LA LUNGA NOTTE di Giacomo Campiotti
Ho guardato non senza qualche perplessità quest’ennesima fiction della RAI, ‘La lunga notte’ di Giacomo Campiotti, racconto più o meno fedele dei giorni che portarono alla caduta di Benito Mussolini e del fascismo.
Siamo nel giugno del 1943 e le cose in Italia vanno piuttosto male. La guerra sembra quasi persa e gli anglo americani stanno sbarcando in Sicilia. L’alleato nazista, Adolf Hitler, è piuttosto inquieto. In questo succedersi di eventi qualche notabile all’interno del fascismo comincia a prospettare soluzioni per uscire da questo drammatico momento. Ed ecco che emerge la figura di Dino Grandi, bolognese, presidente della Camera di Fasci e delle corporazioni, fascista della prima ora. È lui, che tratta col re e convince alcuni suoi camerati a votare l’ordine del giorno che presenterà nella celebre seduta del Gran Consiglio del fascismo la notte del 24 luglio 1943 e che si concluderà il giorno seguente con la destituzione di Benito Mussolini.
Cosa posso dire su questa serie televisiva composta da sei episodi? Sicuramente un po’ prende ed è utile per un ripasso della storia. Una storia che, tuttavia, non sempre è raccontata bene e in modo lineare. A tratti sembra quasi che la caduta di Mussolini e del fascismo sia stata conseguenza di una serie di intrighi e giochi di palazzo e non una complessa vicenda politica dove, per esempio, hanno avuto un ruolo importante antifascisti e oppositori al regime che, invece, nella serie sono quasi completamente trascurati.
E, probabilmente, viene esaltata troppo la figura di questo Dino Grandi che era comunque un fascista. Non certamente un eroe e men che meno un salvatore della patria. Lui, in fondo, voleva soltanto salvare sé stesso e il fascismo sacrificando il suo duce, Benito Mussolini. E altri personaggi sembrano rappresentati in forme troppo caricaturali.
Comunque si può guardare se non altro per alcune buone interpretazioni come
quelle di Alessio Boni e Duccio Camerini. Produzione (purtroppo) affidata a
Luca Barbareschi. Come voto gli potrei dare il classico cinque e mezzo che,
almeno un tempo, al secondo quadrimestre diventava sei. Comunque è gratis su
Rai play quindi lo sforzo di guardare questa fiction si può anche fare.

Commenti
Posta un commento