LA CITTA' VUOTA

Una volta in vacanza ad agosto ci andavo pure io. Solitamente con un certo anticipo sceglievo i miei compagni di viaggio; talvolta, succedeva anche di essere scelti o, addirittura e quasi cooptati, insomma nominati con poche possibilità di rifiutare la proposta. Un rifiuto, appunto, sarebbe stato preso come un’insopportabile scortesia, preludio all’interruzione di rapporti amicali che si protraevano da anni.

Succedeva, pure, di decidere all’ultimo momento, una sorta di last minute autogestito. Una volta m’inserii in una comitiva d’amici diretta in Francia. Mi feci Marsiglia, Lione e, neanche a dirlo, Parigi; una bella esperienza anche se qualcuno rimaneva un po’ sorpreso quando, soprattutto di mattina, cercavo i miei momenti di solitudine imbarcandomi in brevi passeggiate con annesso ed eremitico caffè.

Poi, invece, ho smesso di fare viaggi e vacanze ad agosto. Motivazioni? Boh, escludendo di voler sembrare un inguaribile radical che intende marcare distanze e differenze dal resto dell’umanità (o quasi), potrei individuare alcune ragioni. I costi, innanzitutto, che ad agosto sono assai sostenuti; too expensive direbbero a Londra dove per andare, ora, ci vuole il visto.

Ma non è, lo confesso, soltanto una questione economica. Riconosco, invece, la mia atavica pigrizia nel progettare e prenotare soggiorni in luoghi di vacanza nei posti più affollati in estate. Vivo in un eterno presente e programmare a gennaio le vacanze estive in agosto mi sembra troppo.

E, poi, Roma è così bella d’estate.. Così dicono, almeno, quelli che vorrebbero andare in vacanza e magari non possono. Ho sempre pensato questo. Perché il silenzio delle strade, in fondo, non può che far sprofondare in un’insostenibile malinconia. Anche se la mancanza del traffico e delle code dal pizzicarolo o dal panettiere, in fondo e trascorsa qualche settimana, ce le rimpiangeremo. Tornando a maledire il caos delle nostre città infernali e pensando, magari, alla prossima estate, Senza, chiaramente, progettare nulla ma vivendo in un eterno presente perché e, in merito a possibili programmi per l’agosto che verrà, come diceva povera nonna, beato chi c’ha n’occhio. Alla prossima. 

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