CALENDARI

Quando la Roma vinse il suo secondo scudetto, stagione 1982/83, il campionato iniziò poco prima della metà di settembre. E, ancora prima, nel corso degli anni settanta e, quindi, a ritroso nel tempo, il pallone muoveva i suoi primi passi stagionali addirittura a ottobre. E, d’altra parte, settembre era considerato ancora un mese estivo nonostante non si parlasse ancora di cambiamenti climatici, Ora, invece, il campionato di calcio, questa specie di messa pagana che si celebra, ormai, in tutti i giorni della settimana e non solo di domenica come nei tempi che furono, comincia già in agosto.

E proprio in questi giorni leggo, soprattutto nel fantastico mondo dei social e delle messaggerie di whats up, i commenti giubilanti di chi non vede l’ora che inizi questa fiera dei sogni e delle illusioni.

Personalmente e, orma, da qualche anno, ho nei confronti di questo gioco nel quale è indispensabile un pallone che scorre per un prato preferibilmente verde, sensazioni assai strane e contraddittorie.

Vivo la passione per il calcio e, in specie, per la mia squadra del cuore in una forma ossessiva che, spesso, mi toglie fiato ed energie. E che mi induce alla classica riflessione, ma chi me lo fa fare?

Già chi me lo fa fare a spendere soldi, tempo e quant’altro per seguire senza soste questa roba, a far dipendere lo stato del mio umore e delle mie tasche da qualcosa che, in fondo, non posso controllare?

Dentro mondi e ambienti che, talvolta, disprezzo?

Non lo so, sono soltanto consapevole del fatto che stavo meglio qualche mese fa, quando il campionato era finito e non bisognava lambiccarsi il cervello per organizzare trasferte, spostamenti, per comprare biglietti, per mettersi d’accordo su orari e appuntamenti; e non si soffriva pensando alla difficoltà e alla delicatezza del prossimo match di campionato. Chi me lo fa fare? Boh, potrei lasciar perdere tutto ma è davvero difficile liberarsi da abitudini e manie che durano da una vita intera. Quindi, domani ricomincio pure io. Ma senza giubilo né entusiasmo, s’intende. Alla prossima.

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