PETROLINI E LA CAMERATA

Lo confesso; faccio sempre più fatica ad ascoltare o leggere notizie. Quelle relative alle guerre ma, anche, le news riguardanti la politica e, segnatamente, quella interna. Questa mattina, ad esempio, leggevo i resoconti sull’imperdibile comizio dei leaders della destra in una piccola piazza di Firenze alla presenza, pare, di qualche centinaia di aficionados o semplici curiosoni.

Dichiarazioni di questo leaders da far accapponare la pelle. La premier, la camerata Meloni, che paragona il PD ad Hamas  e si accolla parte del merito per l’accordo sul cessate il fuoco (la pace è un’altra storia) disegnato dal presidente yankee Donald Trump. Il suo compare, il beota ministro Salvini, la spara ancora più grossa arrivando, addirittura, a plaudire quel criminale, nazista di Netanyahu. Sorvolando sugli insulti a Francesca Albanese, nuovo bersaglio di questi fascistelli al potere, faccio una piccola riflessione e pongo una semplice domanda.

Siamo in campagna elettorale (permanente) e, quindi, questi brutti ceffi si muovono e parlano a uso e consumo dei loro elettori reali e potenziali. Ovvero, io sparo questa boiata perché penso che ciò mi porterà qualche voto. Al netto degli errori di valutazioni, mi chiedo, a questo punto, ma chi sono questi mostri che, magari, scelgono di votare questi perché elogiano il nazista Netanyahu o trattano Greta Thunberg o gli altri che si sono fatti giorni e giorni di navigazione verso Gaza ben conoscendo i rischi che correvano, quindi, esibendo un coraggio sconosciuto a buona parte dell’umanità, me compreso, come perditempo che se ne vanno in barca a vela?

Eppure, questa gente disposta a dar credito a tutta questa monnezza dialettica esiste e ce la ritroviamo, spesso, al bar mentre prendiamo il caffè o sulla banchina della metropolitana quando aspettiamo il treno.

E, allora, mi viene in mente quella scena di Ettore Petrolini quando, fischiato dal loggione di un teatro, disse al contestatore di turno, io nun ce l’ho co te, ’ma co quelli che te stanno vicino e nun te buttano de sotto! Ecco.

Alla prossima.

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