UNA DOMENICA DI  FEBBRAIO

E’ domenica e siamo quasi alla metà di questo secondo mese dell’anno. Leggo che il mese di febbraio deve il suo nome a una divinità purificatrice della febbre che i latini ripresero, niente di meno, che dagli etruschi.

Non è freddo ma piove che Dio la manda. Pioveva ieri, pioveva stanotte e qualche scroscio d’acqua è venuto giù anche durante questa mattinata.

Escluse quind, escursioni, sconsigliate le passeggiate, nonostante una celebre canzone ci parli proprio della bellezza romantica di cantare, camminando sotto la pioggia.

Per quanto mi riguarda ho sempre il mio piano alternativo che prevede una buona dose di relax e un cinema pomeridiano.

Preferisco il cinema al pomeriggio piuttosto che di sera, perché c’è meno gente e, notoriamente, non mi piace la confusione, la caciara.

E ho sempre più difficoltà a relazionarmi con gli altri in un paese che ha decretato, come da libere elezioni, che una fascista debba guidare il governo e un beota, piccolo reazionario debba assumere vice presidenza e un importante dicastero. La cosa m’irrita parecchio, lo so, al limite del rosicamento. Poi ha perso anche la Roma, quindi, l’umore non può certo ambire a picchi elevati.

Quanto alla mia scrittura, riguardavo proprio oggi alcuni brevi racconti o spunti di riflessione prodotti dal mio limitato intelletto durante il primo periodo della pandemia. Dunque, nella primavera del 2020, circa quattro anni fa e come vola il tempo signora mia!

Ne ho trovato uno nel quale parlavo di favole e mi è piaciuto tanto. E ho pensato che dovrei lavorarci sopra. Insomma, nonostante il temporale, febbraio corto e amaro che fa pensare alla febbre e tante altre amarezze, scopro di avere ancora delle idee, delle prospettive. Meglio di niente, insomma. Intanto prendo un caffè e scelgo il film da guardare nel pomeriggio. Buona domenica o, come dicono a Londra, good Sunday. 

 

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