LA SIMPATIA DEI CONTADINI
C’è grande attesa per l’arrivo di agricoltori, contadini e simili a Roma. Non si sa bene se invaderanno con i loro trattori le vie centrali dell’urbe immortale arrivando sotto i palazzi del potere, oppure, se si fermeranno prima magari in prossimità di qualche consolare che, tanto, tutte le strade portano a Roma.
E, poi, sempre agricoltori, contadini e simili potrebbero trovare ulteriore
visibilità dal palco del Festival di Sanremo e il gran cerimoniere Amadeus si è
detto già pronto ad accoglierli insieme alle loro sacrosante ragioni.
Ora, personalmente e con grande umiltà, leggendo qualcosa ho cercato di capire di più in merito alle proteste di questi agricoltori. Proteste che si manifestano in tutta Europa. E ho letto di feroci contestazioni alle politiche dell’Unione Europea che favorirebbero le grandi multinazionali a discapito dei piccoli produttori, dei costi insostenibili (sempre per i piccoli) relativi alla cosiddetta transizione ecologica, delle iniquità nella catena della distribuzione. Si stima che ai produttori di una qualsiasi materia prima agricola vadano soltanto pochi centesimi su un euro di spesa per prodotti alimentari. E mi sembra questo, forse, l’aspetto più importante.
Ora, però e oltre la sostanza delle rivendicazioni, ciò che mi ha colpito è la simpatia quasi unanime che accompagna le lotte di questi soggetti sociali. Addirittura il governo si è detto immediatamente disposto ad accogliere le richieste avanzate ben prima che i trattori arrivino a Roma. E, chiaramente, nessun ministro, neanche quelli che fanno sempre la faccia feroce non appena qualche categoria di lavoratori proclama un qualsiasi sciopero, ha lamentato turbamenti per i disagi che la protesta degli agricoltori arrecherà agli altri cittadini. Men che meno si è fatto riferimento a possibili figure di reato inserite o inasprite ad hoc da questo governo di reazionari fascistoni, si pensi ad esempio al blocco stradale o, addirittura, alla resistenza passiva.
Insomma, questi agricoltori stanno simpatici a tutti a differenza, che ne so, dei macchinisti che interrompono le corse di treni, autobus e metropolitane, degli insegnanti che costringono a lasciare i figli dai nonni, per non parlare dei dipendenti pubblici che, quelli, ma che si scioperano? E gli studenti, poi, ma che pensassero a studiare che è meglio! Insomma viva gli agricoltori, viva la Francia (bisogna fare come i francesi) e abbasso l’Europa dei burocrati. Nella speranza che il trattore non ci passi davanti mentre accompagniamo la pupa in piscina. Non sia mai che, in tal caso, questi agricoltori non ci stiano meno simpatici.
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