COMANDANTE di Edoardo De Angelis
Film presentato a Venezia 80 nel quale si racconta un particolare episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale.
Il protagonista è Salvatore Todaro comandante del sommergibile Cappellini in missione nell’area dello stretto di Gibilterra. In un’azione di guerra Todaro e i suoi uomini abbattono un mercantile belga decidendo, poi, di mettere in salvo i naufraghi della stessa imbarcazione. Che, secondo le leggi di guerra e in quanto nemici, avrebbero dovuto ricevere come destino la morte e ai quali, invece, viene risparmiata la vita in omaggio alle leggi del mare.
E questo è stato individuato come il principale messaggio che si ricava da questo film in un periodo storico nel quale le morti e i salvataggi in mare costituiscono materia di tragedie quasi quotidiane. Todaro, pur di salvare i nemici sconfitti, contravviene anche a ordini superiori.
In realtà e come è stato acutamente osservato il film si può anche dividere
in due parti. La seconda, come ampiamente riportato, ci racconta l’eroico
salvataggio dell’equipaggio belga, nella prima, invece, e nelle scene e nei
dialoghi, si racconta degli uomini dell’equipaggio della Capellini, del
machismo, spesso insopportabile, ostentato dagli stessi confuso, tuttavia, con
le fragilità di chi è cosciente e consapevole di un destino quasi ineluttabile
in tempo di guerra. Il comandante Salvatore Todaro è fascistissimo e decide di
continuare a guidare il suo equipaggio e a intraprendere azioni di guerra pur
da invalido civile e con tutto il dolore arrecato dalle ferite riportate alla
schiena. È un personaggio di quei tempi e, per quanto mi riguarda, un brutto
personaggio. Che, tuttavia, fa prevalere il suo spirito di uomo del mare a
quello di convinto fascista e nazionalista patriottico in un momento decisivo
come quello raccontato nel film.
Un film che potremmo definire nella scenografia, di guerra, molto teatrale
per l’ambientazione ristretta in spazi assai piccoli e nei dialoghi che
rappresentano a mio parere la cosa migliore del film. Del quale si è parlato
molto nel bene e nel male è che si può comunque guardare. Attualmente in
programmazione su alcuni network televisivi.

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