TITANIC

Leggo notizie in ordine sparso. Oltre le tragedie delle guerre, il genocidio dello stato d’Israele contro i palestinesi, e le altre guerre un po’ dimenticate a cominciare da quella in Ucraina a due passi dal nostro tranquillo giardino occidentale, mi soffermo sulle questioni interne al paese in cui viviamo. 

Le polemiche sul Festival di Sanremo diventato ormai un evento che travalica le sue primigenie caratteristiche di rassegna dedicata alla canzone leggera e pop, lo schifoso Ignazio La Russa che parla delle foibe pretendendo che qualcuno dica che il maresciallo Tito era comunista. Forte della verità di Stato ormai affermata e consolidata su una complessa vicenda storica che si vorrebbe definire istituzionalmente e a tavolino, addirittura con una legge del Parlamento. Un giorno qualcuno leggerà sui libri di storia (ai nostri giorni siamo ancora alla cronaca) che Ignazio La Russa è stato presidente del Senato, seconda carica dello Stato. Minuti di silenzio. 

Leggo ancora di nove studenti denunciati per un presidio sotto la sede della RAI, altri erano stati manganellati qualche giorno prima nel corso di una manifestazione in un sabato di pioggia; mentre il ministro Lorenzo Valditara non sopporta proprio le occupazioni di scuole e licei e propone per gli studenti che, appunto, occupano, bocciatura, obbligo di risarcimento danni, servizio civile e chissà cos’altro. È stato giustamente scritto da qualcuno, la scuola come luogo di pena. Intanto gli agricoltori che hanno ragione per definizione perché elettori forti dei partiti di questo governo (almeno in maggioranza), possono far quello che vogliono. O, anche, non far niente perché la semplice minaccia dei trattori confusi con il traffico automobilistico è bastato a incassare misure favorevoli già al vaglio dei loro amici ministri.


 

Ho l’impressione che ogni giorno che trascorre, si fa un passo in più verso un fondo dal quale sarà, poi, difficile risalire. Anche quando la ruota girerà e questi mostri ora al governo finiranno di godersi il successo perché tutto passa, e la vittoria non è mai definitiva. Allora bisognerà fare i conti con le macerie lasciate da questi brutti ceffi e ricostruire uno straccio di società civile, solidale, umana. Ma chi continua a non rendersi conto di quel che stiamo vivendo, chi minimizza le battute di un La Russa o di un Valditara, le continue proposte di legge per istituire nuove pene e nuovi reati, e altro e altro ancora, sembra ricordare una storia assai nota. Quella del Titanic quando la barca affondava mentre l’orchestra continuava a suonare.

 

Commenti

Post popolari in questo blog