AGLIO,OLIO E PESTICIDI
Gli agricoltori che protestano stanno simpatici a tutti. O quasi. Su un
quotidiano assai famoso leggevo proprio questa mattina che le proteste di
contadini e affini sono condivise, addirittura, dall’ottanta per cento degli
interpellati. Campione statistico s’immagina significativo.
Ora, dalle mia raffazzonate indagini da bar o vagone della metropolitana,
non mi sembra di scorgere tutto questo consenso intorno a chi manifesta magari
scioperando o scendendo in piazza.
Penso alle contumelie nei confronti di chi sciopera nel trasporto pubblico
magari per reclamare salari più alti e sicurezza. O l’indifferenza nei
confronti di scioperi di categorie che, alla fine, ma che ce frega, ma che ce
m’porta? .
Poi ci sono quelli che scendono in piazza esprimendo solidarietà nei
confronti dei palestinesi o per opporsi a qualsiasi guerra. E movimenti, come
quelli che reclamano il diritto alla casa, anzi all’abitare, particolarmente
attivi ma che, al massimo, guadagnano qualche riga nelle pagine di cronaca
locale.
Potenza della narrazione. Ci hanno raccontato, sin dall’inizio di questa
protesta, tutte le ragioni degli agricoltori dipinti come soggetti vessati
dalle politiche dell’Unione Europea e, in parte minima, dei governi nazionali.
Poveracci, si affannano tutto il giorno a coltivare la terra e gli tolgono i
sussidi e li costringono a sostenere i costi della cosiddetta transizione
ecologica.
La questione, poi, è assai complessa e richiederebbe conoscenze tecniche
approfondite. Quindi, meglio fidarsi delle poche informazioni che ci danno e
metterci, senza sé e senza ma, dalla parte del popolo con i trattori.
Altrimenti, e come scritto sopra, bisognerebbe approfondire, distinguere
tra le varie categorie di agricoltori, considerare la difesa dell’ambiente un
valore decisamente più importante rispetto alle necessità della produzione e
del profitto.
Sta di fatto che, poi, la montagna ha prodotto il cosiddetto topolino. Gli
agricoltori minacciavano di bloccare il paese e, addirittura, il Festival di
Sanremo. Invece, si sono accontentati di una dimostrazione simbolica
organizzata dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi e si sono ritrovati in
mezzo al loro presidio anche l’altro Matteo, il leghista Salvini sempre in giro
a elemosinare voti per le prossime elezioni europee.
E dopo questi fatti cosa dire se non che a me questi agricoltori che
parlano pure con tutti questi mostri della destra al governo non mi stanno
tanto simpatici. Sono strano ma preferisco, addirittura, i giovani e meno
giovani che imbrattano monumenti con vernice tipo inchiostro simpatico. E che
ci ricordano, come ho letto in una divertente vignetta pubblicata in questi
giorni che, sì e va beh, la farina al grillo fa schifo e pure la carne
sintetica però vuoi mettere una bella aglio e olio con i pesticidi?

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