DIECI LIRE
Mi accingevo a tornare a casa nel mio appartamento situato al secondo piano di una palazzina assai popolare e piuttosto trascurata, conseguenza dell’incuria dell’ente proprietario e dello scarso senso civico dei residenti; ed ecco che, mentre e come scritto, mi apprestavo a quest’impresa non certo ardua, ho scoperto che l’ascensore era guasto.
Non mi sono certo perso d’animo, in fondo riesco ancora a fare scale per
due piani di seguito senza accusare particolari fatiche o affanni.
Questo trascurabile disagio mi ha fornito, tuttavia, lo spunto per
riflettere su questo particolare elemento che, ormai, da anni e anni fa parte
della nostra vita. Io non ricordo un mondo senza ascensore e dire che non sono
proprio nato ieri.
I miei nonni paterni, per esempio, abitavano all’ultimo piano. Insomma, c’era
da pedalare e l’ascensore, quindi, era davvero un oggetto provvidenziale.
Era largo e spazioso e ricordo che, almeno per alcuni anni, funzionava
soltanto inserendo in un’apposita cassetta simile a quelle postali, una
monetina da dieci lire. Ebbene sì, l’ascensore del palazzo dei miei nonni era a
pagamento, una specie di bene accessibile soltanto a chi poteva permetterselo.
Lo dico con ironia perché, in fondo, le dieci lire anche al tempo della mia
infanzia, tempo ormai remoto, non segnavano certo l’appartenenza a un ceto
economico particolarmente privilegiato. Diverso il discorso di tenere in
saccoccia proprio quella specifica monetina da dieci lire. Ecco, questo era il
vero problema, come l’essere o non essere dell’Amleto di Wiliam Shakespeare.
Ben presto, tuttavia, fu abolita quest’inutile gabella delle dieci
lire e l’uso dell’ascensore in quel
vecchio palazzo divenne free. Aggratise, insomma, senza più l’inquietudine, il
dubbio che sovveniva ogni qual volta ci si recava a casa dei nonni. Ma ce l’abbiamo
queste benedette dieci lire?
In seguito ho visto ascensori ben più tecnologici di questo che presi per
la prima volta nella mia vita. Ascensori con luci e particolarmente sensibili,
al punto tale che non appena ci si avvicina al sensore le porte si aprono
nuovamente e come per magia.

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