REFLUSSI
Stanotte ho dormito poco e male. Dice, e chissenefrega mica sarai l’unico al mondo. C’è chi non dorme perché c’ha un sacco di pensieri, perché vive in una zona di guerra o, semplicemente, perché je piace fa nottata.
A me, in realtà, non è mai piaciuto tirare tardi e non sono mai stato un abituale frequentatore di discoteche o altri locali dove si vive la notte. La notte è fatta per dormire diceva qualche vecchio che non ci sta più e che si consolava, così, dal fatto che la mattina si doveva svegliare presto. Quindi la notte non poteva che essere fatta per dormire.
Però d’estate dormire è veramente un’impresa. Stanotte, per esempio, avevo caldo, il reflusso gastroesofageo e una rompiscatole del piano di sotto che rideva in continuazione. L’ultima risata se l’è fatta, credo, verso l’una; una risata acuta, sguaiata, senza eleganza e, probabilmente, senza una ragione sufficiente per disturbare l’intero vicinato. Ma tant’è.
Il reflusso, invece, pare che sia una patologia destinata ad acutizzarsi col caldo e, quindi, in estate. Ho letto questa cosa documentandomi sulla straordinaria rete internet, insomma cercando su Google dopo aver inserito una buona chiave di ricerca. Quindi, mi sono fatto medico di me stesso e so bene che così fanno in tanti mettendo in discussione conoscenze e saperi scientifici di chi ha speso tante energie per studiare. Ma viviamo nel tempo dei laureati all’Università della strada che deve essere ben più capiente, pure, dell’infernale Sapienza di Roma.
E, comunque, ripeto, stanotte ho dormito male e la colpa è soprattutto di
questa maledetta stagione chiamata estate che dura sempre di più e ci costringe
a vivere per mesi e mesi sotto questa perenne cappa di sole. Anche se,
poi, io sono nato in estate e anche questa stagione ha i suoi aspetti positivi.
Ad esempio, ci si veste velocemente, basta una t-shirt e un paio di sandali e
il gioco è fatto. Sempre che migliori la digestione, diminuisca il caldo e quella
di sotto smetta di ridere pure di notte. Che, poi, a quaranta gradi ma
che c’avrà da ride? Alla prossima.

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