CARRAMBATA
Succede anche questo nella vita. Incontrare vecchi amici, meglio sarebbe
dire conoscenti, perché l’amicizia è rara
e, poi, non si sa mai e come ammonisce un vecchio proverbio dagli amici mi
guardi Iddio. O chi per lui.
Ecco, è successo di rivedere un vecchio compagno di scuola a distanza di tanti e tanti anni. Diciamo che, almeno, mi sono un po’ riconsolato. L’ho trovato abbastanza appesantito con un look che confermava la sua età ormai non più verde. Che, poi, è la mia stessa età con la differenza che i miei sforzi per mantenere un aspetto sempre giovanile, alla aho nun m’arrendo, evidentemente, sortiscono qualche effetto. Almeno credo.
Insomma, quest’incontri inaspettati e casuali possono servire, addirittura, a rinvigorire la propria autostima e chi lo avrebbe mai detto? Per il resto ho registrato le parole nostalgiche di questo mio vecchio compagno di scuola riferite al periodo d’oro dell’adolescenza. E, riflettendoci su, non mi ritengo completamente d’accordo. Sì, è vero, durante gli anni più verdi si dispone di energie quasi inesauribili e si ha tutta la vita davanti. Sfiga permettendo. Però, io mi piaccio di più per quel che sono diventato oggi dopo un incessante percorso di crescita. Insomma, non baratterei la mia capacità intellettiva, il sapere e le conoscenze dei quali dispongo attualmente, con la goffaggine dei quindici o vent’anni. Quando, magari, spinto da entusiasmi e ideali non proprio chiariti e definiti mi buttavo a capofitto su ogni questione senza un’accurata analisi. Era tutto bianco o tutto nero e senza alcuna sfumatura. Ciò non vuol dire che son diventato pompiere dopo anni e anni da incendiario o simpatizzante della vecchia e sepolta corrente dorotea della Democrazia Cristiana. Niente affatto. Anzi, continuo ancora a sentire il peso e la rabbia delle ingiustizie che capitano in ogni parte del mondo come insegnava il caro Che Guevara.
E, poi, mi capitano queste cose. Incontrare un vecchio compagno di scuola a
distanza di anni e anni. Incontro addirittura ‘live’, neanche fosse una di
quelle storielle virtuali che andavano tanto qualche anno fa su alcuni social.
Quando proliferavano gruppi di ex compagni di qualcosa che non si rivedevano da
chissà quanto tempo e, tuttavia e d’improvviso, tornavano a cercarsi. Per me,
invece, è stato tutto casuale. A proposito, il tizio in questione mi ha detto
che tiene moglie e due figli ormai grandi. E mi ha chiesto a più riprese se
anch’io mi fossi sposato. Non tieni neanche una compagna? Sembrava che la cosa
lo sorprendesse neanche avesse visto lo sbarco in terra di un alieno. E,
allora, ho pensato meglio andare sul sicuro a parlare della giornata quasi
primaverile e di calcio. Quindi, ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ho il
vago sospetto che tali dati resteranno inutilizzati nella memoria dei nostri
telefonini. Fino al prossimo casuale incontro. Sempre che Dio, o chi per lui,
vorrà. Sempre quel Dio che, secondo il già ricordato proverbio, dovrebbe
proteggerci dagli amici.

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