OZIO
Quelle giornate in cui nun
c’hai gnente da fa… Meglio così. Niente sveglie che suonano, nessun appuntamento da
ricordare a mente o, per chi ne ha troppi o si scorda facilmente, da segnare su
un block notes, cartaceo o digitale.
Per me, queste sono le giornate migliori. Somigliano a
un foglio bianco da riempire come ti pare. Come quando a scuola l’insegnante
dava il compito in classe d’italiano senza indicare una traccia precisa. Tema
con argomento a piacere: sembrava più facile, ma scegliere di cosa scrivere
poteva diventare una bella trappola.
Proprio come quelle giornate apparentemente vuote, da
riempire nel modo migliore. Perché tempus fugit, e non c’è spazio per
l’indecisione.
Eppure, che bello trastullarsi nell’ozio. Procedere
con lentezza, senza nessuno che ti corre dietro, senza treni da prendere o
luoghi da raggiungere per appuntamenti irrinunciabili.
Riflettere su come riempire la giornata, immaginando
che una giornata senza impegni possa rivelarsi davvero utile. Più piena di
altre, apparentemente bulimiche. Piena d’ozio, sì, il padre dei vizi.
E magari, fuori piove. E ti pare poco?
Alla prossima.

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