ROMEO E' GIULIETTA di Sandro Veronesi

Nel mio sabato pomeriggio dedicato alla visione di un film in programmazione nei cinema, ho scelto una commedia assai leggera, ‘Romeo è Giulietta’ (non confondere il predicato, meglio la copula con la congiunzione), di Sandro Veronesi.

Una scelta un po’ forzata. Nel mio cinema preferito per motivi di abitudine, di distanza da casa e facilità d parcheggiare l’automobile, questo era uno dei pochi film che non avevo ancora visto. E’ vero, c’era il vecchio e caro Yorghos Lanthimos con le sue ‘Povere creature’, ma non me la sono sentita di affrontare un film che, sicuramente, avrebbe messo a dura prova i miei neuroni che, invece e in questo sabato di sole primaverile, sembravano reclamare leggerezza assoluta. E, quindi e seguendo il monito di una cara persona che mi sopporta ormai da tanti e tanti anni, ho seguito il suo consiglio. Cerca di ridere di più!

In realtà, con questo film di Sandro Veronesi di risate me ne sono fatte ben poche. Dialoghi assai scontati, la classica commediuccia che non riserva grandi sorprese. Soprattutto se, prima di vederla, hai già letto qualche commento e un pezzo di trama spoilerata giusto per farsi un’idea.

Quindi, c’è questo tipo, Federico Landi Porrini interpretato da Sergio Castellitto, un regista teatrale ormai in fase irrimediabilmente discendente. Tanto che propone al suo produttore di mettere in scena il Romeo e Giulietta di William Shakespeare, un’ultima prova prima di abbandonare definitivamente il suo lavoro.. Insomma, di mettersi in pensione. Nella scelta degli attori, in particolare di coloro chiamati a interpretare, per l’appunto, Romeo e Giulietta, si trovano le migliori scene di questo film. Il regista è un bisbetico, insomma un vero e proprio stronzo che non risparmia nessun giudizio negativo, nessuna stroncatura ai provetti attori che si presentano per il provino. Uno stronzo antipatico, ecco, e devo confessare che questa particolare tipologia caratteriale desta in me un particolare fascino. Tanto che, talvolta, mi sforzo di essere come loro con risultati, in realtà, non troppo lusinghieri. In questa ricerca di attori adatti al ruolo, emergono le figure di altri due protagonisti, Vittoria, un’attrice brava ma ormai respinta dal sistema per una vecchia storia di plagio, e il suo fidanzato che, come unica qualità, sembra avere quella di essere un bel fighetto.

Cosa dire di questo fiilm? Una commediola che non fa neanche ridere più di tanto, con dialoghi assai scontati, che scorre mettendo lo spettatore nella condizione di capire già cosa succederà nella scena successiva. Da salvare un discreto finale, le buone intenzioni dell’autore che utilizza la metafora teatrale per invitare a recitare il ruolo che più si desidera anche nella vita (belle parole), e le discrete interpretazioni di alcuni protagonisti, in particolare il già citato Sergio Castellitto e di Pilar Fogliati. Da guardare al massimo in TV e rigorosamente a gratis. Con tante scuse al caro Yorgos Lanthoimos, decisamente di un’altra categoria. Alla prossima sala.

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