TACITO
Andiamo
forte con le citazioni di un certo livello. Tacito, già nel 98 d.C., scriveva: “Solitudinem faciunt, pacem appellant”
— fanno il deserto e lo chiamano pace. Secoli e secoli sono passati, ma la
storia non cambia. Le guerre, i conflitti, le aggressioni militari portano
sempre con sé morte e distruzione. E poi? Poi si spalano le macerie e si
ricostruisce. Ma chi si occupa della ricostruzione? Spesso proprio coloro che
hanno contribuito attivamente alla devastazione.
È come se qualcuno ti distruggesse la casa con armi che io stesso gli ho fornito, e poi, a danno fatto, venissi da te a offrirti aiuto — ovviamente a pagamento. Mi è tornata in mente questa storiella leggendo certe notizie sulle smanie dei governanti italici nel voler partecipare alla ricostruzione di Gaza e all’assistenza dei palestinesi. Gli stessi che, insieme ai loro colleghi occidentali, hanno fornito e continuano a fornire armi e tecnologia a Israele.
Del resto quel miserabile di Donald Trump nel suo
intervento al Parlamento israeliano è stato piuttosto chiaro dicendo, tra le
altre sconcezze, vi abbiamo fornito le armi migliori e più potenti e le avete
usate bene. Ammazzando migliaia e migliaia di persone e distruggendo tutto.
E dopo aver incassato i soldi per le armi ora questi
signori passano a un altro incasso. Quello per la ricostruzione. Un cinismo
che, certamente, non è nuovo nella storia dell’umanità, Roba vecchia, talmente
vecchia che ne parlava già lo storico Tacito niente di meno che in un libro
scritto nell’anno 98 dopo Cristo. Pensa un po’ quanto tempo è passato e
l’umanità non è ancora stanca di guerra come la Teresa Batista di un romanzo
dello scrittore Jorge Amado che lessi qualche tempo fa. Molto tempo fa e, comunque,
Tacito era già famoso. Alla prossima.

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