ANNA di Monica Guerritore
 

Questo film, primo lavoro di Monica Guerritore nelle vesti di regista, rappresenta il primo biopic dedicato alla grande attrice Anna Magnani. La narrazione prende avvio dal 21 marzo 1956, quando l’artista viene insignita del Premio Oscar per la sua interpretazione ne La rosa tatuata di Daniel Mann (tratto da un testo di Tennessee Williams). La protagonista trascorre la notte in attesa della lieta notizia passeggiando per le strade di Roma, tra i sampietrini umidi, i suoi gatti e la gente del popolo che la ama e la ricambia con affetto.

Da quel momento, forse il punto più alto della sua carriera, inizia però il declino. Magnani viene progressivamente messa da parte dai registi più importanti del tempo, tra cui Fellini e Pasolini, e rifiutata nel ruolo de La Ciociara, affidato invece a Sophia Loren, ritenuta più ‘giusta’. Anna vive con sofferenza quel periodo decadente, senza rinunciare tuttavia alla sua proverbiale verve e al carattere spigoloso che le procura non poche inimicizie. Trascorre i suoi giorni nell’attesa di una telefonata, di un’occasione che possa rilanciarne la carriera.

La parabola si chiude all’inizio degli anni Settanta, con la tragica notizia della sua morte a causa di un male incurabile. Roma intera piange la donna che aveva saputo rappresentare con forza e autenticità la sua gente.

Il film ha ricevuto critiche contrastanti: giudicato da alcuni troppo didascalico e privo di un ritmo coinvolgente. Monica Guerritore, a mio avviso, non appare del tutto convincente nei panni di Magnani: le due attrici sono troppo diverse. Resta comunque un’opera interessante e meritevole di attenzione. Al prossimo film.

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