BIOGRAFIA

Siamo nati in un giorno di cui non ricordiamo nulla, una data composta da cifre che oggi ci serve, al più, per registrarci su siti o scaricare applicazioni. O che utilizziamo come codice di sblocco, perché facile da memorizzare. Eppure, di ciò che accadde quel giorno non sappiamo niente: tutto avvolto nel vuoto, come il tempo che precede la nascita e quello che segue la morte. Il nulla prima e il nulla dopo.

Qualche settimana fa una persona cara mi ha proposto di scrivere una sorta di biografia. Ci ho pensato, e devo ammettere che la troverei un’impresa singolare, persino bizzarra: raccontare la vita di qualcuno che non ha compiuto gesti memorabili, che non merita – e probabilmente non meriterà – neppure un trafiletto su un giornale, figuriamoci una pagina di Wikipedia, che ormai sembra non negarsi a nessuno.

Se mai dovessi iniziare, dovrei decidere se raccontare la mia vita in modo asciutto e fedele, oppure, come fanno i romanzieri dotati di fantasia, arricchirla con qualche invenzione letteraria. Preferirei la seconda via, perché credo che questa riflessione nasca proprio dal contrasto tra la vita che è stata e quella che avrei desiderato fosse. La vita non vissuta, insomma.

In ogni caso, dovrei cominciare da quel giorno lontano della nascita. Potrei ricorrere a testimonianze orali, oppure cercare di capire cosa accadeva allora nella mia città e nel mondo. O ancora, lasciarmi guidare dall’immaginazione, che sempre ci viene in soccorso.

Per ora lascio sospesa questa proposta. Senza accantonarla. Ma ci penso, e non per una semplice bizzarria narcisistica. Alla prossima.

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