NON GIOCO PIU'
Non sono mai stato un grande giocatore. Non ricordo di
aver acquistato un gratta e vinci in vita mia. Anzi, quando mi capita di
restare in coda al tabaccaio dietro qualche consumatore compulsivo di “Doppia
sfida”, “Multistar” e simili, mi irrito un po’. Li guardo e penso che sperano
di svoltare, se non la vita, almeno la settimana o il mese, grattando un pezzo
di cartone.
In un Casinò ci sono entrato una sola volta, a
Venezia. Avevo bevuto più vino del solito e ricordo che per varcare la soglia
era obbligatorio indossare la giacca: bisognava presentarsi con un look
elegante, niente casual, figurarsi una tuta da maranza. Durammo poco: il
tempo di dilapidare le modeste somme messe insieme collettivamente, sperando in
una botta di fortuna. Niente da fare: quei soldi sarebbe stato meglio spenderli
in altro modo.
L’unico gioco a cui mi sono dedicato, con parsimonia
ma costanza, sono le scommesse sportive. Più precisamente, quelle sul calcio.
Si può puntare sul risultato esatto, sul classico segno 1, X o 2, sul numero di
gol, sulla doppia chance, persino sul numero di ammoniti o di corner. Citando
un insopportabile spot pubblicitario che gira spesso, il mio gioco è
“responsabile”: non più di due euro a puntata. Un piccolo vizio che condivido
con tanti altri, compresi quelli che, quando sfiorano la vincita, si lamentano
della sfortuna che si accanisce contro di loro. E magari ti mandano pure la
foto della giocata, per dimostrarti che sono bravi e competenti.
Io, invece, pur sentendomi discretamente competente,
riconosco che vincere è soprattutto questione di fortuna. Di bucio di culo,
diciamolo. L’abilità serve a poco di fronte all’imprevedibilità di eventi così
complessi. Per questo bisogna pensare solo a divertirsi. Poi, quando capita di
vincere una buona cifra, si può esultare: godersi l’imprevisto premio senza
ostentare capacità analitiche o predittive.
Così ho fatto ieri: due euro puntati su dieci partite,
più di quattrocento vinti. Ho gioito con discrezione, sapendo bene che chissà
quando ricapiterà. E senza dirlo a quelli che si lamentano sempre perché il
loro “merito” non viene mai premiato e la sfiga si accanisce contro di loro.
Comprassero un gratta e vinci. Magari quando non sono in fila al
tabaccaio per acquistare le sigarette.

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