FROSINONE NEOM

Nei mesi estivi durante i quali la Roma non disputa partite ufficiali, quelle che valgono tre punti e alimentano stati di sofferenza difficilmente gestibili, cerco di staccare la spina. Non completamente, s’intende, non potrei fare a meno d’informarmi sulle vicende della mia amata squadra del cuore neanche in quei periodi nei quali succede poco o nulla. Però, c’è sempre il mercato di calciatori e allenatori e, poi, inizia il precampionato che, ormai, viene definito pre-season con un anglicismo che fa molto trendy,

E, comunque, prima che inizi la stagione ufficiale, cerco di risparmiarmi la visione di eventi live. Le amichevoli, insomma, le guardo, se posso e quando posso, ma preferibilmente dagli schermi di una TV.

Conosco, peraltro, alcuni tifosi romanisti che ‘si fanno pure le amichevoli’, spendendo (meritoriamente) soldi, tempo e ferie per questa passione anche durante i mesi estivi.

Personalmente, invece, la mia scelta l’ho fatta da tempo. Amichevoli estive ‘live’ solo a pochi chilometri da casa e senza iniziare a spendere soldi perché, va beh che non badiamo a spese, ma mica posso finire nelle mani di qualche strozzino!

Quindi, eccoci qui con la Roma che il giorno seguente al Ferragosto, quel sedici d’agosto che ispirò l’indimenticato Alvaro Amici in uno dei suoi pezzi, forse, meno celebri, disputa l’ultima amichevole della sua pre-season, appunto, contro una sconosciuta squadra araba, il Neom, allo stadio Benito Stirpe di Frosinone. Dunque una cosa comoda, la Ciociaria non è così distante, vacanze in programma non ce ne sono e qualche compagno di ventura disposto a farsi qualche chilometro si trova.

A Frosinone si arriva in meno di un’ora e con poche uscite di autostrada, lo stadio intitolato al papà dell’attuale presidente dei ciociari, si trova a pochi chilometri dall’uscita dall’A1 ed è un piccolo gioiello. Nuovo, con servizi igienici ancora non deturpati da incuria e zozzoni vari, parcheggi a poche centinaia di metri dall’impianto e visibilità del campo perfetta. Non fosse per il solito sbandieratore che fa colore ma non si stanca mai.

Quanto alla partita, beh, dalle amichevoli quelli bravi traggono qualche indicazione. E se dovessi proprio dire quello che penso, mi verrebbe un’amarezza tipo quella del personaggio di un libro dell’eccellente José Saramago che scende dalla nave al molo di Lisbona e attraversa malinconico e sotto la pioggia la città.  Insomma, non sono proprio ottimista per quest’avvio di campionato anche se spero che il tempo non mi darà ragione.

Non poteva mancare la cena consumata in un’ottima trattoria della cittadina ciociara, quindi, il ritorno a casa su un’auto spaziosa, comodi e pure con l’aria condizionata. Un confort che sparisce non appena scendiamo dalla stessa automobile e respiriamo l’aria umida di una serata di guazza romana. E apprendo che è morto pure Pippo Baudo. Pace all’anima sua e col pensiero un po’ tremebondo alla prima di campionato; sabato prossimo all’Olimpico contro il Bologna con la coccarda della Coppa Italia stampata sulle magliette.

In fondo, quest’anno, basterebbe vincere una Coppa Italia. O no? Alla prossima.

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