OGGETTI QUASI

In casa ho parecchi oggetti. Quelli indispensabili per la vita quotidiana: sedie, tavoli, posate per mangiare, un divano e letti dove riposare membra più o meno stanche e provate. Altri potrebbero considerarsi beni secondari. I libri, tuttavia, per me sono beni primari: necessari, imprescindibili. Eccome. Mi aiutano a vivere meglio, talvolta semplicemente a vivere.

Capita ormai spesso di collegarsi da casa per incontri o riunioni, attraverso programmi installati sul computer. Bisogna attrezzarsi bene, verificare che tutto funzioni: video, microfono, così da essere visti e ascoltati chiaramente. E occorre anche posizionarsi in modo che la luminosità sia sufficiente. La posizione è importante, perché da quell’immagine possono emergere oggetti che teniamo in casa, magari senza pensarci troppo.

Recentemente mi sono ritrovato seduto davanti a un mobiletto dove tengo, tra le altre cose, alcuni liquori e superalcolici. Di quelle bottiglie che, in genere, si offrono agli ospiti per fare bella figura e ringraziarli della visita. In realtà, non sono un consumatore abituale di superalcolici. Quello che tengo in casa è soprattutto il frutto di viaggi, ricordi sparsi di luoghi lontani. Al massimo, mi concedo una birra con la pizza o un sorso di vino, preferibilmente bianco, in occasioni speciali.

Quell’immagine, però, mi ha divertito e un po’ imbarazzato. Mi ha fatto riflettere su quanto sia importante prestare attenzione a ciò che si mostra quando ci si collega da casa. Confesso che non amo troppo le videoconferenze. La mia immagine riflessa sullo schermo mi causa un certo disagio, forse perché vorrei immaginarmi più carino, più affascinante. Chissà.

Continuo a preferire gli incontri dal vivo. Anche se, alla fine, tutto dipende da chi si ha davanti agli occhi. Se non troppo gradevole, potrebbe persino far venir voglia di un goccio di liquore… per pensare ad altro.

Alla prossima.

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