IMPICCIARSI

Spesso, mentre mi sposto sulla metropolitana o sono al bar a prendere un caffè, mi capita di origliare. Sì, di ascoltare le voci di chi mi sta intorno, in estrema sintesi d’impicciarmi. Aho ma che te impicci? 

Mi impiccio perché mi piace trovare qualche piccolo indizio, un segnale magari e apparentemente marginale per capire in quale direzione si muove questa nostra società. Insomma, meglio dei sondaggi elettorali del lunedì del TG di quel camaleonte di Enrico Mentana.

 

Ecco, questa mattina ad esempio, c’era un bel silenzio che mi permetteva di concentrarmi sulla lettura di un libro. Una tizia al telefono raccomandava a qualcuno di ordinare per pranzo un panino rigorosamente vegano mentre nessuno parlava, che ne so, di Aleksej Navaln’yi il dissidente russo morto in un carcere siberiano qualche giorno fa. Chi lo ha ammazzato? Può avere accusato un malore, conseguenza delle dure condizioni imposte dal soggiorno in un carcere duro e senza, quindi, necessità di somministrazione di veleni vari. Qualcuno si chiede a chi giova tutto questo e non certo al despota russo Putin che, così, avrà altre rogne. In Italia son quasi tutti convinti che la colpa è del governo russo a parte quel beota di Matteo Salvini che, ormai, non ne azzecca più una. Solo che c’è poco da rallegrarsene, perché tanto chi non vota più lui sposta semplicemente le proprie preferenze verso i Fratelli d’Italia o, al più, verso i forzitalioti sebbene orfani da qualche mese del povero Silvione.  E, poi, siamo sicuri che questa storia di Navaln’yi possa spostare voti o consensi? Secondo me importa ben poco a chi è abituato a considerare prioritaria la cacciata degli zingari dalle stazioni della metropolitana. 

Giunto a destinazione mi rendo conto che, oggi, la mia scrupolosa attività di origliatore, impiccione ha portato scarsi risultati. E anche al bar trovo un gruppetto di uomini, probabilmente colleghi di qualcosa, che si accapigliano perché tutti vorrebbero pagare la colazione in uno slancio inusuale di generosità. Ma al povero Navaln’yi chi ci pensa? Nessuno, anche perché non credo sposti molti voti. E, poi, chissenefrega magari era anche amico dei nazisti. Al prossimo ascolto.

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