo un nuovo ...
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IL TRENO DEI BAMBINI di Viola Ardone Siamo nell'immediato secondo dopoguerra. Anno 1946, il piccolo Amerigo Speranza cammina sempre per i vicoli di Napoli appresso alla mamma Antonietta. Conta la miseria dall'osservazione delle scarpe calzate dai passanti. Scarpe rotte, bucate, talvolta piedi scalzi. C’è un punteggio per tutto in questo particolare gioco matematico di Amerigo. Il padre non c’è, forse è in America a cercar fortuna. Sono anni difficili ma anche estremamente umani e solidali. Il partito comunista organizza i treni della solidarietà, bambini del sud povero che vengono ospitati per un anno da famiglie del nord. Su uno di questi treni sale anche Amerigo portando con sé una mela consegnatagli dalla mamma Antonietta. Al nord, esattamente a Modena, Amerigo scoprirà una realtà ben diversa rispetto alle sue precedenti abitudini. Una realtà dove si mangia e bene tutti i giorni e dove ci sono relazioni, affetti, addirittura coccole. Quelle coccole che Amerigo non h...
PRONTI! Pronti!” Come recitava lo spot elettorale del partito che ha vinto le ultime elezioni. Tra qualche giorno si formerà un nuovo governo, il peggiore per distacco della storia repubblicana di questo paese. E pensare che di cose poco simpatiche ne abbiamo già viste tante, direi troppe. Quando ero bambino vinceva sempre la Democrazia Cristina. Come la Juventus nel calcio o Eddy Merckz nel ciclismo. Pochi dichiaravamo di averli votati, eppure nel segreto dell’urna prevalevano sempre questi mostri un po’ moderati, un po’ clericali, un po’ impicciaroli. E formavano governi che potevano durare poco o tanto. Il partito comunista tentò più volte il sorpasso e una volta ci riuscì pure. Ma gli eredi di Palmiro Togliatti dovettero accontentarsi di un governo delle astensioni o della sciagurata solidarietà nazionale. Poca roba. Fino all’avvento della cosiddetta seconda repubblica, l’alternanza tra il centro destra di Re Silvio che, intanto, sdoganava definitivamente i fascisti, e il bla...
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SICCITA' di Paolo VIrzi' Paolo Virzì, ancora sulle orme di grandi maestri del cinema italiano come Risi e Monicelli, cerca ancora una volta di descrivere la realtà italiana con la leggera prosa della commedia. Ne esce fuori, stavolta, un film quasi surreale e distopico. Siamo a Roma dove non piove da tre anni, il Tevere è diventato un orribile letto di sabbia sporca, le autorità emanano provvedimenti per il razionamento dell’acqua pubblica. Quella privata (?) continua, invece, ad alimentare piscine e resort di lusso. Le manifestazioni di protesta sono guidate da movimenti di estrema destra, il conflitto sociale si riduce a rigurgiti di rancore a sfoghi di soggetti contro altri additati come capri espiatori. Significativa è la scena dei poliziotti che inseguono e maltrattano il malcapitato colto in flagrante mentre spreca acqua lavando la propria automobile. Tutto sotto gli occhi compiaciuti e gli applausi del pubblico sui balconi, fotogrammi che ci ricordano alcune vicende ...